Allora, ci eravamo lasciati con il manualetto.
Quello piccolo, quello che non esiste ma funziona meglio di qualsiasi Vangelo aggiornato. Le FAQ, o se lo leggi con la pronuncia giusta giusta giusta della Q, le FUCK.
Che sapete tutti cosa significa, no?
E oggi apriamo la pagina che prude e puzza davvero tipo cestello dei preservativi in casa di certe signorine.
Quella del battesimo.
Il ticket di accesso con drink omaggio – che però ti viene gettato in testa.
Il tornello.
Il “senza questo non entri”.
Perché qui non è che stiamo parlando di spiritualità a la carte e di “fate un po’ come cazzo vi pare” tipo Casa delle Libertà, no: qui c’è una procedura.
Un onboarding. Una registrazione utente con tanto di lavaggio iniziale del capo incluso nel pacchetto. E di solito lacrime e strepiti, anche, all’ingresso, come se tu capissi che qualcosa non sta andando nel verso giusto.
Il battesimo è presentato come gesto dolce, tenero, quasi instagrammabile – anzi, no, togliamo il quasi, ultimamente, aggiungendo che non ce ne sono procedure a tutela dell’immagine dei minori.
Bambino, vestitino bianco, acqua sulla testa, parenti che sorridono come se stessero aggiornando il sistema per la prima volta.
In realtà è una cosa molto più precisa: è la rimozione forzata di una colpa che non hai commesso per poter entrare in un sistema che quella colpa la dà per scontata. Come se ti fermassero per strada, ti dicessero “lei è colpevole”, poi ti offrissero poco gentilmente di pagare subito la multa così può continuare la giornata con un molto poco conciliante “Concilia?”. Essi, che l’avete capito: qua è una roba di controsensi che per chi ti multa ha una logica impenetrabile.
E tu sei pure appena nato.
Non hai ancora capito come si usa la mano sui genitali, figurati il libero arbitrio.
E qui entra in scena come spauracchio numero 1 il Limbo.
Che è una roba che, se la racconti bene, sembra una trovata di worldbuilding degna di un fantasy minore: una sala d’attesa eterna per anime senza il badge. Non soffri, non godi, non fai niente. Sei lì.
Come quando sei fuori dalla discoteca, senza femmine nel gruppo, e il buttafuori ti dice “Sì, aspetta, tranquillo, tra un po’ ti faccio entrare”
Una specie di open space metafisico pieno di entità che si guardano senza sapere perché sono state parcheggiate.
“Buongiorno, lei?”
“Evanescenza.”
“Ah, pure io.”
Per non chiamarsi due stronzi qualunque in una sala d’aspetto qualunque.
E avanti così per l’eternità, senza nemmeno la soddisfazione di lamentarti perché non c’è nemmeno quello. Il non-luogo perfetto per chi non ha completato la registrazione.
Sulle nonne questa cosa fa una presa che non avete idea. Sia quella appena poco prima linkato che quella linkata ora.
Io stesso sono stato vittima di un sequestro lampo organizzato dalle mie nonne terrorizzate che io morissi senza battesimo e quindi la mia anima fosse costretta a rimanere per l’eternità nella sala d’aspetto in compagnia perenne di altri stronzi sconosciuti atei e senza dio o peggio miscredenti che avrebbero quindi potuto abusare della mia evanescenza – non si sa come ma a piacimento.
Fui quindi rapito in un giorno in cui si sapeva che i miei erano fuori e fui battezzato a camorra con falsificazione delle firme sugli atti d’ingresso. E fui quindi costretto ad entrare a spinta nella associazione.
E su questa roba del battesimo, qui ci sarebbe anche da specificare che la cosa potrebbe apparire brutalmente inventata, ma come sapete se siete ormai abituati alla realtà senza filtri che propongo, posso anche garantirvi che secondo la terapeuta che mi aveva in esame per i check ministeriali, è quasi certo che l’esperienza abbia sedimentato in me dei ricordi, cavabili attraverso ipnosi. Sono io che non ho voluto indagare. Lei però precisò: non sono ricordi di quel giorni, ma ricordi di liti, discussioni o chiarimenti tra le sequestratrici e gli adulti che detenevano il controllo burocratico sulle tue decisioni.
Cazzi loro. Sebbene poi si rivelino anche cazzi miei.
Poi però arriviamo al cuore della questione, quello che farebbe saltare i fusibili a chiunque, ma non al tecnico più paziente del call center teologico.
Il peccato originale.
Che già il nome è una dichiarazione d’intenti: tu nasci e sei già dentro una colpa che non hai contrattato. Non hai firmato niente, non hai cliccato “accetto i termini e condizioni”, eppure eccoti lì, sporco.
Una negazione totale del principio individuale della responsabilità penale che ci spiega come la religione non sia un posto attrezzato con i minimi confort democrtici.
Perché?
Perché due tizi mitologici di cui nessuno ha mai trovato i cadaveri hanno ascoltato un serpente pur non essendo sotto effetto di sostanze psicotrope e hanno morso una metafora. Sì, una metafora, perchè sapete tutti che significa “Mordi la mela” sui pacchi dei preservativi, no?
Che poi ti spiegano: “è un’allegoria”. Certo. Però la colpa no, quella è operativa. L’allegoria resta poetica, la penitenza invece è esecutiva.
Oh, non mordete quelle robe, anche se sanno di fragola o di mango o di cioccolato. Non avete idea dei danni fisici che potete procurare.
E dentro questa allegoria, guarda caso, ci sta infilato il sesso. Infilato – i verbi non sono mai casuali. Perché la mela, come già detto, è quella roba lì. Il piacere.
Il punto è sempre quello: il meccanismo che permette alla vita di esistere è anche quello che la rende moralmente sospetta.
Una genialata narrativa: ti serve per continuare la specie, ma ogni volta che lo fai stai tecnicamente sbagliando tutto.
Allora chiedi, con tutta la calma che riesci a trovare dopo ventisette minuti di attesa perchè loro sanno sempre perchè stai chiamando: “Scusi, Sacerdote, Parroco, padre, papà, ma se la vita è sacra e viene da lì, perché quel lì è sporco?”.
E qui parte la risposta da manuale, quella che il sacerdote ha ripassato la sera prima come un operatore modello:
“Perché il piacere è la conseguenza della caduta”.
Che è una frase bellissima, se non fosse che implica un dettaglio non proprio secondario: qualcuno ha progettato un sistema in cui la punizione coincide con il funzionamento standard. Il bug è diventato feature. E tu devi pure ringraziare. Of course.
Perchè se quei due imbecilli tossicomani non avessero decifrato a modo loro drogatissimo quei sibili dell’infame rettile, non avrebbero contravvenuto all’unico preciso divieto importo dal proprietario del parco giochi infinito. E Lui – non si sa se questo lui abbia anche fatto cose buone – non avrebbe, per ripicca, deciso che era inutile sforzarsi come un pazzo e consumare plastilina per continuare a creare affari comunque imperfetti e votati comunque a fare cazzate tipo mangiare piante non vietate ma allucinogene che poi li avrebbero convinti che rettili sussurravano loro di contravvenire a un divieto. E non avrebbe quindi deciso di creare un meccanismo così sopraffino come il peccato originale spostando l’incombenza della creazione sui pupazzetti e però marchiandola di un peccaminoso spintissimo ottenuto piazzando nei genitali una cosa che si chiama sistema nervoso e ti fa sembrare l’atto scellerato di accoppiarsi per fare figli una cosa da goderci come pazzi.
E quindi eccoci al paradosso perfetto, quello che si avvita su se stesso fino a diventare, sì, un cazzinculo a manico d’ombrello di proporzioni cosmiche.
Non puoi fare a meno di fare sesso perché altrimenti il mondo si spegne e porteresti addosso la colpa di aver interrotto una cosa sacra che è un dono di Dio.
Ma se lo fai, stai partecipando con enorme e laido sgodazzo a un meccanismo un sacco peccaminoso.
E il risultato di quell’atto, cioè tuo figlio, nasce già dentro quella colpa. E per sistemarlo devi portarlo a fare il gavettone. Che lo iscrive ufficialmente al sistema che gli spiegherà, crescendo, che il gesto che lo ha generato è problematico ma necessario.
Una catena perfetta. Un abbonamento a rinnovo automatico garantito.
E quando provi a dire “ok, ma io vorrei uscire”, scopri che non è previsto.
Non è un servizio con disdetta semplice.
Non c’è il bottone “elimina account”.
C’è gente che ci ha provato davvero, me incluso, con moduli, associazioni, procedure civili, tipo quelli della UAAR, e si è scontrata con la verità più semplice di tutte: puoi anche dichiararti fuori, ma per loro dentro ci sei già stato. E quella cosa lì non la cancelli con una Raccomandata A/R.
E nemmeno con una PEC.
MA questo è un altro post.
