Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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So di avervi già spiegato più o meno questa storia, ma mai per bene.

Va bene? Non fate pettegolezzi.(cit. e chi la indovina nei commenti vince un bel premio)

Ultimo anno d’asilo. Sì, un giorno toccherà parlare anche di altre cose successe in quell’asilo non per mia colpa, ma stavolta…
Mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
Recita di Natale. Non presepe vivente, troppo semplice: recita con narratore. Il narratore è sempre il più affidabile, il più bravo, il più educato. Quello con la postura della mazza della scopa in culo e il sorriso da “no, non è come sembra” ma non possono farglielo davvero perchè ha solo sei anni.

Quello che non può impazzire. Maria tace, Giuseppe dice due frasi, sulla scia del “Pazienza Maria”, “Coraggio, Maria” con la faccia di Nicholas Cage. Il bue muggisce, l’asino raglia, i Re Magi arrivano con anticipo logistico ridicolo e gridano “Prodigio del Signore!” quando ancora il parto è in corso.
Io l’ho visto un parto: avrà fatto cose da parto, mentre partoriva, Maria? Tipo bestemmiarsi come fanno tutte le donne che partoriscono, che bestemmiano lei?
Il narratore comunque, no.
Non può farle, ste robe (cit.)
Il narratore regge tutto: lui è la spina dorsale del sistema. Ed è il tuo personale cazzinculo gravissimo, se lo sei.
E io ero sempre segnalato.

In un paese piccolo, quando passi dai pulcini agli allievi a pallone, se sei meritevole l’allenatore precedente ti segnala al successivo.
Con le maestre funziona uguale.
Io venivo sempre segnalato.
Per le cose peggiori da fare, non per quelle che avevo fatto (purtroppo). Sei anni. Narratore al presepe. Che poi a sei anni stai più o meno lì a dire tre frasi in croce e se improvvisi e viene male nessuno più o meno dice niente.
Ma narratore come?
Vestito da cosa?
Nel presepe di casa mia il narratore non esiste.
Io chi cazzo sono? Una pecora bipede che vi racconta una storia che sapete tutti? Un pastorello parlante? Una cometa con dizione impostata? Un Re Magio in anticipo?
O magari, un settenano che passa di lì tanto coi re magi anticipatari tutto è possibile, pure Uoldisnei?

“Magari un pastorello.”
Maestra del cazzo! – penso.

“Che due pizze!” – rispondo.
Le parolacce le avevo scoperte da poco e me le tenevo in bocca come una rivoluzione ancora da progettare.

Poi il lampo:
“Maestra, potrei fare Erode.”

Silenzio.
Shock.
Erode?
Questo è scemo.
Questo ha problemi.
“Questo è pazzo, è figlio alla strega, accoppiamolo!”(cit.)

“Ma Erode nel presepe non c’è, Domenico.”
“Certo che c’è. Perché poi fa la Strage degli Innocenti, no? A casa metto sempre un castello in lontananza sul presepe, giuro. Deve esserci!”
Una delle prime palle molto ben congegnate della mia vita.
Assolutamente credibile se non fosse stato per mia madre o qualcun altro pronto a rovinarmi la festa, rinvigorendo la definizione che mi ha perseguitato da allora cioè: “bieco mentitore patentato e pericolosissimo affabulatore”, accanto a “bambino studioso, educato e disponibile”.
Sì, mia madre lo disse: “No, ma che dettaglio macabro!”

“No, è una cosa davvero macabra!”

Macabro a chi, stronza fascista?
Non lo dissi. Lo pensai.
E per questo Fiabeschi col suo “fascista” (cit.) mi è sempre stato simpatico.
Volevo bene a quella maestra, ma quella risposta non la sopportai.
Avevo accumulato capitale comportamentale in due anni di servizio impeccabile. Avevo bonus per capricci. Avevo intuito il meccanismo delle rivendicazioni sindacali sentite in casa da un babbo politicamente fin troppo attivo e comunista.

Io ho il potere del narratore.
Senza di me, quindi, la recita va a puttane.
Io ho il potere di farmi venire una cagarella colossale il giorno della recita.
(sì, già l’idea che scappare da cacare significasse ronzava, in testa).
Io ho il potere di far saltare tutto.
Questa è la mia piattaforma contrattuale.
Il narratore c’è solo se fa Erode.

“Altrimenti il copione muore!” (cit.)

Ucciso da Erode che resta a casa perché offeso.

Accettarono. Storicamente congruo, dissero.

Costruirono un castello coi fustini del Dixan e del BioPresto.
Puzzavano di pulito brutto, non di Coccolino.
Io dietro, seduto, testa tra le torri.
Corona.
Mantello rosso.
Tutina bianca di simil raso con corallini e paillettes – da donna. Sì, già da allora c’era questa persecuzione per cose femminili che mi finivano addosso.
Bianca.
Almeno non rosa.
Erode non era il freak mezzo frocio e tutto impasticcato di Jesus Christ Superstar. Non era una caricatura glam.
Erode era quello biblico.
Erode era uno ganzo.
E non era Netanyahu, che mai e poi mai avrei impersonato per questioni morali.

Quando mi presentarono non dissero “Il Narratore”.
Dissero “Erode”.
La cacarella era ancora dietro l’angolo.

Due considerazioni inevitabili.
Da piccolo avevo ben altro potere contrattuale, persino su rivendicazioni cattolicamente inaccettabili. E soprattutto: ho cominciato lì e non ho mai smesso di voler fare una cosa precisa.
Non il bravo.
Non l’affidabile.
Non quello che regge la storia degli altri.
Io volevo fare il sovrano stronzo.
Il narratore serve. Il tiranno decide.
E a cinque anni avevo già capito che non volevo raccontare il mondo.
Volevo piegarlo.

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6 risposte

  1. Avatar Daniela

    Mi hai riportato indietro nel tempo, a me la maestra per tutti i cinque anni mi affibió la discutibile figura dell’angelo con ali legate tropo strette. In verità io non volevo proprio far parte della recita ma sollevai al terzo anno un’obiezione. Almeno avrebbe potuto darmi a rotazione la figura del pastorello, ma niente, la sua era una noiosa ripetitiva regia. A te andò meglio, mi mancò quel quid da ostinata Ribelle, ma alla quinta volta pensai bene di farmi salvare dall’influenza. Col senno del Poi però, avrei potuto pensare di impersonare l’angelo sterminatore… (verrà la morte e avrà le tue ali…)

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Sarebbe stata un bel po più macabra della Lia. L’avrei amata come idea!

  2. Avatar @desire760

    Feci la madonna per i capelli lunghissimi e perché avevo il viso buono, ma adesso sono atea e non so se la madonna si offende.
    Stiamo a vedere se mi arriva una denuncia…

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      ma no, perchè mai?!

  3. Avatar @desire760

    Lo so io il perché, ma non lo scrivo ; bisogna avere qualche segreto …Non credo?👍🏻

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Perché di cosa?!

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