Chi è la persona più sicura di sé che conosci?
Stamattina ‘sto postaccio che a volte propone prompt che mi danno noia ha proposto proprio un prompt che mi da noia. Non tipo martellata sulle palle, ma da quelle parti.
E io peró oggi avevo deciso di scrivere un journal surreale a bassa intensità, tipo apocalisse nella cameretta da adolescente scaduto.
E quindi, ok.
La domanda era: “Qual è la persona più sicura di sé che conosci?”
E niente. Silenzio cosmico.
Tipo quando nei film apocalittici la radio gracchia e poi rimane solo il vento che passa tra le lattine vuote e i resti della civiltà. E nessuno ha urlato, prima, nella radio. Quindi forse sei rimasto davvero solo.
Perché io ho una piccola abitudine.
Una di quelle abitudini sane, come lavarsi i denti o buttare via lo yogurt scaduto prima che sviluppi una coscienza e troppi batteri.
Ma comunque entro i 5 giorni dalla scadenza è più buono tipo parmigiana o pasta al forno del giorno dopo.
Io cancello dal registro delle persone che conosco chi è troppo sicuro di sé.
ZAC.
Eliminato dal database.
Non è una cosa personale.
È una procedura di sicurezza.
Tipo firewall, ma per le teste di cazzo.
Appena qualcuno manifesta quella sicurezza granitica — quella roba da “io ho capito tutto, il mondo è così e basta” — scatta l’allarme rosso, le sirene, la stanza si illumina come in Alien quando l’astronave sta per esplodere, e io apro il portellone e lo sparo nello spazio.
Calcio in culo e fuori dal portellone, possibilmente senza tuta.
Fine della conoscenza.
E non basta.
Perché nella lista nera non ci finiscono solo i sicuri di sé.
No no.
Ci finiscono anche quelli con quella specie di religione ridicola che è la coerenza a tutti i costi. Quelli che dicono con la faccia seria: “Eh ma io sono coerente con me stesso.”
Come se fosse una virtù morale e non una specie di fossilizzazione mentale da allosauro – il cugino coglione del T-Rex.
La coerenza assoluta la lascerei giusto a due categorie:
– Jessica Rabbit – “mi disegnano così”, quindi ok, povera crista, non ha margine di manovra.
– Selen, quando nei film propone certe attività orali che non stiamo qui a dettagliare ma avete capito perfettamente. Sì, lo sapete, c’ho un debole per quella Selen quando ti dice che sta per farti certe cose. Non lo so, saranno gli occhi.
Fine.
Per il resto, la coerenza come religione è una roba da museo delle cere. Perché — e qui arriva il pezzo che sembra filosofia ma in realtà è buon senso di base — solo un idiota non cambia mai idea.
E non è un proverbio.
I proverbi sono quasi sempre cazzate da Bacio Perugina che l’unico che accetto è “Mugliereta se tene a uno! (by Anonimo)” (ossia tua moglie in casa si tiene un altro).
È proprio una questione di prudenza mentale.
Fermarsi. Dubitare.
Dire: “Aspetta un attimo, forse sto dicendo una stronzata.”
È una delle poche cose che ci separano dal diventare dei nichilisti da discount. Quelli che non credono in niente, non capiscono niente, e fanno cose completamente incongrue come i tizi nel Il grande Lebowski quando la trama non va avanti e servono tre coglioni a spingerla.
Funziona nei film.
Nella vita reale è solo gente che devi tenere lontano dal frigorifero e dalle conversazioni lunghe. E dal buco del culo che non si sa mai.
E poi c’è un’altra cosa.
Noi stessi siamo una fabbrica permanente di cambiamento.
Ogni giorno il corpo fa pulizia:
pelle che cade
cellule che muoiono
sangue che si rinnova
capelli
unghie
urina
merda
È un ricambio continuo.
Cambiamo letteralmente pezzi di noi ogni giorno.
E tu vorresti che le tue idee restassero identiche per quarant’anni?
Ma che cazzo sei? Un barattolo sottovuoto?
Il corpo cambia, il mondo cambia, la gente cambia, le circostanze cambiano, la realtà cambia di continuo — e tu dovresti restare lì, immobile, coerente con te stesso fino alla morte come una statua di sale con il Wi-Fi?
Ma anche no!
Se vuoi restare l’unica cosa immobile in un universo che cambia, liberissimo.
Però fallo fuori dal mio raggio di conoscenza.
Perché quindi, tornando al prompt iniziale: la persona più sicura di sé che conosco… non esiste.
Le elimino prima.
Manutenzione ordinaria.
Pulizia del pianerottoli.
Igiene mentale.
Tipo quando in un film post-apocalittico il protagonista sale sulla torre con il fucile, le razioni K e la fiasca di cordiale alpestre per le notti sotto zero.
E controlla l’orizzonte.
Io faccio lo stesso.
Solo che al posto degli zombie ci sono gli ultrasicuri e i coerenti a tutti i costi.
E credimi. Sono molto più pericolosi.
