Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Cosa facevano i tuoi genitori alla tua età?

Taccuino delle convinzioni temporanee

(voce candidata al trasferimento nella sezione “Tavole della legge”, perché qui rischio di crederci sul serio)

Prompt fisso:

Cosa facevano i tuoi genitori alla tua età?

Convinzione n. 1

Alla mia età i miei genitori facevano i genitori.

Io alla mia età faccio l’archeologo di una protezione crollata.

Alla mia età loro vivevano con un Muro.

Non importa dove fosse. Importa cosa faceva.

Il Muro era la protezione, era la stabilità, era la certezza, era il granito contro il liquido e l’opaco. Era il mattone che ferma il vento. Era la linea sulla lavagna tra buoni e cattivi a seconda di dove la guardavi, ok, ma era sempre una linea. Era chiarezza. Il Muro era libertà di sentirsi comunque al sicuro.

Cosa facevano i miei genitori alla mia età?

Si muovevano dentro quella linea. E bastava.

Poi è caduto il Muro di Berlino e hanno brindato. Tutti hanno brindato. E mentre brindavano cadeva la protezione, cadeva il granito, cadeva il mattone che fermava il vento. E alla mia età loro erano convinti che per noi figli tutto sarebbe stato lineare, semplice, senza ansia. Non avevano previsto che insieme al Muro cadeva anche la possibilità di sentirsi al sicuro.

Convinzione n. 2

Cosa facevano i miei genitori alla mia età?

Avevano un posto fisso. Fisso come un muro che regge. Fisso come un confine che non devi ridisegnare ogni mattina.

Non si reinventavano. Non ottimizzavano l’identità. Non cercavano alleanze provvisorie tra troppi io. Perché c’era un noi e c’era un loro, e quella linea — giusta o sbagliata — era sempre una linea.

Io invece sto nel liquido. Nel liquido senza granito. Nell’opaco senza mattone.

Convinzione n. 3

Alla mia età loro sapevano in che cazzo di posto dovevano stare al mondo.

La scuola si occupava davvero di dirglielo. Anche a bacchettate e sganassoni.

L’ora di religione o l’alternativa: restare in corridoio a fare lo stronzo ateodimmerda senzaddio. Non era libertà perfetta. Era linea. Era assegnazione. Era muro pedagogico.

E campagne di prevenzione scolastica contro tutte le malattie del mondo. E campagne di prevenzione contro la droga. La scuola tracciava il perimetro. Faceva da muro interno. Ti proteggeva dal vento delle possibilità infinite.

Adesso il vento entra dappertutto e lo chiamiamo pluralismo.

Convinzione n. 4

Cosa facevano i miei genitori alla mia età?

Non ridefinivano le parole ogni settimana. La parola lager si usava per cose serie. Se ci fosse stata la Palestina si sarebbe usata pure per quella. La linea tra l’orrore e il fastidio era netta.

Ora lager è l’asilo.

Uno strattoncino diventa Bolzaneto Genova 2001.

Non ci stanno maestre ma psichiatre che ti periziano e ti prescrivono la sedazione anche se sei solo un bambino potente.

Alla mia età loro non erano periziati. Erano contenuti. Contenuti da muri.

Convinzione n. 5 (quasi definitiva)

Alla mia età loro potevano fare i comunisti senza essere i primi a vergognarsi di essere comunisti. Perché il Muro, con tutti i suoi difetti, era comunque una linea. Una protezione simbolica. Una stabilità ideologica.

Adesso i comunisti che ce l’hanno fatta, tipo i politici, ti spiegano la complessità dal lato asciutto della storia. Ma nel liquido restiamo noi.

Troppi io. Nessuna linea. Nessun mattone che fermi il vento.

Nota finale (da incidere?)

Se mi chiedono ancora cosa facevano i tuoi genitori alla tua età, risponderò:

vivevano dentro un Muro che li proteggeva anche quando li divideva.

Io vivo dopo il brindisi.

Dopo il crollo.

Nel vento.

Questa convinzione doveva essere temporanea.

Ma se il Muro era libertà di sentirsi comunque al sicuro, allora forse non era solo storia.

Forse era struttura.

E questa la sto già spostando nelle Tavole della legge

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16 risposte

  1. Avatar Centoquarantadue

    Analisi perfetta, del passato e del presente.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Basta fingersi pazzi e tutto gira bene.

  2. Avatar Antonio Gaggera

    Il crollo del muro ha decretato l’affermazione del modello unico, alimentato il trionfo dell’ingiustizia e della disuguaglianza. Il modello oltre cortina andava riformato. La sua cancellazione ha generato più danni che benefici, per tutti. C’era poco da brindare.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Questo lo spiega benissimo negli ultimi 30 anni uno come Bauman che è molto più serio di me. Io ho solo pazzeggiato, sebbene creda moltissimo in quei concetti.

  3. Avatar Marco Delrio

    Testo spettacolare.

  4. Avatar gattapazza

    In effetti hai descritto un cambiamento da alcune certezze seppur discutibili al caos.

  5. Avatar Elisa

    Per il gabbiano struttura è il vento che lo sostiene…e per il pesce lo è il liquido del mare…
    Cos’è (im)portante per l’uomo?….

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Il Muro.
      So convinto Signó!

  6. Avatar Melchiorre Mirko Noto

    Cmq posso dire una cosa? I modelli li costruiamo noi, decidiamo noi chi essere… non bisogna crucciarsi ne “il mondo è così, la società è liquida, il muro è crollato…” uno prende, scava e si crea il suo porto nel mare liquido, la sua torre nel caos della bufera di nebbia che annebbia i cervelli e i cuori

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Verissimo.
      Il problema é che fuori, il mondo, si occupa comunque di te. E, per dirne una, i programmi sanitari nazionali a scuola elementare non ci sono più. E quindi viene meno una delle forme di uguaglianza di accesso a un diritto. Ho davvero detto la prima in mente…

      1. Avatar Melchiorre Mirko Noto

        Certamente. Però ci sono tante altre cose che oggi sono più accessibili di ieri per contro, tipo l’istruzione universitaria è sicuramente più a portata di tutto oggi rispetto a ieri…

      2. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        Verissimo e però con una carenza strutturale successiva dovuta a cronica assenza di finanziamenti nella ricerca dovuta a perdita di necessità competitiva da posizionamento. Quando eravamo ‘frontiera’occidentale questo ci ‘costringeva’ a standard che sono un ricordo lontano.

      3. Avatar Melchiorre Mirko Noto

        Beh se nessuno vuole fare più il meccanico o il muratore e vogliono fare tutti i medici e gli ingeneri gestionali certo che si satura tutto. È pur vero che il posizionamento non è tutto.

      4. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        Avevamo però affermato come migliori standard universitari fossero un segnale di miglioramento. Perché più persone non dovrebbero ambire a tali standard?
        Io non parlavo di emigrazione per saturazione ma di emigrazione per incrociare possibilità più elevate dovute a maggior ricerca all’estero e posizioni più appetibili di quelle che lo Stivale offre…

  7. […] tutta sua ce l’ha, tipo Casini, Meloni, Salvini o altri grandi divorziati della trinità Dio-Patria-Famiglia.Chi non lo […]

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