Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Io su Tinder metto like a tutti. A tappeto, credetemi. Come si passa l’aspirapolvere quando non hai voglia di guardare sotto i mobili. Non è desiderio. Solo educazione. Sembra maleducato scartare qualcuno solo sull’impressione. Dici “no” a una fetta di torta che non vuoi, ma che ti hanno già messo nel piatto?

Il risultato è che accumulo i match come i pazzi che accumulano buste di monnezza in giro per casa. Non le butto. Le lascio lì. Poi però, puntuale come una maledizione, arriva sempre la seconda foto. Non quella da profilo. Quella è una bugia d’ingresso. La seconda, la verità che scivola.

Ed io è lì che io mi rovino sul serio.

Mica guardo lei. Certe volte è fantastica ma non mi interessa. Io guardo quello che c’è intorno. Sempre il contorno. Quello mi parla. Mi urla. E non sa mentire.

Una balla d’acqua Pejo piazzata in mezzo alla cucina: un cadavere non denunciato. Scarpe. Le scarpe buttate in un angolo, una sopra l’altra: animali morti dopo una fuga mal riuscita. E le confezioni di assorbenti sul tavolo, in campo lungo, non protagoniste ma nemmeno nascoste. Mica hanno deciso loro di restare, però.

Il bidet nello specchio del bagno: un’apparizione mariana o un testimone muto. Il termoarredo, poi. Cristo! Il termoarredo bianco, ondulato, quello che sembra un serpente stanco. Da appartamento arredato con i punti fedeltà del supermercato. O quello che sembra un quadro svedese in tubolare metallico cromato.

Io non riesco a stare zitto.
Io non insulterei mai una persona.

Io sono civile. Io commento l’ambiente.

E finisco per essere peggio.

Scrivo cose gentili.
Educate. Chirurgiche.
Frasi che sembrano osservazioni ma diventano fendenti.
“Pejo? C’è ancora qualcuno che la beve?”
“Bello il cimitero di scarpe… disordine creativo?”
“Il bidet è una tua costante o un caso?”

Le scrivo con calma.
Certe volte le rileggo pure.
Non rido mai.
Con la freddezza di chi sa esattamente dove colpire.
Intanto sento una specie di piacere secco, sporco, come grattarsi una crosta sapendo che sanguinerà.

Il finale è sempre lo stesso.
Spariscono. Congelatore. Silenzio.
Anche quelle bellissime. Bellissime davvero.
Quelle che se lo racconti devi giurare. Che però, inspiegabilmente, non vogliono uscire con uno che invece di chiedere come va la giornata ha un’opinione definitiva sul detergente intimo sopra il bidet.

Io resto lì. A fissare lo schermo.
Rileggo l’ultimo messaggio.
Tutti gli ultimi messaggi perchè colleziono anche quelli.
Mi sento frainteso.
Mi sento solo.
Mi sento pure coerente.

Perché sono convinto che quei dettagli dicano tutto di una persona.

***

Alessandro Michele Lorusso ha 28 anni ed è dottorando in Scienze dei Materiali al Politecnico di Bari, dove conduce ricerche su strutture che resistano meglio di lui agli urti minimi della vita quotidiana. Pare sia cresciuto con una collezione ordinata di traumi infantili irrilevanti ma persistenti e ben messi a catalogo: una maestra che lo chiamava solo Alessandro, una recita natalizia saltata per sesta malattia, un regalo riciclato a Natale. Niente di serio, ma abbastanza da diventare definitivo.

Pratica il feng shui in modo compulsivo, spostando per casa mobili e sensi di colpa. Fino a notte fonda. Confessa un rapporto erotico oltre i limiti del carnale con la rivista Case da abitare, che frequenta come altri frequentano oracoli o ex. Single per coerenza. Convinto che l’armonia sia una questione di centimetri e composizione.

***
Un oggetto, un angolo, una cosa fuori posto che ti ha parlato più della persona.
Scrivilo qui.
Così smettiamo di fingere che guardiamo le facce quando in realtà leggiamo gli ambienti.

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2 risposte

  1. Avatar Elisa

    Sarà nudo e crudele ma è scritto troppo bene…. Senza apostrofo… che poi a cosa serve?….

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      A rovinare l’intrinseca pulizia di questo template. Quindi anche no.

Rispondi a Domenico MortellaroAnnulla risposta

Scopri di più da quindi, sì, nudo e crudele

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