Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Cosa ti appassiona?

(Trad.) Un’altra volta!

La passione è una cosa seria. Anzi, serissima. E già qui dovremmo fermarci un attimo perché noi occidentali abbiamo questa pessima abitudine di trattare la passione come se fosse una specie di hobby con una buona campagna marketing alle spalle. Una roba da inserire nei curriculum, tra la conoscenza dell’inglese livello B2 e la capacità di lavorare in team. “Le mie passioni sono viaggiare, leggere e guardare serie tv”. Certo. E io sono il Re del Belgio. No. La passione è una cosa molto più sporca, molto più invasiva e soprattutto molto meno educata.

Appassionarsi significa proprio farsi venire insieme acquolina nello stomaco, eccessiva turgidità in alcuni muscoli ben precisi del corpo — gli uomini, almeno. Le donne hanno altre reazioni che difficilmente potrei descrivere non avendole mai sperimentate in prima persona e preferendo evitare di farmi querelare da metà della popolazione mondiale — e farfalle in bocca. No. Aspettate. Acquolina in bocca e farfalle nello stomaco. Sì. Così. La turgidità invece resta esattamente dove pensate che resti e normalmente su quella non sbaglio e non procedo a chiasmi creativi o inversioni poetiche. Vi prego però di credermi: il chiasmo è stato assolutamente involontario. Sto così di corsa oggi che il cervello ha commesso l’errore, se n’è accorto tre secondi dopo e ha deciso di buttarla in cavalleria sperando che nessuno se ne accorgesse. Strategia che, per altro, uso con una frequenza preoccupante.

Resta il fatto che trattasi di sintomi importanti. Roba seria. Roba che normalmente, se comparisse in un manuale di medicina, ti farebbe prenotare una visita specialistica o almeno cercare su internet quanto tempo ti resta da vivere. E siccome sono sintomi forti e sintomi per nulla trascurabili, genericamente capirete che per uno come me, che ama vivere la vita in modo minimal e discreto come un bombardamento aereo su una fabbrica di petardi, questi fenomeni finiscono sempre per attirare l’attenzione.

Perché una cosa è certa: quando succede qualcosa che ti produce acquoline, farfalle, turgidità, ossessioni, pensieri ricorrenti e improvvise difficoltà a concentrarti sul resto del mondo, allora qualcosa di troppo grande sta succedendo. E le cose troppo grandi possono capitare. Certo che possono capitare. Però proprio perché sono troppo grandi vanno trattate per quello che sono. Con rispetto. Con cautela. Con la consapevolezza che si è davanti a qualcosa di dannatamente serio.

E una cosa dannatamente seria, davvero seria, su WordPress non può essere liquidata con sette o diecimila battute di tastiera. Anzi. A dirla tutta non dovrebbe essere liquidata affatto. Perché le cose davvero importanti non si mettono in piazza. O almeno non completamente. O almeno non tutte. O almeno non a gente che poi magari ti incontra al supermercato e pensa di sapere davvero qualcosa di te perché legge due post al giorno mentre scegli i pomodori.

Però siccome siamo qui, siccome siete curiosi e siccome io ho fatto con voi questo curioso patto di assenza quasi totale di filtro, vi posso dire senza entrare troppo nei dettagli che la cosa che più mi appassiona è vivere una vita piena, degna e sinceramente meritevole di essere vissuta insieme a mia moglie, a mio figlio e ai miei genitori.

E lo so che detta così sembra una frase da cioccolatino industriale o da agenda motivazionale regalata da una banca. Però poi la vita vera è fatta di dettagli e i dettagli sono molto meno eleganti.

Parlo di sorrisi. Di abbracci. Di momenti di profonda intimità. Di traguardi piccoli e grandi raggiunti. Di un dentino che cade tra lacrime, sangue, panico e tragedie greche degne di Eschilo per poi risolversi in un abbraccio e la sera stessa in una narrazione composta da circa diecimila vocali consecutivi che ascolti non fingendo attenzione ma davvero rapito, come se ti stessero raccontando la scoperta del fuoco o la posizione esatta del Santo Graal.

Parlo di un abbraccio silenzioso alle sei del mattino mentre il resto della casa dorme. Parlo del fatto che ogni giorno la vita ti cambia leggermente i connotati e tu devi imparare ad abitarla di nuovo. Mi appassiona la mia vita di marito. Mi appassiona la mia vita di padre. Mi appassiona la mia vita di figlio dei miei genitori. Mi appassiona questo continuo aggiornamento di sistema operativo fatto di gioie, tristezze, problemi, conquiste, preoccupazioni e felicità che arrivano senza chiedere permesso e se ne vanno senza compilare il modulo corretto.

Poi ci stanno le cose meno serie.

Le passioni da WordPress.

Quelle che tutti fingono siano fondamentali e identitarie e straordinarie e invece spesso sono semplicemente il modo con cui il cervello prova a fare pace con la noia e con il fatto che non puoi passare ventiquattro ore al giorno a contemplare il mistero dell’esistenza senza finire ricoverato.

Queste passioni io le divido in due categorie: le veniali e le feticistiche.

Le veniali stanno subito sotto gli esseri umani. Sono quelle che riguardano il famoso “sono quel che faccio”. Mi appassiona convincermi di una causa. Mi appassiona dedicarle tempo. Mi appassiona coinvolgere altri. Mi appassiona parlarne, discuterne, litigarci sopra, costruirci attorno pezzi di vita.

Mi appassiona vivere la mia militanza. Mi ha appassionato assistere alla vittoria popolare di un progetto politico chiaro in una cittadina distante pochi chilometri dalla cittadina con desinenza in -azzo dove vivo. Mi appassiona stare, per quel poco che posso, accanto al popolo fratello di Palestina.

Mi appassionano le sfide professionali.

Mi appassiona scrivere le mie storie. Scrivere i miei libri. Fare le mie indagini. Mettere le mani dentro i meccanismi. Capire come funzionano le cose. Un po’ come Sylar di Heroes, che era sostanzialmente un orologiaio sociopatico con la pessima abitudine di aprire i crani degli altri per capire come funzionassero i loro poteri. Ecco, io cerco di fare la stessa cosa senza la parte degli scalottamenti, che generalmente aiuta a mantenere relazioni sociali più sane.

Mi appassiona migliorare nel karate. Mi appassiona l’idea che domani si possa fare una cosa leggermente meglio di oggi.

Poi ci sono le passioni feticistiche. Quelle cambiano. Mutano. Si spostano. Durano un mese, sei mesi, un anno. Alcune tornano. Alcune spariscono. Alcune fingono di essere morte e poi ricompaiono.

Ci sono però delle costanti.

I Sims. I giochi di simulazione e strategia. Le collezioni Marvel dell’universo mutante. La lettura. La narrativa di intrattenimento adulto — e no, non sto parlando dei pornazzi, che già vi conosco — ma dell’horror, della fantascienza, del grimdark, delle storie che prendono un essere umano e gli fanno passare una quantità di guai sproporzionata per vedere se resta umano oppure no.

Ah sì.

Mi appassiona ancora, in qualche modo, percepire di essere oggetto di un interesse sedativo – cioè, no, seduttivo – femminile.

Lo ammetto.

Sono narcisista.

Mi piace piacere.

Mi piace sapere di piacere.

Mi piace persino intuire di piacere.

Però anche questa è una passione molto veniale. Molto in coda. Molto distante dal centro delle cose. Per il semplice motivo che non darei seguito a nulla. Ho già dato. Ho dato parecchio. E oggi ho accanto uno scomodissimo, magnifico, impegnativo centro del mondo che non potrebbe essere sostituito nemmeno volendo.

E credo che per oggi sia davvero tutto.

Anzi no.

Mi fa piacere vedere che anche adesso, oberato di impegni, sommerso da cose da fare, sempre più assente e probabilmente destinato tra pochi giorni a passare da due post al giorno a uno soltanto per affrontare l’estate feroce che mi aspetta — nella speranza di tornare a settembre a un ritmo più umano e più vicino a quello che piace a me — riesco comunque ad affacciarmi qui.

A lasciare sulla carta digitale le mie settemila o diecimila battute quotidiane.

Che poi, a ben vedere, non sono altro che il minimo sindacale richiesto dalla mia personalissima palestra.

Perché qualcuno solleva pesi.

Qualcuno corre.

Qualcuno fa yoga.

Io accumulo parole.

E per il momento funziona ancora.

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2 risposte

  1. Avatar Sandro Battisti

    …adesso te la faccio io una domanda: cos’è la passione sul limitare del disincarnato?

  2. Avatar gattapazza

    Ho preso nota, mi serve!

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