Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

]
]
]

Allora, tipo, attenzione perchè prima del post ci sta una piccola richiesta. E se tipo non mi aiutate siete davvero stronzomerdoni, perchè basta un commentino.

Potreste scrivere per piacere – vedi quanta educazione! – in commento da quale strumento mi leggete e come vi siete imbattuti in questo preciso post? Non è una domanda idiota ed è rivolta soprattutto ai lettori nativi di WordPress, avrete notato il cambio di registro quindi mi immagino capiate che è una domanda seria.

Ve lo chiedo per comprendere due cose strane che si stanno verificando.
E quanto queste influiscano sul fatto che di colpo le visite si sono contratte.

1 Le quary che vedo dal telefono e a cui rispondo a prima mattina, il prompt che chiamo “Prompt del cazzo” al quale rispondo, da cellulare è “Domanda X” con tag X. Da computer risulta invece “Domanda Y” con tag Y e quindi è evidente – credo – che voi non lo leggiate se andate a curiosare tra quelli scritti. Di qui la domanda: da dove venite?

2 Usate sempre il reader come funzione per leggere questo blog? E nella mattina vedete sempre il mio post comparire? O mi cercate qui indipendentemente e magari scoprite che è comparso un nuovo post che non avevate notato o non vi era stato notificato?

Non è vero che siete stronzomerdoni e che non valete un cazzo. Siete utili al mio ego, lo sapete… e sto cercando di capire perchè il mio ego da 90 visite al giorno di colpo si è afflosciato – al netto dell’essersi ripulito progressivamente di amici dei zionizti che si sono evidentemente chiamati fuori sparendo dopo il post in cui dicevo che izrael è il posto dove mai andrei, nemmeno molto pagato. E al netto dall’essersi ripulito di una serie di persone molto poco cristiane e molto poco intelligenti che hanno incredibilmente valutato SOLO come osceno il mio post su Santa Teresa – e qualche altra amenità.
Ma quelli sono lettori che non mancano, manco per scherzo!

Ora, il post del giorno!

Premessa indispensabile: scriviamo su richiesta. Non nostra. Del proprietario di questo blog, che ha voluto la forma e il timbro: cronaca, non confessione. Terza persona, distanza operativa, come se ci fosse un taccuino e qualcuno incaricato di usarlo. L’innesco è recente: un ricordo riemerso mentre altrove — su un altro spazio, un altro post, un altro fattaccio non difendibile — la memoria ha fatto quello che fa quando trova un appiglio. Ha tirato. Questo è ciò che è venuto su.

Puglia. Provincia di Bari. Un paese che finisce in “-azzo”, che già di suo funziona come una chiusura secca. Primi anni del nuovo millennio. Un’auto parcheggiata sotto casa, polvere fine sui vetri, odore tiepido di plastica al sole.

Una madre entra. Apre il cruscotto. Sotto il libretto dei documenti, preciso, come messo lì per non essere trovato, un tubetto. Vaselina. Base acquosa. Marca Carlo Erba. Non grande. Sufficiente.

Già aperto e parzialmente usato.

Il tempo si accorcia di colpo.

La donna non è una che urla. Fa conti. L’auto è una Daewoo Lanos, condivisa: lei, il marito, il figlio maggiore — proprietario del blog — nessun altro. Mai. C’è una regola: mai prestarla a sconosciuti. Regola ripetuta, sedimentata. Quindi no, non è entrato nessuno da fuori.

Restano dentro, certe domande.

Il marito è una domanda che non si formula. Non subito. Non con quelle parole. Il maggiore è una domanda che non ha ancora una frase. La donna sceglie il minore. Giro largo. Larghissimo. “Tuo fratello che combina?” “Tuo fratello con chi esce?” “Tuo fratello con la macchina…?”

Il minore capisce prima delle parole.
Il minore è di solito quello che combina casini, in famiglia. E per la prima volta sente il dubbio sulle spalle di quel maggiore mai raggiungibile, inarrivabile come modello. Sempre usato come metro di paragone per la sua impresentabilità
Sente il peso del momento. Sente l’occasione.
Rivincita.
Allora innesca il meccanismo perfetto: pantomima.
Fa quello che fa sempre quando sente odore di trappola: si chiude.
Spalle strette. Risposte corte. Omertà.
Per inventare e per prendere tempo.
La madre crederà che c’è qualcosa sotto, come sempre.

Questo infatti peggiora tutto.

La madre introduce l’oggetto.
Lo nomina.
Spiega il ritrovamento.
Il minore ha un secondo — uno solo — in cui potrebbe spegnere. Non lo fa. Sceglie altro. La vendetta fredda, calibrata.

Non inventa: costruisce. A strati.

Comincia piano. Dice che sì, il maggiore ultimamente è diverso. Sfuggente. Sempre di fretta. Soprattutto quando usa l’auto. Non insiste, però, nella narrazione. Lascia vuoti intenzionali e pesanti, fin troppo presenti.

La madre riempie: un’altra ragazza?
L’ennesima?
Una nuova storia parallela alla storia ufficiale che non si può chiudere?
Sì: dev’essere per forza così.
Il minore finge un inciampo. Un “forse” messo male, come si mettono le bugie quando devono sembrare verità.

Poi ritratta. No. Niente altre ragazze.

Silenzio.

Aggiunge un fatto noto. Quando non è con la sua ragazza e non ci sono altre ragazze, il maggiore sta sempre con una persona. Il minore si ferma lì, non la nomina.

Lascia che sia la madre a dirlo. L’amico! Quello di sempre! Quello con la sorella grande.
Nome detto a bassa voce, ma detto.

Il minore cambia passo.
Un mezzo sorriso, sbagliato. Si gira.
La madre chiede.

Lui lascia cadere una frase: “Tu l’hai detto, eh.”
Non spiega. Non serve.

La domanda arriva comunque. Diretta.
Cosa ci si fanno con quella roba?
Perché nasconderla?

Il minore allora prova a uscire.
Viene fermato.
Una volta. Due. Tre.
Tiene la linea. Glissa.
Poi cede, come se non volesse.
“Non farmi dire cosa fanno mio fratello e il suo amico, tra di loro, con quella porcheria.”

Tutto è compiuto!

Segue una settimana — poi due — di clima controllato male. La madre cambia postura. Più fredda. Più presente. Più attenta. Le domande al maggiore slittano di lato: le ragazze, ma senza colpa; le serate, ma senza accusa. Telefonate a ore strane. Sempre più telefonate, ad ore sempre più strane. Scuse fragili. Un controllo che non si nomina.

Il maggiore non capisce.
All’inizio. Poi sì.
Perché la pressione non è coerente.
Perché manca un pezzo.

Alla fine chiede. Con calma.

“Che succede?”

La risposta non è una risposta. Parte un vero e proprio attacco.
“Che problema hai?” detto da lei a lui.
L’asse si inverte.

Lui prova a rimetterlo in linea. Non ci riesce.
Lei accelera. “Non devi nasconderti.” “Se state bene tra di voi.” “Se è una cosa sana.” Frasi buone, messe nel posto sbagliato.
Lui resta fermo. Non aggancia.

Lei insiste.
“Non mi mentire.”
Mi fai sentire malissimo.
“Sembra che tu abbia più paura di noi che del mondo fuori.”

Il discorso si stringe.
Diventa personale. Definitivo.

A quel punto lui chiede il fatto. Nudo. Senza contorno.

La madre lo consegna. “Parlo di quello che fate tu e il tuo amico con quella cosa che nascondi nel cruscotto. Che bisogno hai di nasconderti da noi?”

Tre secondi.

Il maggiore allinea. L’amico. Il tatuaggio al polpaccio. La vaselina, usata a orari fissi, anche la sera. L’abitudine ossessiva. Ricorda di avergli detto di non lasciarla in vista. Di metterla nel cruscotto. Ricorda anche il precedente — una storia con i carabinieri e un oggetto fuori contesto — e la decisione di evitare repliche. Ricorda la speranza: se lo trova la ragazza che non gli permette di mollarla, che ha il vizio di giocare a fare la detective, magari si convince.

Tutto torna.

La frase esce secca. “La vaselina?! Ma è per il tatuaggio al polpaccio! Che cazzo vai pensando?” Non alza la voce. Non serve. Anzi ride.

La madre cede, invece. Piange. Chiede conferme. Più di una. Tante. Si aggrappa alla versione corretta come a un appiglio che non si fida a prendere. Poi, quando finalmente si convince, chiude il cerchio nel modo più semplice che ha: una maledizione domestica, antica, diretta al minore.

“Quel maledetto di tuo fratello.”

Postilla.

Quello che è successo tra i due fratelli dopo — tempi, modalità, strumenti — resta fuori da questo pezzo. Potrebbe diventare un altro. Forse ancora affidato a questa mano. Forse no.

Carla Ferranti (1978) è giornalista freelance con un’impostazione da assalto frontale: nome, tono e metodo coincidono. Scrive come vive le cose che contano, senza ammorbidire nulla. Ha pubblicato Bari non è una metafora (e altre cose che non si possono dire) e Apocalisse condominiale. Cronache inutili di una fine annunciata, entrambi per Edizioni Sottopiano, micro-casa editrice indipendente con sede dichiarata in un seminterrato abitato da tre soci e un gatto diffidente.

All’apparenza aggressiva e intransigente, è in realtà una donna di principi larghi, sposata con un ex atleta dilettante, madre di due figli e proprietaria di un jack russell ipereccitato e assicurato per danni a terzi. Coltiva hobby rumorosi e sociali: lunghe discussioni da bar, fit-boxe in solitaria come forma di controllo della rabbia, recensione di sigarette elettroniche. Beve cocktail secchi, secchissimi, senza guarnizioni inutili. Quando qualcosa la colpisce davvero, si concede articoli brevi sui microdrammi quotidiani. Scrive al vetriolo perché considera la tenerezza una forma di disattenzione. Nessuna indulgenza per se stessa nè per gli altri. Forse per il suo cane.

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37 risposte

  1. Avatar Nemesys

    Personalmente ti leggo dal Reader sul PC e vedi le notifiche dei tuoi post su Jetpack dalli smart dove poi apro il post e lo leggo. Per quanto il cali che vedi, ultimamente è comparso a diversi utenti dev’essere un bug di Wp – uno dei tanti – ma non preoccuparti poi torna a pisto e rivedrei il nuovo mero esatto di coloro che ti seguono e leggono. Non so da quanti anni tu sia qui in piattaforma ma comunque ogni anno da maggio in poi, c’è sempre un calo di lettori in ogni blog poi a settembre ritornano tutti a leggere. Spero di avere risposto esattamente alla tua domanda se fosse no allora, pardon! Vuol dire ahimè che già al primo sole, mi sto rincretinendo figuriamo ai i mesi a venire….

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Allora, l’importante è essere in reader. Poi che non compaia a nuovi utenti nella pull di argomenti del giorno, ci sta perchè non ho idea del perchè esista idiosincrasia tra la domanda da cell e quella da computer. I crolli che ho visto sono anche proprio di persone. Ma sono concomitanti a post chiaramente molto divisivi e ci sta non si deve piacere a tutti. Poi, figurati, tra splinder e WordPress bloggo da dieci anni a targhe alterne e l’estate giustamente si sta meno sul PC – viva Biondoddio. Poi non è che mi faccia un problema di ego, era proprio “per la scienza!”
      Grazie mille comunque, davvero!

  2. Avatar 2010fugadapolis

    Odio scrivere cose inutili ma non posso esserti d’aiuto perché io vengo qui tutte le volte di proposito.
    Cioè proprio nel senso che scrivo nella barra degli indirizzi “quindi si nudo e crudele” e poi clicco sul primo link. A mano, tutte le volte. Tu dirai: “ma metti un bookmark, un preferito, un so’ncazzo”… NO. A mano. Come faccio con tutti i Blog che seguo. Non ti dico per imbroccare quello dell’Allegropessimista che lo devo scrivere almeno tre volte perchè mi viene “unallegropessimsita”, “unalegropessmitsa” e poi forse alla terza quello buono. Non uso il Reader, quindi non so.

    Colgo l’occasione per far rilevare alla S.V. una cosa (che mi puoi tranquillamente dire “fatti i cazzi tuoi”, dato che quasi certamente è voluta, ma vai a sapere i casi della vita): ho notato che il tuo nome sopra l’avatar a fianco ai commenti che lasci nei blog non è “cliccabile”, nel senso che nel profilo Gravatar o WordPress non l’hai collegato all’indirizzo del tuo Blog. Ripeto, non è che pisci dal ginocchio, quindi probabilmente è una cosa fatta di proposito, solo per dire che faciliterebbe l’instradamento dei lettori qui. Uno legge un tuo commento da una parte, dice “fammi vedere chi è questo”, clicca sul nome e arriva qua.

    Vabbè, mi faccio i cazzi miei 😀

    Comunque, non so perchè, ma avevo immediatamente collegato la vaselina ai tatuaggi. Non sono pratico di tatuaggi ma so che si usa perchè una volta mentre stavo in farmacia a comprare non ricordo cosa è entrata una ragazza (per inciso una strafiga col botto) e ha chiesto un tubetto di vaselina, così, davanti a tutti. Sentendosi forse in dovere di spiegare, ha mostrato a tutti gli astanti il suo avambraccio tatuato di fresco e impacchettato nel Domopak. Non ho resistito e le ho detto: “mi raccomando, abbonda, più ne metti meglio è”. Mi ha guardato come una merda. Devo ricordarmi di non fare più battute del genere, che ormai a passare per vecchio porco ci metto un attimo… 😉

    Da ultimo, forse mi saprai aiutare nel far luce su un dilemma che mi assale da tempo: cosa spinge un essere umano ad acquistare una Daewoo Lanos?

    1. Avatar Walter

      Mai dire mai, l’auto che ho adesso la schifavo prima di comprarla (e apprezzarla)…

      1. Avatar 2010fugadapolis

        Sul “mai dire mai” mi trovi in sintonia (non scrivo d’accordo perchè qui gli apostrofi sono bannati quindi verrebbe fuori “daccordo” e non ce la posso fare).
        Oggi come oggi se trovassi una NSU Prinz marciante (rigrosamente verde bottiglia) farei carte false per comprarmela e nel tempo sono andato in giro con mezzi atroci, ma fa parte del mestiere e ci sta. Però, le Daewoo per me sono come le Dacia: me ne tengo lontano il più possibile, di tutti i cessi che ho guidato l’unico che mi ha lasciato veramente a piedi in mezzo ad una strada è stata proprio una Daewoo (anche se marcata Chevrolet, il che è una bestemmia in sé). E non gliela perdono.

      2. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        Ecco sulla SNU Prinz – ma viola prugna – del caro professore di Matematica e Fisica del Liceo che ai mondiali ’90 era di ruolo alla maturità a Rimini per farsi la vacanza annessa e parcheggiò l’auto in mezzo a un crocchio ben fornito di Hooligans di provenienza Birmingham il giorno della finalina un dì ti parlerò. Splendidi momenti di futurismo applicato alla rottamazione.

      3. Avatar 2010fugadapolis

        Calcola che nel 1991 (non c’era ancora la variante della A1, quindi tutto il tratto appenninico con tutti i camion visto che era giorno feriale) ho fatto Milano-Roma su una Citroen 2CV che era stata ferma con le galline dentro per anni. Beh, molto meglio quella che qualsiasi Daewoo abbia mai guidato. Ci ho messo più di otto ore, ma mi ha portato a casa.

      4. Avatar Walter

        Mitica la 2CV. Io, credo fosse il 1987 o 88, “rubai” la Renault F6 furgonetta dell’azienda dove lavoravo e in un weekend facemmo Milano-Bolzano e ritorno. Era un cassone e non so quale miracolo non la ha fatta fermare in autostrada. Sarebbe stato difficile spiegarlo al mio capo e soprattutto a mia madre…

      5. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        Non era una F6 ma una semplice 6 quella che per anni – tra i 9 e i 12 – guidai ogni estate. Guidai da solo, come sapete. Alle auto francesi da piccolo ero molto affezionato, tanto che mi masturbo quotidianamente sul nuovo modello di Renault 5 elettrica. Possibilmente la Alpine.

      6. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        La 2CV era una splendida vettura, ma in casa mio padre preferì la Diane. E devo dire che c’era un perchè.

      7. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        E che guidi?

      8. Avatar Walter

        Suzuki Liana del 2006. Non credo nemmeno ce ne siano in Italia.

      9. Avatar Domenico Mortellaro

        No, mi sa di no

    2. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Ok grazie per il feedback su come arrivi qui. Vecchia scuola anzi come si dice camorristicamente a Bari “vecchio stampo” che è un complimento fortissimo.
      Sul nome, sulla cliccabilità, non so. A me restituisce sempre il percorso fino a casa… ma temo che il problema siano i commenti dal reader.
      Sulla vaselina… sì, verissimo, la vecchia generazione che andava di sputazza per altre cose collega la vaselina all’infilaggio di cavi elettrici o a usi più sanitariamente approvati. Poi ti racconterò della battutaccia di quella famosa farmacista quando entrai accompagnando un altro amico e lui chiese vaselina e bepanthanol – pomata antibiotica.
      Sulla Lanos Daewoo presto detto: unico incidente vero e serio, come credo dirò oppure ho già detto, macchina di mammà distrutta e obbligo di lei di trovare velocemente una alternativa nuova a basso costo. Ma decisamente dalla Fiesta 1000 16V sport del 1998 alla Lanos ci fu un downgrade pazzesco soprattutto in prestazioni di guida – cosa che mia madre dalla quale avevo ereditato la 112 Abarth ancora mi rinfaccia.

  3. Avatar Walter

    Prima di tutto, mi capita di usare la vaselina quando d’inverno si crepa la pelle delle mani, tipo terra d’argilla al sole d’Africa, che la crema mani non fa un cazzo, si va di vaselina.
    Poi, io ti seguo nel reader sul computer, o telefono, come seguo tutti gli altri. Mea culpa, vado poco sulle homepage di ognuno.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Noi problem per le home… se vedi in reader è risolto, grazie. La vaselina è preziosa.

  4. Avatar Vittorio Tatti

    Sono vecchia scuola e faccio quasi tutto da computer.
    Leggo tutti gli articoli sul lettore di WP, ma se sono programmati devo aggiornare la pagina perché non compaiono in tempo reale.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Ok perfetto, grazie mille del feedback.

  5. Avatar La Manu

    Che mi tocca pettinarti con un pettine di l’ego. Vengo dalla terra di mezzo, in genere dal cellulare mi arrivano le notifiche via mail, che se poi non ti trovo, ti vengo a cercare, tanto tu hai la scrittura compulsiva, e ti si assume mattina e sera e non sempre lontano dai pasti, il tutto in un meraviglioso tubetto

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Oh mia grata adorata… grazie.
      Grata non come cancello!

  6. Avatar Sandro Battisti

    dal reader.
    ma lascia perdere il capire le statistiche, per esempio oggi ho avuto 4 volte visitatori unici. altre volte ne ho la metà o meno.
    e vai a capire che minchia succede.
    è un po’ come ridurre a razionale il traffico di Roma

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Quello è un cazzinculogravissimo che nemmeno un ex stalinista come il sindaco sta risolvendo.

  7. Avatar unallegropessimista

    Dal Reader e a me compari sempre
    Comunque anche a me sono calate le visite
    Da qualche giorno WordPress sta facendo dei casini

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      No onestamente credo sia molto per una mia assenza nei commenti e nei like a post altrui che deve aver fatto pensare che sia off. Ma il calo coincide. E invece le visualizzazioni tornano quando torno attivo nei commenti. Grazie comunque per il tuo feedback.

  8. Avatar Antonio Gaggera

    Ti leggo, da quando ho ricambiato la tua richiesta di abbonamento, da Jetpack, attraverso il reader. Leggo e scrivo dal cellulare. I commenti li leggo dalla sezione notifiche.
    Anch’io ho notato, ultimamente, che il numero di visite è ballerino. Non credo dipenda da WordPress.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Ok quindi a naso, per te non dovrebbe essere cambiato nulla nella visualizzazione dei prompt. Grazie per il prezioso feedback.

  9. Avatar Celia

    Da quando mi è morto il portatile, cioè dall’autunno scorso, leggo tutto solo dal Reader su cellulare.
    Spesso devo aggiornare perché alcuni post se li mangia (non so in base a quale criterio), ma in realtà col tuo non càpita mai. Wp riconosce il tuo peso e si spaventa.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
  10. Avatar 2010fugadapolis

    Se il “che guidi” era rivolto a me 😉 qualsiasi cosa. Ho abdicato alle velleità automobilistiche da qualche anno e siccome fra le cose che faccio per campare c’è anche un autonoleggio, ora come ora guido qualsiasi cosa sia libera al momento ed in grado di riportarmi a casa. In pratica gli scarti dei clienti, ecco. Oggi per esempio una Mitsubishi ASX in protezione che non fa più di 90 all ora ma per quello che ci devo fare va bene.

    1. Avatar Domenico Mortellaro

      Sei stupefacente nella tua imprevedibilità! Inaudito, direi!

  11. Avatar 𝒢𝒾𝓈𝑒𝓁𝓁𝑒

    Io leggevo e ti beccavo dal reader, tramite cellulare.
    Ma da ieri non ti becco più, pensavo non stessi scrivendo, e invece ti ho scovato oggi dai “tag” o come cacchio si chiamano. Praticamente non ti ho più nei seguiti e anche tu non mi appari più nella lista di chi mi segue.
    Ma non so se mi hai cancellato te (che per l’amor del cielo è un tuo diritto eliminarmi se non ti piaccio, ci manca!🤣) o se ha fatto di nuovo casino WordPress come qualche settimana fa.
    Cosa probabile dato che non trovo più una trentina di persona circa, tutte nello stesso giorno…

    Nel caso: io non ti ho eliminato; sì, sono ebrea, faccio un lavoro particolare, non sono sionista (anzi odio il sionismo) e mi piace trovare persone con idee diverse e non mi offendo per ciò.
    Mi piaceva leggerti, ma vorrei capire se posso tornare a seguirti o se preferisci che rimanga out. Non capendo se mi hai tolto te (quindi nel caso rispetto la tua volontà di “tenermi fuori” – passami i termini) o se ha fatto casino la piattaforma, preferisco chiedere umilmente il permesso!
    😄

    1. Avatar Domenico Mortellaro

      Essere ebrei è per me una categoria inesistente. L’ebraismo è una religione, sono ateo. Sei una persona – con tutte le tue splendide contraddizioni – e non sei sionista anzi manifesti di essere dall’altra parte quindi mi chiedo cosa mai ci possa tenere lontani, anche in una discussione. Quel che detesto di questa situazione è la difficoltà che crea tra persone, il sentire quasi il bisogno di chiarire – questa è la più grande barbarie che il sionismo sta facendo a tantissime persone come te. Ed è orribile, perchè nessuno si sta rendendo conto che in un momento storico in cui le certezze del percorso degli ultimi 100 anni vengano messe in discussione o messe in sordina, tanta gente tra le nuovissime generazioni non avrà più gli strumenti per capire cosa è stato il male orribile subito da persone solo perchè professavano una religione differente. E gli orrori che loro compiono si stanno trasformando nella giustificazione di quello che può essere un odio nuovo che non sarà capace di fare distinzione tra una persona che professa un credo ma prende le distanze e una persona che con la scusa di un credo porta avanti una ideologia suprematista e coloniale. Questo vorrei teneramente spiegare alla Segre, per esempio. Ma come vediamo anche qui, è complesso anche qui.
      Io non ti ho mai cancellata. Credo sia un bug detestabile di WP.
      Un forte abbraccio!

      1. Avatar 𝒢𝒾𝓈𝑒𝓁𝓁𝑒

        Ciao Dome!
        Finalmente ho un attimo di pace per rispondere bene al tuo commento!
        Innanzitutto sono molto contenta di constatare che non siamo “noi” il problema, ma che WordPress mette zizzania tra utenti con questi “OUT” tra persone! xD
        WordPress di merda. Così, argomento stupido tanto per sdrammatizzare…

        Il governo Netanyahu, che aborro e odio enormemente, oltre a macchiarsi di crimini di guerra abnormi, sta anche gettando le basi per accrescere l’odio verso tutti gli israeliani e tutti gli ebrei. Io sono italo-israeliana e ho enormi problemi quando sanno che la mia mamma è israeliana e che ho sangue israeliano.
        A causa sua il mondo guarda con odio non al governo e a q

  12. Avatar 𝒢𝒾𝓈𝑒𝓁𝓁𝑒

    Al diavolo, mi è partito il messaggio da solo. Sta cavolo di piattaforma mi fa imbestialire.

    Dicevo, riprendo il commento:
    Il governo Netanyahu, che aborro e odio enormemente, oltre a macchiarsi di crimini di guerra abnormi, sta anche gettando le basi per accrescere l’odio verso tutti gli israeliani e tutti gli ebrei. Io sono italo-israeliana e ho enormi problemi quando sanno che la mia mamma è israeliana e che ho sangue israeliano. La gente (molta perlomeno) mi odia, davvero. Sulla base del nulla. Perché questo è il nulla.
    A causa sua, il mondo guarda con odio non al GOVERNO e a quei POLITICI guerrafondai, ma odiano la provenienza, le persone israeliane. Tutte, a prescindere. Odio genera odio; guerra genera guerra. E sull’argomento ne so qualcosa.
    Ma ti dirò di più, così pour parlè: dato che ho tentato di portare via due bambine palestinesi in tutti i modi, tramite adozione, tramite espatrio, tramite associazioni no profit, tramite governo con l’asilo politico, ecc… tutto… allora il governo israeliano ha ben pensato di catalogarmi come terrorista, secondo loro. Sono una cittadina israeliana che, se rientra in Israele per andare a trovare i parenti, verrà arrestata per complicità con Hamas. Ho detto tutto su cosa succede in Israele (e ti posso garantire che sono tanti gli israeliani contro il governo che protestano e tanti sono stati arrestati per questo…).

    Siamo già arrivati, in verità, al punto da te descritto. Ed è davvero tragica come cosa. Per tutta l’umanità intera.

    Detto ciò, allora posso mandare a quel paese WP e tornare a seguirti, nonostante il suo gran volere di eliminarci a vicenda! xD
    Forse WP l’ha fatto perché mi reputa anche lei una terrorista? xD Ridiamoci su…

    Un abbraccio e buona domenica! =D

    1. Avatar Domenico Mortellaro

      Ti abbraccio fortissimo e grazie davvero per tutto quello che hai scritto. Sì, è detestabile ma assolutamente fisiologico – purtroppo – questo abituarsi alla facile accumulazione di un popolo con il suo governo. Purtroppo succede per tutto e quindi in questo momento la facile equazione mette paradossalmente tutte le persone di fede ebraica e massimamente le persone in qualche modo collegate allo stato di Israele in pericolo. E sarà un male nei prossimi decenni. Io spero che alle prossime elezioni qualcosa si possa fare, anche per dare un segnale all’esterno che il popolo è una cosa e questo governo è un’altra. Perchè dai Refusnik in poi, è chiaro che esistono anche israeliani che non ci stanno nella maniera più assoluta. Ma è indispensabile che ci sia un segnale chiaro nelle urne.

      1. Avatar 𝒢𝒾𝓈𝑒𝓁𝓁𝑒

        Basta vedere gli italiani in America negli anni ‘60: italiani = mafia. E questo concetto c’è ancora oggi in molte persone!
        Gli israeliani hanno solo quell’arma in mano adesso: le votazioni. Sempre che non vengano falsificate… perché ne avrei anche lì da dire…

      2. Avatar Domenico Mortellaro

        Possibile, temo!

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