Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Poche ore prima del cenone di Capodanno mi hanno mandato al supermercato con una lista che, all’inizio, mi era apparsa assolutamente innocua. Una lista come tante. Tutto con precisi destinatari, tutto con una spiegazione chiara e coerente. Una carota, una zucchina, una melanzana per la compagna vegetariana del coinquilino. Vaselina a base acquosa per il tatuaggio del coinquilino, che da giorni diceva gli tirasse la pelle. Un paio di autoreggenti a rete, rosse, per la mia compagna: le sue si erano smagliate e lei, superstiziosa, voleva iniziare l’anno con un buon auspicio addosso. Infine, preservativi, per noi.

Nulla di più ordinario. O così mi era sembrato.

Gli ortaggi li ho scelti con una cura eccessiva, evitando forme troppo pronunciate, troppo caricaturali. La vaselina l’ho afferrata in fretta, senza soffermarmi sulle etichette. Le autoreggenti mi hanno costretto a un piccolo indugio: la rete rossa, fragile e aggressiva insieme, mi è parsa un presagio che non comprendevo fino in fondo.

In coda ho realizzato di aver dimenticato i preservativi. Sul nastro scorrevano già la carota, la zucchina, la melanzana, la vaselina, le autoreggenti rosse. In quell’allineamento improvviso, la lista innocua si era trasformata in qualcos’altro, in una narrazione oscena e compatta. «Ho dimenticato una cosa», ho detto, lasciando il paniere e correndo a prenderli come se stessi recuperando un errore morale.

Quando sono tornato, la compagna di mio fratello era alla cassa, a parlare con la cassiera. Si sono voltate insieme. Ho visto le sopracciglia di lei sollevarsi mentre lo sguardo scivolava sugli oggetti in attesa di essere imbustati. Poi si è fermato sulla scatola che tenevo in mano.

Ha sorriso, lento. «Eh, almeno ci divertiamo in sicurezza, no?»

La cassiera ha trattenuto una risata. Io ho sentito il sangue battermi nelle orecchie. In quell’istante ho visto il futuro: i pranzi di famiglia, le tovaglie stese, il vino che scioglie le lingue. E lei che, con studiata leggerezza, esordisce: «Non sapete, oggi, in cassa, che mi è successo…»

Ho immaginato il silenzio complice, le teste che si inclinano, mio fratello ignaro, mia madre che finge distrazione. E poi l’elenco declamato con gusto: la carota, la zucchina, la melanzana, la vaselina, le autoreggenti rosse, i preservativi. Ogni oggetto privato della sua spiegazione limpida, della sua destinazione precisa.

Sarebbe oscenamente drammatico provare a chiarire che non è come sembra. Le spiegazioni, in questi casi, aggiungono solo dettagli sospetti.

Il problema è che quei tre oggetti — la carota, la zucchina, la melanzana — bastavano da soli, sotto la luce bianca della cassa, a raccontare una storia che non mi apparteneva più.

Sono uscito nel freddo con le buste che mi segnavano le dita. Ho capito che la vera paura non era l’accostamento in sé, ma la sua futura rievocazione. Da quel momento so che ogni volta che, a tavola, la futura forse cognata dirà con aria innocente: «Non sapete, oggi, in cassa, che mi è successo…», io sentirò il cuore contrarsi, come se il nuovo anno ricominciasse sempre da lì, da quella fila di oggetti allineati contro di me.

Piero Desiato, 31 anni, vive a Orvieto. Condivide casa con la compagna e un’altra coppia di amici, in un equilibrio domestico fatto di turni per il bagno e riunioni improvvisate in cucina. Tecnico delle telecomunicazioni per un colosso della telefonia, nei fine settimana arrotonda come aiuto pizzaiolo, una seconda vita notturna che non ha mai raccontato apertamente per timore di essere considerato troppo attaccato al denaro. Questa attività parallela continua a procurargli un sottile imbarazzo durante le chiacchiere familiari.

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7 risposte

  1. Avatar gattapazza

    Imbarazzante ma molto molto divertente.

  2. Avatar Nemesys

    Un racconto piuttosto sopra le righe ma comunque divertente.

  3. Avatar alicespiga82

    😂🤣 Davvero divertente e scritto benissimo. Ho proprio visto lo sguardo della cassiera e dei tuoi famigliari, nelle future cene o pranzi in famiglia. 🤩✒️

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Adesso il flusso dell’universo è tornato a posto davvero! E mi spiaceva un commento così andasse perduto. Riferirò a Piero 😉

  4. […] zucchina e un barattolo scivoloso. Non ti ha detto nulla.Le ha tolte via. Non le hai più trovate.O forse non era tua madre, era la tua forse futura cognata.E non le aveva trovate in camera ma sul rullo della cassa del supermercato dove lavora. E tu stavi […]

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