Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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]

Impulso di scrittura giornaliero
L’invenzione più importante della tua vita è…

RECENSIONE DI OGGETTI A CASO
forse obsoleti al primo utilizzo

Gli occhiali a raggi X arrivavano da riviste scandalistiche di dubbia moralità, incastrati tra annunci di cassette miracolose, annunci di incontri in cinema a luci rosse e promesse di virilità definitiva.
Non chiedevano fede cieca, promettevano di rassicurarti sul concetto abbastanza oscuro e fideistico di’ingegneria del desiderio.

Tecnicamente assicuravano di poter mostrare i corpi umani in forma adamitica, come se l’abito fosse la semplice sovrastruttura. La stoffa? Una porta socchiusa.

Il disegno allegato allo strillo pubblicitario era eloquente, soprattutto coerente con l’epoca che lo aveva prodotto. Un nerd in forma grave — postura chiusa, camicia abbottonata rigorosamente per intero ma stirata male, sguardo a metà tra la resa e l’attesa — incontrava una coppia di ragazze decisamente oltre ogni sua possibile e realistica aspettativa. Era la scena di un risarcimento. E le ragazze erano decisamente troppo procaci.

Grazie agli occhiali, lui vedeva ciò che non gli spettava vedere; loro restavano ignare, vestite, in pubblica via.
L’oggetto non prometteva il contatto, ma l’accesso.
La scorciatoia a distanza di sicurezza – che non è un ossimoro, in certi casi – e non l’incontro.

L’ufficio vendite degli occhiali a raggi X era in provincia di Pordenone e non aveva un centralino. Questo dettaglio, oggi, forse suona poetico. Non c’era una voce automatica o digitale che rispondesse, non c’era una catena di mediazioni intelligentemente gestite da un artifizio.
C’era un indirizzo, una provincia abbastanza incongrua da essere credibile, una distanza alla fine pure misurabile.
Il pagamento andava effettuato in contrassegno, contanti al postino.
L’oggetto arrivava in un pacco assicurato. C’erano anche da pagare le spese di spedizione. Misteriosamente, però, il pacco risultava assicurato per un valore triplo rispetto al costo reale: come se la promessa sapesse di dover essere sovracoperta.

Il modello era uno solo.
Montatura in cellulosa nera, una lente grande, di forma chiaramente pentapartitica — modello Spadolini.
Non c’erano varianti, non c’erano upgrade.
L’oggetto di per se non sembrava ammettere futuro. Esisteva, già composto e definitivo. Era un errore, non prevedeva correzioni.

Una volta aperta la confezione, l’epifania era rapida. Enfasi zero. Le lenti si rivelavano per quello che erano: una montatura con vetri non antiurto e non antigraffio. Nessun meccanismo nascosto, nessuna tecnologia segreta.
Ad accompagnare l’oggetto, un biglietto definito istruzioni per l’uso.
Una sola precisazione: adesso inforcale, esci di casa e immagina!

Tecnicamente, sincerità quasi brutale e nuda: l’oggetto non si rompe, non smette di funzionare. Semplicemente retrocede. Rimette tutto a carico dell’utilizzatore. Trasforma la promessa in esercizio di fantasia, come se non fosse stata proprio l’immaginazione a forzare l’acquisto.

Gli occhiali a raggi X non sono ridicoli.
Sono puntuali.
Sono il segnale di un’epoca finita, in cui si credeva ancora che il desiderio potesse essere facilitato da un oggetto e non complicato da una relazione.

Indossarli oggi — o anche allora — significa accettare che l’oggetto non serviva a vedere meglio, ma a spostare la colpa. Se non vedi nulla, non è perché la promessa era falsa: è perché non stai immaginando abbastanza.

La forma più elegante di violenza quotidiana: quella che ti chiarisce subito di non potere, ma ti chiede collaborazione per fallire.


Nicola Ferretti
57 anni, scrittore e critico culturale. Si occupa di narrativa contemporanea, comunicazione pubblica e mutamenti sociali. Ha collaborato con quotidiani, riviste e istituzioni culturali, alternando interventi accademici a inchieste sul presente.
Il suo lavoro ruota attorno al rapporto tra esperienza individuale e strutture materiali — oggetti, spazi, rituali — senza posizioni militanti. Vive a Roma. Non ha mai lasciato la pensione dove risiedeva da fuoriesce quando studiava lettere moderne a La Sapienza, assistendo, una alla volta, alle dipartite dei due anziani proprietari e della loro figlia. In quella pensione, ripete, lui è l’unica costante da sempre fuori posto.

***

Questo spazio non serve a smascherare truffe, ma a riconoscere le cose che, in silenzio, senza strepiti, ci hanno chiesto più di quanto avessero diritto.
Magari, ne ricordi qualcuno anche tu. Se vuoi, puoi lasciarne traccia qui sotto.

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4 risposte

  1. Avatar almerighi

    eh, ricordo anche le scimmie d’acqua e altre amenità

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Le uova di scimmia di mare…

      1. Avatar almerighi

        😀 da farci la frittata

  2. […] OCCHIALI A RAGGI X – IL FUTURO TRASPARENTE!Vuoi vedere oltre senza rischiare parolacce, denunce o sganassoni?Con i nostri Occhiali a Raggi X gli abiti delle belle signore non avranno più misteri!Discreti, leggeri, rivoluzionari: guardi e capisci tutto, senza troppe spiegazioni.Ideali per il giovanotto che ha tante domande. […]

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