Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Cosa fai per dormire meglio?

Cinquemila passi.

Cinquemila.

Che dovrebbero essere, se non ho capito male, la metà del minimo sindacale che i nazisti — no, non quelli dell’Illinois, quelli dell’OMS — stabiliscono essere la distanza che un corpo umano adulto medio dovrebbe percorrere ogni cazzo di singolo giorno per non sentirsi in colpa con se stesso e con il proprio metabolismo. Come se il metabolismo fosse una suocera. O un confessore. O entrambe le cose assieme, che già sarebbe un discreto horror psicologico.

Attenzione però. In questa conta non rientra la cosiddetta attività fisica seria. Allenamenti. Massacri. Sfinimenti. Karate. Scale fatte su e giù come un povero Cristo perché le maestranze stanno ristrutturando il primo piano e il secondo piano, mentre tu vivi beatamente al pianterreno e ogni dieci minuti devi farti i proverbiali trentuno gradini di chianca per andare a prendere una decisione, dare un parere o sentirti dire che la decisione presa cinque minuti prima adesso non va più bene.

Per chiarirci, ieri i passi erano quasi settemila. Senza contare lo stress fisico di un esame. Senza contare quello emotivo. Senza contare che d’estate, tutto sommato, questa media la tengo abbastanza easy e quindi almeno il senso di colpa da sedentarietà riesco a narcotizzarlo.

Ma volete che sia onesto?

È una domanda di cazzo.

Perché io quei cinquemila passi li faccio. Ne faccio pure di più. Mi alleno. Mi muovo. Mi rompo le ossa con una certa regolarità. Eppure il peso resta lì, serafico, come certi dirigenti pubblici che hanno trovato il posto buono nel 1987 e da allora non li sposti nemmeno col brillamento controllato.

Perché il cortisolo, signori miei, non gliene fotte un cazzo dei passi. Il cortisolo non sale perché bevo caffè. Sale perché vivo sotto stress. E quello, a differenza del contapassi, non lo spegni la sera infilando il telefono sul comodino.

Poi ci si mette pure la panciera. Che devo portare non per vezzo fetish o perché improvvisamente mi sia scoperto appassionato di lingerie contenitiva da pensionato elegante, ma per evitare che una collezione di ernie decida democraticamente di uscire tutta assieme a prendere aria. Il risultato è magnifico: l’adipe non sparisce. Si redistribuisce. Si organizza. Si comprime in guise che definire antiestetiche è un complimento. Una presa per il culo! Sembro una Shuko ISO 2022!

Cordialità.

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2 risposte

  1. Avatar Celia

    Dopo averti letto mi sento pronta per la passerella.
    Ti chiamerò Domuko.

  2. Avatar 2010fugadapolis

    Magna de menoooo! 😀 😀 😀
    Hai voglia a camminare, sennò.

    Il punto a mio avviso è che se ti girano le palle, o sei comunque sotto tensione continua non c’è allenamento ne’ passeggiata che reggano. Ho passato anni a dormire a salti per un totale di quattro-cinque ore a notte e sì che di giorno ne facevo di fatica. Ma niente. Il sonno quando serve davvero non arriva mai.

    Come procede? Tuttapposto?

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