Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Qual è una lezione che hai imparato di recente e che ti ha cambiato prospettiva?

Ti propongo il testo mantenendo il tono, le accumulazioni e il ritmo dei post precedenti, senza liste di a capo.

Uno, per dormire meglio, dovrebbe avere una vita sana. Ma proprio sana nel senso che dipenda dalle sue proprie decisioni e basta. Una vita esente da contrattempi. Una vita in cui, per esempio, non esistano finissime maestranze ristrutturatrici non italiane che decidono di occupare i loro tempi morti — che guarda caso coincidono coi nostri festivi — per portarsi avanti coi lavori di casa tua incuranti del fatto che magari è domenica mattina e tu, per una volta, vorresti pure dormire. Oppure una vita in cui tuo figlio non si consideri il Dittatore Supremo dell’universo conosciuto e, a sette anni, insieme ai suoi amichetti, imponga all’intera comitiva dei genitori orari notturni che tu, genitore adulto, non ti sogneresti più di fare da almeno dieci anni. Tipo: “Se non sono le due non si torna a casa.” E tu obbedisci. Perché il totalitarismo, quando ha sette anni, è sorprendentemente efficace.

Oppure dovresti avere una vita serale lontana da quei parchi pubblici per famiglie che nell’immaginario collettivo della tua comitiva sono ormai colonie permanenti. Poltroncine telescopiche. Borse frigo. Merende. Monopattini. Biciclette. Palloni. Genitori che parlano di mutui, scuole e cartongesso fingendo di sorvegliare i figli che nel frattempo stanno probabilmente fondando una nuova civiltà. E soprattutto non dovresti avere due amici che, come te, condividono quella cultura profondamente barese secondo la quale una birra al seguito è un diritto costituzionalmente garantito.

Così succede una cosa bellissima. Siccome ai tavoli del pub si divide rigorosamente il conto per coppia, i maschi, da fini economisti della domenica sera, scorporano sistematicamente le birre dallo scontrino. Che tanto quelle ce le vediamo noi. E alla fine non ti ritrovi con una birra. Ti ritrovi con cinque birre sul groppone. E poi qualcuno si domanda perché il sonno sia agitato. Grazie al cazzo. Dormire bene con cinque birre addosso è un concetto che appartiene più alla mitologia nordica che alla fisiologia umana.

Qualcuno dirà: fate sesso. Aiuta a dormire.

Sì. Certo.

Peccato che con un bambino che dorme da qualche parte per casa — e che possiede il soprannaturale potere di materializzarsi esattamente nel momento meno opportuno — finisci inevitabilmente per diventare la versione trattenuta di te stesso. E il trattenersi, per definizione, impedisce di vivere certe cose abbastanza bene da meritarsi davvero quel sonno beato che raccontano le riviste di benessere e gli psicologi con le fotografie in lino beige.

Per cui, che cosa faccio per dormire meglio?

Molto semplicemente.

Spero che questa estate passi.

Presto.

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3 risposte

  1. Avatar Sandro Battisti

    Quando arriva il periodo “post” a tutto quel che scrivi, è sempre un momento migliore

  2. Avatar La Manu

    Ohhh che sei uno di noi…o io una di voi… Ma sopravviveremo all odio estivo

  3. Avatar gattapazza

    Aspettavo un consiglio, giuro…..aspetterò che l’estate passi.

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