Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

[
[
[

Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

]
]
]

Fai 5.000 passi oggi e raccontaci qui sotto com’è andata — facciamo il tifo per te!

Oggi mi faccio giustifica. Autografa, autentica, coerente e perfino sincera. Che è una cosa che, detta da uno che di solito trasforma pure la lista della spesa in una digressione sulla caduta dell’Impero Romano e sulla pornografia amatoriale dell’Alta Maremma, dovrebbe già farvi capire che la situazione è seria.

Il fatto è che leggerete questo post proprio il 2 luglio. E io, ieri, quando avrei dovuto scriverlo con calma, ho avuto una di quelle giornate splendidamente infernali che arrivano dopo una serata di emozioni fantastiche. Ed è pure la settimana Japan, in famiglia. Quindi il livello complessivo di gaudio, giubilo e roba orientale è ormai prossimo alla fusione del nocciolo terrestre.

Avantieri, cioè il 30 giugno, il pupino di casa, Alessandro, si è tolto la cintura giallo-arancio per indossare quella tutta arancio. Certo, Karate Goju Ryu anche lui. Voto finale: 18,5 su 20. Atleta più giovane del dojo con i suoi sette anni contro gli undici del bambino più grande del suo corso. E vedere perfino mia moglie commuoversi — evento statisticamente raro quanto una pioggia nel Sahara profondo — è stata una di quelle cose che ti restano addosso. Bello quando ti fai il culo e gli adulti di riferimento piangono. E soprattutto quando devono subito precisare: “Di gioia, tesoro. Di gioia.”

Poi, iermane, cioè il primo luglio, mi sono ritagliato una mattinata e un pomeriggio insieme al mio maestro e sensei, nonché gran maestro nazionale non solo di modestia ma anche di bonsaismo, per mettere mano alla collezione estiva dei miei bonsai. Otto anni di lavoro. Otto. E sentirsi dire: “Visto? Hanno chiuso il primo ciclo. Sono tutte impostate. Adesso le perfezioniamo, poi per dieci anni le manterremo e finalmente potremo esporle. Alcune sono già dei gioielli.” No, non ho pianto. Però diciamo che se qualcuno avesse messo una colonna sonora di Joe Hisaishi sotto quella scena avrebbe rischiato parecchio.

Poi, ierpome, un mio uke — cioè un compagno di pratica — è venuto a casa per ripassare alcune tecniche da dimostrare in coppia all’esame pratico. Tradotto: prese, simulazioni di combattimento e quella splendida disciplina marziale che consiste nel promettersi di andare piano e finire inevitabilmente per farsi male lo stesso, perché a quarantasette anni il corpo ricorda con puntualità burocratica ogni entusiasmo.

Infine, siccome non mi va che per colpa delle mie fissazioni Alessandro debba rinunciare alle uscite con gli amici — che poi sono anche una bella scusa perché pure noi grandi si esca con i nostri — ieri sera tutti al parco cittadino, giochi, chiacchiere e aria buona. E stamattina, appena finito questo post, torno a ripassare.

Per cui niente. Oggi niente grandi pippe mentali. Se verso le 18:30-21:30 vi ricordate di fare un minimo di tifo, mi fate un regalo. Se invece ve ne dimenticate… cordialità lo stesso. Ci penserò io a menare le mani nel modo più educato possibile. Ovviamente sulle persone a cui più volete bene. Ovviamente in vostra presenza.

,
3

3 risposte

  1. Avatar La Manu

    Ho già i pom pom tra le mani, e pure ai piedi, che for is mei che du… Che fa tanto dialetto longobardo

  2. Avatar gattapazza

    Faremo il tifo!

  3. Avatar Antonio Gaggera

    Complimenti al piccolo Alessandro e in bocca al lupo al suo papà.

Rispondi

Scopri di più da quindi, sì, nudo e crudele

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere