Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

]
]
]

Che cosa vorresti poter dire a te stesso/a a 20 anni?

Quando WordPress tira fuori queste cose io capisco perfettamente quanto sia lo spazio più da vecchi rincoglioniti che esista sull’intero orbe terraqueo digitale. Non fate quella faccia. Lo dico a voi. E lo dico perché se non ve ne siete accorti, il solo fatto che esista una domanda del genere è la prova provata che da qualche parte, nel cazzo di algoritmo e nel merdosissimo sistema di intelligenze o idiozie artificiali che sta sotto il generatore automatico di prompt a caso di WordPress, qualcuno è convinto di stare parlando esclusivamente con una categoria sociale ben precisa: quella geriatrica. Quella gente che vede la pensione come un argomento realistico di conversazione quotidiana e non come una creatura mitologica che abita accanto agli unicorni, ai draghi e alle amministrazioni pubbliche efficienti.

E non fate nemmeno gli scandalizzati o i puristi al cazzo. Ma ci campate oppure no in Italia? Guardatevi attorno. Davvero ritenete intelligente fare una domanda del genere a una persona della mia età e della mia condizione lavorativa? O anche a una persona più giovane di me di qualche mese soltanto ma infilata nello stesso identico meccanismo lavorativo contemporaneo, quello che ti respinge o ti assorbe a tratti, a spizzichi e bocconi e “co co qualcohecò”, quello che ti assume per qualche mese, poi si dimentica di te, poi ti richiama, poi ti saluta, poi ti promette, poi cambia idea e comunque non ti concede mai la serenità di pensare che un giorno arriverai davvero a un traguardo pensionistico dignitoso? Anche perché nel frattempo i contributi per tenere in piedi il carrozzone dei vecchidimmerda come voi dobbiamo continuare a versarli. E prima che qualcuno si offenda: non siete voi personalmente. O forse sì. Dipende da quanto vi sentite chiamati in causa.

“Guerra tra falliti, virgola, ma la parola proprio virgola va detta per creare la giusta pausa, non ci interessa!” citazione fondamentale per capire il nostro tempo.

Tant’è che nemmeno voi, vecchi di merda, andrete in pensione facile. E questa è forse la parte più divertente della faccenda. Perché tanti vecchi di merda come voi hanno passato anni a prendere decisioni discutibili, opinabili, creativissime rispetto alla cazzo di riforma Fornero. E allora via di quote, controquote, superquote, iperquote, quote aggiornate ogni anno come i sistemi operativi dei telefoni. Ogni governo arriva e promette la formula definitiva e poi scopre che la matematica ha una sua ostinazione caratteriale e che i numeri, a differenza degli elettori, non li convinci raccontando cazzate.

Ora però spiegatemi una cosa. Come pensate di aprire questi spazi di discussione ai giovani e ai giovanissimi? Che poi alla fine questi spazi sono pure positivi, diciamocelo. Perché voi siete sicuramente degli stronzomerdoni, ma con alcuni di voi è pure piacevole parlare, scambiarsi commenti, leggervi. Infatti è quello che farò appena troverò il tempo di tornare a farlo. Però porca la puttanaccia Eva — perché era zoccola lei, non Lilith, che fu definita zoccola soltanto perché le piaceva fare l’amazzone e quindi negare il controllo al famoso missionario e da lì in poi si è costruita una delle più longeve campagne diffamatorie della storia dell’umanità — come pensate di coinvolgere una generazione intera se continuate a proporre come temi di discussione autoregenerati stronzate sesquipedali come questa?

Perché al giovane moderno queste domande non solo suonano estranee. Gli sembrano proprio una offesa personale. Una aggressione alla dignità. Perché quel poveraccio si vive già come uno schiavo che deve pagarvi i contributi sapendo perfettamente che nessuno pagherà i suoi. E allora vi manda a fare il culo, fa benissimo, e si rifugia su TikTok dove almeno succedono cose che hanno l’odore della vita vera. O quantomeno della vita falsa ma spettacolare. Perché lì ci stanno le signore che nella vita reale magari sono normalissime ma grazie ai filtri diventano creature ultraterrene, che abitano nelle case popolari ma si infiltrano nei portoni di lusso con portierato, aspettano che il portiere si distragga e si infilano negli ascensori panoramici solo per fare una foto. E poi le beccano. E qualcuno pensa che siano ladre. E chiamano. E in questura mi telefonano convinti di aver scoperto una banda organizzata. E invece no. Esiste semplicemente gente che viola gli altrui domicili per farsi un video su TikTok. Almeno però quelle storie hanno il sapore della vita. E hanno pure una quarta se non una quinta di seno. Che sia naturale, artificiale, filtrata o generata dall’intelligenza artificiale non fa alcuna differenza. Per un ventenne resta comunque più interessante di una discussione sulla pensione.

E quindi sì. Ancora avete voglia di sapere come penso che andrò in pensione?

Ve lo dico subito.

Non credo che ci andrò.

Non almeno in quella pensione lì. Quella pubblica. Quella dell’INPS, dell’INPAS, dell’INQUALCOSA, dell’ente previdenziale che ogni anno cambia sigla ma non cambia la sostanza. Lì dentro sto semplicemente subendo un salasso. Che però accetto. Perché lo stato sociale funziona così. Si prende. Si dà. Si spera. Si bestemmia. Si continua.

Io andrò in pensione il giorno in cui mi sarò rotto il cazzo di buttare giù caratteri in bella forma e in brutta copia. Il giorno in cui chiamerò il consulente finanziario e gli dirò che dopo tanto, tantissimo dare, adesso sarebbe anche il caso di cominciare a rientrare. Niente tramonti poetici. Niente panchine vista mare. Niente mani intrecciate guardando l’orizzonte mentre una colonna sonora neomelodica accompagna il tramonto. E credo e spero – stesso setting del lungomare – niente panchina con colleghi e mani non intrecciate dietro la schiena ma sul pacco per nascondere evidenti difetti del pantalone quando passa la solita femmina jogger di turno.

Solo una telefonata e un semplice: “Oh, amico mio, adesso tocca a loro restituire qualcosa.”

Parecchio poco poetico.

Ma così va la vita, stronzomerdoni miei adorati.

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4 risposte

  1. Avatar Sandro Battisti

    Su Lilith ed Eva ti do pienamente ragione

    1. Avatar Domenico Mortellaro

      Ci ho sempre creduto che Lilith fosse preferibilissima

  2. Avatar 2010fugadapolis

    Ma a questi l’idea che un utente WordPress possa avere meno di 20 anni non gli passa proprio?
    No.

    In effetti la vedo dura pure io. In un impeto di rimboschimento di FugaDaPolis ci ho provato tempo fa a cercare blogger “giovani”, forse (se non mentiva spudoratamente) ne avevo trovato uno, ma è scappato a gambe levate appena ha capito che non era un sito di incontri. (Che poi lo è, in un certo senso, ma non in quello. Non si chiava. O forse si, ma non lo saprete mai 😉 ).

    Comunque.

    Che vorrei dire a me a 20 anni? Facile: “vai, continua così che vai bene”.

    Non perché pensi di aver fatto tutto bene e di essere al “top” di qualche cosa, anzi. Se sono ancora vivo è un miracolo e la mia è attualmente una condizione di aurea mediocrità. Me lo direi perché mi conosco bene. So qual’è la mia strada, so che la sto seguendo. Tutto quello che ho fatto lo rifarei.

    Quanto alla pensione, fammi pensare. Per come stanno le cose e considerato tutto il pregresso, se riesco a sopravvivere altri 10-11 anni (non sono aggiornato sulle tabelle) probabilmente inizierò ad approfittare della pubblica provvidenza in misura della “pensione di vecchiaia” o “minima” o come si chiama adesso. 5-600 euri al mese che mi garantiranno la sussistenza, posto che a tutto il resto ho già pensato da un po’. Ma tanto mi toccherà sempre e comunque lavorare. In ogni caso non è un problema di adesso, ci penserò se e quando ci arriverò. Mi sono negato la gioia di una discendenza quindi mi concedo il lusso di fottermene di quello che succederà “dopo”.

    1. Avatar Domenico Mortellaro

      prospettiva accasciante ma realisticissima!

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