Con chi vorresti parlare a breve?
Io so che voi ora penserete che mi sono preso un lusso incredibile e ho voluto meditare su quello che è successo in data 19 maggio alle compagne e i compagni della Global Sumud Flottilla in acque internazionali, abbordati, speronati, mitragliati da una serie di soldatini infami e davvero all’atto pratico molto poco preparati ma abituati a sembrare il meglio del meglio solo perchè – eh beh – hanno a che fare quotidianamente con una popolazione quasi completamente imbelle ed indifesa.
E sono usi a scendere sul terreno solo dopo che hanno raso al suolo e portato all’età della pietra il posto da invadere, per provare a stare sicuri che nulla succederà.
Però, no, anche in quel caso, se non trovano per puro accidente sulla loro strada anziani, mutilati, bambini sotto i dieci anni e donne spesso in stato interessante – perchè le palestinesi anche come forma di profonda Resistenza non la smettono di sfornare figli – anche in quel caso prendono paccheri clamorosi e tornano quasi sempre con le pive nel sacco e qualche loro Kamarad -licenza storica e poetica significativa, eh! – nel sacco, insieme alle pive – il sacco nero, tipo immondizia, anzi, no, proprio il cazzo di sacco dell’immondizia.
E celebre resta in tutto questo la curiosa vicenda della squadra delle “Tigri di qualchecosa di fantasy” che stava di sicuro scritta nel libro Fantasy in saga “La Bibbia” – colosso della letteratura iperviolentissimo e iper-zozzo da leggere con attenzione.
Io non è che ne parlo oggi con colpevole ritardo perchè sono uno stronzo che aspetta l’hype o sono uno che pesa le parole.
Io semplicemente sto scrivendo questo post in data 20 maggio e semplicemente ho il brutto vizio di programmare per tempo le cose – chiedete a 2010fugadaepolis se non visualizza già almeno altri 4 o 5 post già pronti in largo anticipo!
E io non sono uno che parla a vanvera e non sa le cose ma potrei raccontarvi anche di quella volta che ad una dimostrazione di Marzialità con enorme facilità non feci del male a un istruttore di KravMaga solo perchè sono marziale – ma ero tentato dal prenderlo a cotogni cioè a Bari simpatici scappellotti con le nocche tra falange e falangina sull’occipite, dicendogli nell’orecchio – magari masticandolo – “eh mannaggia, ti ricordi Gaza? Ma allora è vero che vi siete inventati l’arte marziale per provare a contrastare i bambini e le donne prene – ho detto in stato interessante – eh?”
O di come mia moglie fece rimettere – nel senso di vomitare – un altro solo con due dita, però ficcate bene sotto il più Repubblicano – nel senso di Spadolini e PRI – dei punti inutili dell’organismo ossia il pomo d’Adamo e lei disse sorridendo Gaza 1 IOF – non IDF che è defence forces ma OF che non è onlyfans ma occupation forces, ma, sì, lo sappiamo, sono una banda di onanisti pervertiti quindi anche of va bene – dicevamo IOF Zero.
Tutte cose che sono soddisfazioni.
Io proprio oggi vi dico che se c’è uno con cui vorrei provare a parlare è Ben Gvir.
Aiutandomi nella traduzione – perchè ho difficoltà coi suoni catarrali (non è razzismo, ma realtà) e con le aspirate (non essendo toscano) – con il linguaggio universale a Ben Gvir ben conosciuto: la violenza esibita, la pornografia linguistica, la vigliaccheria sistematica e programmata.
Perchè, poi, uno nelle discussioni ci deve saper stare.
Ovviamente, però, siccome io vigliacco non sono, gradirei una tenzone linguistica e di confronto – sempre linguistica e di confronto – ad armi pari, con una scrivania tra noi, un tavolo e due sedie.
E una brocca d’acqua perchè magari la discussione è lunga e ti si secca la gola – soprattutto se parli come parla lui.
Una discussione franca e serena in cui chiarire incontrovertibilmente che io apprezzo moltissimo la sua capacità pornografica di mostrarsi sempre al centro delle discussioni.
Ma, ovviamente, chiedendogli una bona volta e una sola di difendere con me le sue posizioni, dialetticamente e nella sua lingua, quella che lui conosce e definisce dialettica, ma a viso aperto e possibilmente educatamente, uno contro uno.
Io e lui, panzoni buontemponi.
Ovviamente, nella discussione, sono convinto che sarebbe simpatico sempre dialetticamente smontare una delle gambe del tavolo, ma così, come dimostrazione di come le cose guardate da un altro punto di vista rivelino risvolti entusiasmanti e usarla per sottolineare alcuni concetti credo basilari e importanti. E non certo percuotendolo sulla testa!
Partendo dal fatto che probabilmente per lui sia giusto costume sanzionare comportamenti sgarbati con oggetti simili alla gamba di un tavolo, inseriti con foga sanzionatoria nel più comunista dei buchi di chi ha sbagliato.
E chi sono io per non aspettare le altrui tradizioni.
Quindi, ovvio, chiamerei attorno a me una serie di sacerdoti costumanti col suo apparato sanzionatorio, ovviamente ammanettati perchè pare si faccia così da quelle parti, ovviamente inginocchiati perchè anche quella è buona usanza e civile modo di trattare un sanzionando, e provvederei in sua presenza a praticare la sanzione su ciascuno dei rabbi.
Suggerendo proprio come loro hanno sempre fatto – dico quelli come Ben Gvir – che “la delazione su un tuo simile in pericolo per salvarti dal lo stesso medesimo pericolo è cosa buona e giusta – (voglio ricordare che gente come lui lo ha fatto una ottantina di anni fa consegnando a simpatici uomini con impeccabile dress code in nero centinaia di migliaia di correligiosi ricercati per il sol fatto di essere correligiosi di modo da avere salva la vita).
Quindi suggerirei ai sacerdoti che assistono alla sanzione su uno di loro di pregare e pregare forte per la santificazione e la benedizione del mio gesto, che altro non è che applicazione di una buona legge.
Dimostrato a ciascuno di loro come la delazione, nel mondo civile, non sempre paghi quando fatta per proprio esclusivo e becero tornaconto e quindi sottoponendo ciascuno di loro a sanzione perchè salvarsi il culo col culo altrui è oggettiavamente reato, chiamerei poi in stanza la famiglia di Ben Gvir.
E solo dopo sanzionerei in loro presenza Ben Gvir nello stesso identico modo in cui sono stati sanzionati tutti i sacerdoti presenti.
Perchè io sono rispettoso delle altrui usanze e quando vado in un altro paese mi uniformo al diritto.
E proprio per questo porterei in una stanza la signora Gvir e le spiegherei cosa è giusto uso e costume fare, secondo le loro leggi, alle donne che si macchiano del grave crimine di sposare un uomo che deve essere sanzionato. LO spiegherei soltanto, a parole e mostrando filmati.
Ma siccome non è con lei che devo parlare ad inizio post, la farei accomodare educatamente in un cubicolo 3×3 con servizio igienico incluso e lascerei a persone più titolate di me di decidere come si debba procedere.
La prole tutta di Ben Gvir, di sicuro titolata ad essere sanzionata perchè superiore ad anni 6 di età secondo le leggi e i costumi di Ben Gvir, verrebbe poi omaggiata di un delizioso cupcake con inclusa cravatta in canapa robusta e verrebbe spiegato a ciascuno dei figli come annodare perfettamente una cravatta al collo di un suino – che tale è come forma antropometrica, il suddetto Gvir Ben.
Bisognerebbe anche spiegare alla prole come si regola il nodo e quali simpatici usi, in sospensione, esso può avere.
Siccome però siamo persone serie, faremmo solo una dimostrazione che sembri più realistica possibile.
Ripetendola più volte, perchè lui non lo sa ma gli avremmo allentato la sicurezza e ogni volta invece di funzionare la sospensione lui rovinerebbe in terra, davanti alla prole. Il tutto per dare pathos che pare sia un ottimo modo epr sottolineare concetti.
Questo per almeno una settimana.
Ovviamente deprivandolo del sonno e non del cibo, ma solo perchè pare si sia più collaborativi all’ascolto, quando ti fanno dormire poco.
Alla fine, in una sala cinema, ai bambini, verrebbe fatto vedere un educativo documentario su come si pratichi grazie al loro papà la medicina di urgenza a Gaza e su come i cani dell’esercito del papà siano addestrati a giocare a comando con i bambini – giocare, sì, con molta foga.
l tutto, facendo pascolare tra loro una decina di pastori del Caucaso.
A fine di questa amena discussione, verrebbero rinviati a casa, tutti.
Tutti tranne il mio amabile conversatore, che avrebbe tempo, un lungo tempo, per far pace con tutto quello che è successo. Ovviamente nel cubicolo di una cella. Precisandogli quotidianamente che è passibile di una qualsiasi nuova sanzione non già se sbaglia o meno, ma solo perchè ha quel nome e quel cognome.
E precisandogli, ancora, e chiudo, che per lui, nella mia frigovetrina, non c’è un millesimato di pregio che aspetti la sua dipartita, quindi farei in modo che se la debba prendere molto comoda.
Grazie al cielo, io, non ho fretta.
Gradisco precisare a fine di questo post che mi è testimone la lingua italiana e la facile comprensione del testo e mai, in nessun momento, alcuna persona correligiosa del signor Ben Gvir è stata villipesa per il fatto di essere sua correligiosa.
Il tutto nella speranza che passi uno e un solo concetto: se questo post vi ha schockato, credetemi, siete purtroppo parte del problema. Io qui ho solo scritto e descritto. Altrove, quel signore e fin troppi suoi connazionali – NON HO DETTO Nè SCRITTO CORRELIGIOSI – questo tipo di sistematico atteggiamento lo hanno reso un protocollo scientifico.
Allora, se proprio dovete umanamente scandalizzarvi, cominciate una buona volta a scegliere il bersaglio giusto!
