Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Con quale personaggio pubblico sei più in disaccordo?

Io non ho alcun problema, in generale, con la media degli esseri umani. E questa non è bontà cristiana — che già di suo è un concetto sospettissimo, visto che parte tutto da uno inchiodato a una croce mentre attorno la gente guarda, commenta, scommette e alcuni probabilmente pensano pure “eh però se l’è cercata” — ma semplice consapevolezza statistica. Ho capito da tempo che avere a che fare con l’umanità significa inevitabilmente avere a che fare con una cosa che si chiama media bruta. E la media bruta dell’umano ha un odore precisissimo: rancido indefinito con retrogusto di uovo marcio. Il bidone dell’umido d’agosto. Quello aperto male, lasciato lì sotto il sole, con dentro resti di melanzane, umido di caffè, gusci di uova e una tragedia antropologica di fondo.

Fine.

E per quanto voi vogliate convincermi di odorare di qualcos’altro — patchouli, sandalo tibetano, deodorante Dove ai gusti strani, allume di rocca sotto le ascelle perché “io voglio profumare solo della mia pelle” — non c’è verso. Siete dentro quella roba lì. Io pure, sia chiaro, che non faccio il santino deodorato della situazione. Siamo tutti variazioni sul tema del bidone dell’umido. Solo che alcuni hanno il coraggio di ammetterlo e altri si spruzzano addosso litri di profumo come certi pensionati nelle sale bingo che odorano contemporaneamente di colonia, malinconia e debiti.

E allora, siamo sinceri? Ma sinceri davvero, non quella sincerità da social in cui dici “io dico sempre quello che penso” e poi passi due ore a cancellare commenti che non ti fanno sembrare abbastanza progressista, abbastanza virile o abbastanza scopabile.

Avrebbe senso dirvi che non sopporto, chessò, i porci sionisti al governo criminale e sionista di quel paese sionista che non nomino ma comincia per ISR e finisce per ELE? Avrebbe senso? Dopo tutto quello che vi ho raccontato di quel che fanno? No. Non avrebbe senso parlarvi di odio. Avrebbe senso dirvi che mi state sulle palle e civilmente vi prenderei a sputi e catarri se anche voi non la pensaste come me, perché a un certo punto non è più una questione politica ma antropologica: se certe nefandezze pornografiche e compiaciute riuscite ad accettarle senza sentirvi male, allora forse il problema non è l’ideologia ma il concetto stesso di umanità. E no, non mi interessa apparire tollerante a tutti i costi. La tolleranza assoluta è un feticismo da gente che non ha mai visto davvero il male e si masturba moralmente sull’idea di essere superiore.

E avrebbe senso spostarsi dall’altra parte dell’Atlantico? In teoria sì, ma lì il problema è diverso. Lì io non riesco nemmeno ad arrabbiarmi davvero, perché provo quella forma particolare di sconforto che si prova davanti a uno che non si rende conto del proprio livello di ignoranza. Perché nessun sano di mente potrebbe perdere tempo a parlare seriamente con uno che pensa di essere “un popolo” senza rendersi conto di essere la sintesi brutalmente casuale di centinaia di contraddizioni etniche, culturali e sociali. Cazzo parli di “terra tua” se l’hai rubata sterminando un altro popolo? Cazzo cianci di immigrazione se sei letteralmente il prodotto industriale di ondate migratorie continue? E non usatemi mai il termine “troppe migrazioni”, vi prego, perché il troppo storpia solo nella testa dei coglioni e finisce per sporcare pure voi, che pure siete figli di spostamenti, incroci, invasioni, gente che è arrivata da qualche altra parte col cazzo duro o la fame nera.

Io stesso, guardatemi: sembro un giordano uscito male da una coproduzione italo-levantina anni Settanta. È evidentissimo che da qualche parte nel Medioevo una mia antenata si sia parecchio divertita con un saraceno arrivato qui a fare i cazzi suoi. E meno male. Del resto Tammurriata Nera docet, ma voi le cose belle della cultura popolare le ascoltate senza capirle davvero, un po’ come fate coi testi delle canzoni di De André quando vi sentite profondi.

E quindi no, non riesco nemmeno a prendermela davvero con certi personaggi americani. Sarebbe come insultare uno affetto da demenza. Cioè puoi farlo, ma poi ti senti pure in colpa. O con certi segretari di stato che pur di non deludere un premier convinto che pene e piede siano strettamente collegati vanno in giro con scarpe tre numeri più grandi. Piccolo piccolo Rubio. O con certi vice presidenti che palesemente si portano dietro traumi infantili grandi come hangar aeroportuali — e leggetevi i libri, che io non sto qui a farvi spoiler.

E veramente volete farmi arrivare all’italico suolo? Davvero credete che ci sia gente qui degna di richiedere il mio personalissimo, preziosissimo odio? Ma chi, esattamente? La Premier? Ma io con lei non potrò mai prendermela davvero. Lo sapete che è uno dei miei turpi sogni maschili. E sì, certe volte c’ho questa forma di patofilia estetica per i nani aggressivi e iperdeterminati, un po’ come certi chihuahua isterici che abbaiando pensano di essere lupi. È più forte di me.

E con chi me la dovrei prendere? Con i pupazzi del governo? Ma non si può essere credibili attaccando certi individui. Alcuni sembrano usciti da un cinepanettone scritto male da un algoritmo depresso. E allora basta. Non slabbriamo ulteriormente il tessuto della vicenda, che già certe stoffe se le tiri troppo poi diventano oscene pure da guardare.

Preferisco pensare che viviamo tempi bui. Preferisco pensare che sia bello stare dall’altra parte delle cose — non dalla parte “giusta”, che quella definizione la usano sempre i fanatici prima di fare disastri, ma dall’altra parte. Quella dove almeno provi a conservare lucidità mentre tutto attorno continua a puzzare di rancido indefinito e uovo marcio.

E forse — forse — la cosa che ancora mi salva dal diventare completamente misantropo è che continuo a credere che l’umanità abbia questo bisogno animalesco, disperato, inconsapevole di non estinguersi. E quindi, ogni tanto, riesca ad andare oltre i suoi mostri, oltre i suoi pupazzi, oltre i concetti tossici che li tengono in piedi.

Non bene. Non elegantemente. Non sempre.

Ma abbastanza da impedire al bidone dell’umido di traboccare definitivamente. 

E niente, evidentemente stamattina mi sono alzato col quarto buono di luna, se sto riuscendo perfino a essere ottimista.

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5 risposte

  1. Avatar Vittorio Tatti

    Dall’alto del mio ruolo di Imperatore dei misantropi concordo su critiche e motivazioni da te espresse, che sono oggettivamente inconfutabili.
    Però la chiusa ottimistica abbassa la tua media, quindi sei rimandato a settembre.

  2. Avatar gattapazza

    Direi che il tentativo di non far traboccare l’umido e’ temerario, ma se c’è rimasto qualcosa da non buttarci dentro, si può fare.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Complesso ma giusto!

  3. Avatar Antonio Gaggera

    La lista sarebbe lunghissima. Non mi ci metto nemmeno.

  4. Avatar @desire760

    Nella vita bisogna essere ottimista e onesti e quindi dopo tanto cianciare alla fine sei proprio tu..
    Comunque tu che vuoi odorare solo della tua pelle non dovresti manco usare il sapone e tra l’ altro… Mi chiedo perché ?
    Avevo una profumeria e gli uomini comprano più profumi delle donne e poi di questi tempi la pulizia,anzi l’ igiene dovrebbe prevalere.D’Estate ancora c’è chi non usa l’ antiodorante e secondo me è abominevole la puzza di sudore.Bisogna usarlo se non altro per rispetto di chi si avvicina .🙋🏻👍🏻

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