Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Impulso di scrittura giornaliero
Descrivi un incontro casuale con uno sconosciuto che ti ha impressionato positivamente.

Provincia di Bari. Area urbana. Circa dieci anni fa. Un gruppo di ex compagni di liceo riattiva una chat dopo oltre vent’anni di silenzio. L’iniziativa non è isolata: esistono più gruppi, più tentativi di ricongiungimento, più versioni della stessa memoria.

Il soggetto principale entra nella chat in una fase personale instabile: relazione sentimentale profonda interrotta per scelta propria, seguente condizione non stabile, conseguenti frequentazioni multiple dichiarate come temporanee. Modalità ricorrente. come disclaimer di correttezza: preavviso di possibile interruzione, seguito da interruzioni definitive.

Livello di seriali del protocollo: altissimo.

Viene organizzato un incontro di gruppo attraverso la chat di gruppo. Non una cena: una giornata intera. Location privata, ampia, disponibile – grande villa nel sud-Barese. Partecipazione altissima. Dinamica iniziale: ricostruzione di rapporti, formazione e dissoluzione di sottogruppi già rodati venti anni prima, aumento rapido della confidenza che si riscontra in tutti in modo naturale. Il tempo limitato produce intensificazione: percezioni accelerate, riletture del passato, rivalutazioni.

Tra i presenti, una donna con cui in passato non si era concretizzato un rapporto da parte del soggetto osservato, ma veniva sempre considerata come portatrice di livello chimico assurdo, sempre dichiarato anche dalla stessa. Le cause della passata mancata concretizzazione non sono univoche: disallineamenti, tempi, blocchi reciproci. Persistente valutazione estetica della donna da parte del soggetto osservato: androgina, viso poco accattivante definito come ingenuo e virginale.

La dinamica di enorme confidenza e chimica tra i due riprende con caratteristiche simili al passato, ma amplificate. I blocchi sono venuti meno, quelli psicologici e morali. Si stabilisce una regola di conversazione implicita: evitare contenuti personali critici. Nessun approfondimento su famiglie, relazioni in corso, situazioni problematiche.

La regola viene rispettata.

Consumo di alcol. Riduzione delle difese. Aumento delle interazioni. Tra il soggetto e la donna si sviluppa un dialogo continuo, privo di esplicitazioni ma ad alta densità allusiva. Non vengono condivisi dettagli personali rilevanti. Scelta consapevole: evitare informazioni che renderebbero irreversibile la lettura della situazione.

Altri partecipanti notano la dinamica. Si producono commenti, battute, rinforzi sociali. Viene proposta una seconda occasione di gruppo: incontro notturno, con permanenza. L’idea viene accolta solo da un gruppo ristretto di partecipanti – tra cui il soggetto osservato e la donna di cui sopra.

Intervallo di circa venti giorni.

La chat di gruppo aumenta di intensità: messaggi frequenti, conversazioni private, progressiva riduzione delle distanze comunicative. Il soggetto e la donna mantengono una linea non esplicita anche in chat private riattivate a bella posta.

Secondo incontro. Notte.

La configurazione cambia. Non è più una rimpatriata. Si osserva una riorganizzazione spontanea dei passati legami: vecchie coppie, potenziali coppie, connessioni pregresse e immaginate tendono a ricomporsi. Lo spazio diventa risorsa. Le stanze vengono occupate quasi da subito a rotazione. Dinamica implicita: accesso, attesa, alternanza. Le porte si chiudono e si riaprono. Non sono necessarie ulteriori specificazioni.

Il soggetto aderisce al contesto.

Comportamento allineato alla norma del gruppo. Interazione con la donna caratterizzata da continuità verbale, assenza di silenzi, tensione non risolta in forma dichiarativa. Il soggetto e la donna accedono alle stanze appartate più volte quella notte.

Mattina seguente.
Orario anticipato. Condizione diffusa di deprivazione di sonno. Rientro rapido della dimensione ordinaria. Emergenza fino ad allora mai dichiarata di vincoli esterni: partner, figli, routine. In chi vive quella condizione.

Fase operativa di circa trenta minuti.

Tutti sui dispositivi. Azione principale: cancellazione delle evidenze di quanto appena avvenuto. Riduzione delle tracce digitali. Eliminazione di conversazioni, immagini, riferimenti.

La donna comunica solo allora un’informazione rilevante: stato coniugale, presenza di un figlio. Descrive quella condizione come limitante. Confessa la pratica ricorrente del tradimento. Precisa una regola personale: fino a quel giorno non aveva sperimentato nessuna permanenza notturna completa. Pattern ricorrente.

Richiesta specifica: produzione di immagini “neutre” come eventuale prova a discarico rispetto a sospetti. Foto di gruppo compatibili con una narrazione innocua dell’evento. Viene illustrata da una altra partecipante la propria procedura standard: spegnimento del telefono, comunicazione successiva giustificata come disattenzione, assenza di prove come condizione sufficiente. La prassi viene presentata come consolidata. La donna di cui sopra sceglie di non usarla e ricorrere al suo vecchio metodo.

Alle 7:30 avviene anche una breve chiamata.
Verifica. Rientro. Normalizzazione.

Il soggetto lascia il luogo con una valutazione non centrata sugli eventi della notte, ma sulla loro gestione successiva.

Elemento rilevato: dissoluzione.

Le interazioni della notte prima sono state rimosse, ricondotte a zero, private di continuità. Gli individui coinvolti diventano così non tracciabili all’interno della vita ordinaria degli altri.

Conclusione operativa del soggetto: interruzione volontaria di partecipazione a dinamiche analoghe.
Criterio: scelta di incontrovertibile rifiuto di nuovi eventuali contesti in cui l’esito previsto possa diventare la cancellazione.

Follow-up.

Contatto mantenuto con la donna. Nessuna evoluzione verso una relazione esposta. Persistenza delle condizioni dichiarate da parte sua. Assenza di ulteriori incontri in contesti non pubblici. Assenza di successivi incontri che eccedano la soglia della amicizia, rimpatriata, buona compagnia.

Non si rileva rimpianto nel soggetto osservato.
Si registra un dato: i meccanismi osservati risultano replicabili, ricorrenti, mascherabili con facilità crescente. Risultano, tragicamente, molto estesi e abusati anche fuori di quella che inizialmente poteva percepirsi come bolla.

Elemento finale.

Non l’evento.
La sua scomparsa.

Ho scelto la modalità del referto perchè non avevo mai vissuto nella mia vita – potendo percepirlo direttamente sotto i miei occhi, nulla di così spersonalizzante. Sono però certo che molte altre volte io debba essere sparito come evanescenza mani esistita nella vita di altre, molte altre, partner occasionali.

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2 risposte

  1. Avatar Sandro Battisti

    Report emozionale e dinamico efficacissimo!

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Merci!

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