Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

]
]
]

Qual è una parola che ti descrive?

Se mi chiedete quale parola mi descrive perfettamente io rispondo pornografia.

E lo dico subito perché so già come funziona la testa delle persone: appena uno dice pornografia voi pensate subito ai film zozzi dove uomini e donne fanno robe tra loro, spesso pure senza grande rispetto per le leggi dell’eterosessualità, con una quantità di gemiti, tette, culi, cazzi e facce concentrate che sembra una riunione di condominio ma senza i pantaloni. Ma non è per forza quella roba lì. O meglio: non è solo quella roba lì. Perché la pornografia prima di essere un genere cinematografico o una cosa da sito con i pop-up è una attitudine mentale.

E questa cosa si capisce facendo quel lavoro difficile che si chiama etimologia, che significa andare a chiedere alle parole dove abitano, quando sono nate, chi sono il padre e la madre e con chi andavano a scuola. Se fai questa operazione scopri che pornografia è una parola fatta di due pezzi: pornè e grafia. Grafia significa scrivere. Ed è pure quello che faccio per vivere, quindi non è che posso eliminarla dalla mia vita. Però per spiegarvi il concetto la mettiamo un attimo da parte e resta pornè.

E pornè all’inizio significava una cosa molto precisa nel greco di Atene Vecchia: le bagasce. Quindi pornografia significava scrivere o disegnare storie che avevano a che fare con le baldracche. Poi però succede una cosa che si chiama metonimia — e se non sapete cos’è ve la spiego subito: è quando usi una parte per indicare il tutto, e si accenta sulla PRIMA I, animali — e quindi la parola ha cominciato a significare non più scrivere delle strappone ma scrivere delle cose che fanno le mignotte. Le zozzerie, quindi. Anche quando quelle zozzerie le fanno marito e moglie — che succede raramente, ma può capitare — purché quando le racconti o le mostri non lasci niente fuori: niente filtri, niente tende tirate, niente “e poi succede qualcosa”. No. Tiri fuori le parole crude: cazzi, tette, culi, pompini, scopate, lingue, sudore, spagnole/turche che sono le cose che nella vita reale della pornografia succedono di meno ma ok. Non spieghi – IMPORTANTE – per allusioni, non fai poesia, non dici “si amarono”. Nomini proprio la roba. Come facevano le zoccolacce sifilitiche nei racconti dei moralisti dell’Ottocento quando parlavano delle stesse cose che oggi chiamiamo più educatamente professione delle sex workers.

E quindi se togli il sesso dalla definizione resta una cosa molto semplice: esibizione e narrazione senza filtri.

E io questo faccio, andiamo.

Qua sul blog e pure in pizzerie con quelli della chat della scuola – i bambini a norma di disclaimer hanno un altro tavolo e si parla di attitudine quindi parlo senza filtri ma non della ‘scrittura delle troie’.

Io tolgo i filtri quando parlo delle cose. Tolgo pure quei filtri mentali che a un certo punto dovrebbero dirti “Sì Domè, questa cosa c’entra, ma c’entra proprio di lato… sicuro che vogliamo aprire questa parentesi?” e io a quel filtro gli rispondo sempre la stessa cosa: ‘fatti un po’ i cazzi tuoi faccia di coglione che sei’.

Quindi pornografia perché scrivo senza filtri.

Ma anche pornografia per un altro motivo che vi spiego spesso e su cui — credetemi — non riuscite mai a obiettare un cazzo perché su questa cosa ho ragione e infatti alla tesi su queste robe sociologiche mi hanno messo il massimo dei voti. La pornografia è lo strumento con cui l’essere umano appaga i suoi desideri più primordiali. E quindi per forza deve comunicare qualcosa. E per comunicare deve prendere materiale dalla vita vera. Deve ricordare la vita normale, quella che puzza di piedi, di cucina con le rape bollite, di autobus, di noia, di banalità. Solo che poi la pornografia prende quella vita lì e la mostra con un’inquadratura che cattura l’attenzione. Un dettaglio che ti costringe a guardare. Una quarta di seno, una faccia, un gesto, una situazione che ti aggancia il cervello. Oppure — per chi guarda l’altro lato della faccenda — il famoso battamazzo non sempre pigmentato nero – il famoso BBC BIG BLACK COCK – visivamente ragguardevole che però quando lo incontri nella vita vera ti fa capire subito che non sarà una passeggiata di salute e che forse certi urli di piacere sono lo stesso urlo che facevi sulle giostre quando la situazione diventava troppo seria e non volevi metterti a piangere.

Quindi pornografia anche per questo: perché io prendo la vita normale e ve la mostro con l’inquadratura che la rende impossibile da ignorare.

E poi c’è un terzo motivo.

Perché piaccia o no, la nostra vita digitale ormai è pornografia continua.

Le foto del cazzo di quello che mangi: foodporn.

Le foto del buco di culo dove vai in vacanza: travelporn.

Le foto delle frustate psicologiche che ti devi dare sulle palle o le parole dolci del partner ma molto assertive mentre ti costringe a leccargli la suola delle scarpe in ginocchio ma tutto è solo per rimetterti in piedi e motivarti come dicono gli inglesi — flogging a dead horse, frustare un cavallo morto.

Le foto delle stra-fighe vestite da stra-fighe: fashionporn.

E poi c’è pure il povertyporn, quello che è l’unico porno che a me fa davvero ribrezzo. Non perché non voglio vedere quelle cose. I bambini mutilati o ammazzati a Gaza li voglio vedere eccome. Ma perché il fine con cui spesso vengono mostrati non è rovesciare il tavolo del mondo e ridare a quei bambini la loro terra e mandare in galera i genocidi — cosa che io provo a spiegare a tanti e che vorrei forte fortissimo — ma semplicemente raccogliere soldi o like e non darli a quei bambini.

Quindi sì.

Se la vita ormai è pornografia, allora avete bisogno di uno che ve la spieghi senza filtri.

E lo sapete benissimo perché tornate qui ogni giorno.

L’esperto sono io.

Poi però, promesso, un giorno scendiamo anche più nel dettaglio delle zozzerie.

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20 risposte

  1. Avatar massimolegnani

    scritto a suo modo coraggioso e, sempre a suo modo, equilibrato nelle sue componenti, una dose di irriverenza, una parte di aggressività, due pizzichi di egocentrismo e originalità a pioggia.
    piaciuto (ma perchè non usi gli apostrofi? ti hanno fatto qualcosa o hai problemi di tastiera?)
    ml

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Sono ontologicamente contrario da minimalista aggressivo a tutti i segni non sanamente indispensabili.
      E altrove scrivo decisamente in modo minimale – in narrativa e in accademia – mantenendo qui invece lo spazio “isterico”.
      Questa è la narrazione costruita.
      Vuoi quella prosaica?
      Il template non li prevede come non prevede le maiuscole accentate.
      E mi piace così.

    2. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Inoltre, per accumulazione non minimale, grazie di cuore della visita!

  2. Avatar Topper Harley

    Nulla da aggiungere. La migliore definizione di pornografia che abbia mai letto è qui. Se poi riuscissi anche a spiegarmi le trame dei filmetti, sarebbe perfetto. Piuttosto, che lavoro fai? Davvero riesci a campare con la scrittura?

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Sono un criminologo e quando dico che il mio lavoro è scrivere è perchè ogni mia analisi, dopo la fase entusiasmante ma che non appare all’esterno in nessuna forma di quel che osservo, diviene contenuto accademico scritto oppure contenuto di approfondimenti sui giornali e riviste. Oppure relazioni. Se riuscirò mai a smettere di fare questo lavoro – cosa che vorrei fare perchè sporca e incupisce molto (e questo spazio serve a ritrovare la mia solarità infatti, sia nello scrivere che nel vivere) – se riuscissi dicevo, spero che sia per il romanzo che ho messo in mano a due validissime agenti letterarie e che sta girando per case editrici – e di cui sto scrivendo già la seconda parte (è una trilogia).

      1. Avatar Topper Harley

        In una società ideale il tuo lavoro non esisterebbe ma ci sarebbero tanti scrittori. In bocca al lupo per entrambi i propositi. Quando pubblicherai, sarò uno dei tuoi primi lettori.

    2. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Le trame dei filmati arriveranno e comunque le troverai anche sull’altro blog insieme qui e lì a riflessioni sul mondo del porno vero e proprio – che, essendomici laureato sulla sociologia del porno anche, assicuro, aiuta moltissimo a leggere l’uomo che siamo.

  3. Avatar 2010fugadapolis

    Mecojoni !

    (Probabilmente non ne avrai bisogno, ma nel caso trovi lumi sull’espressione qui: https://2010fugadapolis.wordpress.com/2010/09/27/lo-spigolo-di-albert1-ii-mecojoni/ )

    Dicevo… mecojoni, Domè! da oggi questo tuo pezzo sarà il mio manuale di riferimento ogni volta che ci sarà da parlare di pornografia (e mi capita più spesso di quanto non vorrei).

    Da egocentrico al limite del solipsismo quale sono, mi hai fatto venire in mente una cosa che, a rischio di andare off-topic come sono solito fare, ti espongo qui. Poi se vuoi mi dici che ne pensi.

    Quando ancora si trovavano, di tanto in tanto mi fumavo le Camel senza filtro. Poi, in momenti particolari della vita ho avuto anche l’abitudine di staccare il filtro dalle Marlboro e quando mi capita di fare una sigaretta con le cartine la rollo così come viene senza mettere niente alla fine: stai lì a sputazzare filetti di trinciato ma ne vale la pena. Troppo Off-Topic dici ? Sì, hai ragione, non c’entra un cazzo, sto divagando. Comunque per la cronaca da quando ho ripreso a ritmo regolare mi sono riattestato sulle Marlboro rosse senza staccare il filtro. Con quelle ho cominciato e con quelle finirò. O mi finiranno. Vabbè.

    Il tema era il “senza filtro”.

    Ho l’idea che raccontare “senza filtro” sia impossibile. Poi magari mi sbaglio, ma al momento ne sono convinto. Posso al massimo vedere (o meglio vivere) una cosa senza filtro, ma rimane una cosa limitata a me medesimo stesso io. E molto probabilmente la sto comunque filtrando: pensa ad un daltonico, guarda una cosa rossa e la vede verde. Che poi se la cosa sia oggettivamente rossa o verde è solo una questione statistica, ma non ci incartiamo troppo.

    Quindi vivere senza filtri è possibile, fin quando il vissuto non deve uscire e per farlo lo deve fare col racconto. Ecco, la mia idea è che nel momento esatto in cui trasmettiamo il nostro vissuto all’esterno (con la parola, con lo scritto, con quello che vuoi), per quanto ci sforziamo di farlo “senza filtri” non potremo fare a meno di filtrarlo in qualche modo. Credo faccia parte della più intima natura umana ed è quello che ci differenzia l’uno dall’altro. Magari ometteremo un particolare che istintivamente rifiutiamo o ne enfatizzeremo un altro che per noi ha più importanza, oppure scambieremo un colore con un altro a caso perché non riteniamo che il colore sia dirimente per il tema. Però filtriamo, sempre e comunque.

    Chi legge, poi (e qui la cosa si complica), non potrà fare a meno di applicare i suoi personali filtri a ciò che ha appena letto e nosiamaiddio decidesse di prendersi l’onere di riraccontare a sua volta produrrà un qualcosa di ulteriormente filtrato e possiamo andare avanti all’infinito.

    ‘Nzomma, secondo me, un filtro c’è sempre. Non ci sono cazzi.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Ovvio, ma quella che tu vedi come un filtro, è semplicemente la tua voce.
      E da egocentrico è bene che tu lo protesti sempre appunto a gran voce di avere una voce e di usarla.
      I filtri che io tolgo e a cui alludo sono i filtri che la comunicazione tra pari impone.

      1. Avatar 2010fugadapolis

        OK. Aspetta che rileggo…

        OK. Non ciò capito un cazzo ma mi fido sulla parola. 😀
        Ci siamo. Hai tolto i filtri.
        Prima o poi tu ed io dobbiamo vederci. Oh, si. Tra “fugapolisti” (neologismo coniato da una di noi) di tanto in tanto succede. Io ormai ho ufficialmente il culo di piombo e raramente esco dal Grande Raccordo Anulare se non per veloci puntate nelle regioni limitrofe (preferibilmente Campania e Abruzzo), ma se passi per Roma non mancare di avvisarmi…

      2. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        I promise

  4. Avatar @desire760

    Ho letto tutto d’un fiato e detto da te la pornografia sembra qualcosa che esiste ma che ha dentro le zozzerie.Non ho mai visto un porno film e non credo che mai mi arriverà la curiosità .
    Hai illustrato tutto con grande naturalezza senza parole che possano offendere , all’ infuori di ciò che fanno le zoccole… Comunque non sono una persona che mi scandalizzo perché c’è più scandalo nella violenza e nella crudeltà delle guerre…A parte che nn è cosa di oggi la pornografia perché al tempo dei romani c’ erano le orge e quindi qualcosa era già arrivata prima di tutte quelle cesse che fanno .per far rincoglionire anche i sani di mente.
    Tu sei tutt’altro….In bocca al lupo 🐺 per il tuo libro…

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Love!

    2. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Comunque sì per forza io porno é anche il film con dentro una quota di zozzery

  5. Avatar La Manu

    Da fan della realtà da luci al neon, condivido, che anche il porno è un taglio narrativo. E poi c è sempre il piacere dell esibizione, al di là del genere porno o erotico o… che noi siamo i curiosi che rallentano per vedere l incidente sull altro lato della carreggiata.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      L’incidente è mai i morti perché come dicono i Ministri ‘Pace, e fari spenti.’

  6. Avatar @desire760

    Ho notato che quando evadi i commenti sei sempre (stitico) scusami volevo dire incisivo.Sei logorroico e prolisso quando scrivi, anche se la parola logorroico si riferisce non allo scritto, ma al parlato… Comunque non ci azzeccava un emerito c@**o la parola ” love “…Mi hai fatto venire la febbre 🤒

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Pare a te che non c’azzecca!
      Mi spiace per la febbre.

      1. Avatar @desire760

        Era un modo per farti capire, ma questa febbre non prevede farmaci…Stai sereno, in questo momento la febbre sarebbe un guaio perché la mia salute è problematica…

  7. Avatar gattapazza

    La pornografia della guerra Domenico con tutti quei cazzi che esplodono!!!
    Quella mi scandalizza assai!
    L’altra, quella dei corpi mi sembra la più tenera anche rispetto alle altre che hai elencato!

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