Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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A quale animale ti paragoneresti e perché?

Non sono un felino, no, proprio no, perché i felini scivolano nei corridoi come la cera tirata da anziana collaboratrice domestica di nonna più anziana e io invece entro nelle stanze programmaticamente come un armadio a tre ante buttato giù dalle scale, con quel rumore da frigorifero che qualcuno ha spinto troppo forte e adesso non si sa più dove fermarlo. 

E poi il felino ha pazienza, ha quell’aria di tappeto vivo che aspetta ore prima di muovere una zampa, e io invece dopo trenta secondi ho già perso il filo, la calma, la voglia, il filo del discorso e pure la dignità, sì pure quella, perchè mi lancio e combino disastri tipo Labrador nella vetrata. Quella nuova, appena montata.

Non sono un bradipo, perché il bradipo è quella cosa lenta, lenta tipo bestemmia detta sottovoce in una chiesa vuota, con sommo macello che succede altrove come ogni volta che dici una bestemmia (cit. A Nove che se non sapete chi è avete avuto una post-adolescenza triste e comunque come spesso accade lo nst9 platealmente citando e riusciteci voi) lenta come la moviola di una moviola, e io ogni volta che vedo un bradipo mi sale una specie di nervoso animale, una violenza piccola e stupida, come quando qualcuno ti parla con tre minuti di pausa tra una parola e l’altra e tu non hai il x1,5, x2 o magari x3 che anchora (cit.) non c’è e vorresti scuoterlo finché non cadono via tutte quelle lentezze molli che si porta addosso come muffa – e questo si chiama mio odio verso certe forme di aggressività molto passiva. 

Non sono un gorilla, perché il gorilla è enorme ma educato alla sua stessa enormezzza, è una montagna che sa di essere montagna e quindi non ha bisogno di dimostrarlo, e tutta quella storia del mostro, del cattivo, del King Kong con la bava e la tragedia del grattacielo è una favola pigra degli umani che hanno bisogno di inventarsi cattivi giganti per sentirsi piccoli con una giustificazione. 

Non sono un cane, anche se qualcuno lo direbbe subito, perché nel cane la scambiano per amicizia quello che è in realtà un terrore nero e antico della solitudine, il cane che scodinzola non è che ti ama sempre, spesso ti sta solo pregando di non sparire, di non lasciarlo da solo con l’eco suo stesso nella casa e sempre la stessa, solita, infingarda pallina o osso di gomma suonante con sommo odio di quel suono sempre uguale a se stesso. 

E poi c’è quella cosa terribile del cane che anche se lo tratti male tipo bastonate in testa o miccette  – che a Bari hanno nome di Raudi o Minerve – nel culo, ACCESE E TONANTI, resta lì, resta sempre lì, come certe e certi amanti di relazioni tossiche in overdose, e io invece un limite ce l’ho, un punto dove mi stacco, mi strofino via da qualcuno e sparisco. Di solito lasciando addosso macchie di fluido. 

Non sono un gambero, perché il gambero cammina all’indietro come uno che ha deciso che la vita è tutta retrovisione e nostalgia, e io i passi indietro li faccio solo per prendere la rincorsa, anche se poi nella rincorsa mi storco una caviglia, mi tiro un tendine di Achille che già dal nome capisci che se fa male all’invincibile Achille a te che sei uno stronzo qualunque farà un supermalissimo, e finisco cinque giorni a letto a insultare il soffitto e quello della mutua. 

L’orca invece mi piace, sì, l’orca è un cattivo vero ma senza tutta quella morale inventata che gli umani infilano negli squali dopo aver visto Jaws e pensano che il pesce stia lì a meditare sul Male o sul male mentre in realtà non capisce uno stracazzo perché è primitivo di prima degli esseri umani primitivi e mangia perché è grosso e deve riempire lo stomaco, mentre l’orca no, l’orca studia, insegna, organizza, si porta dietro i piccoli come una scuola di assassinio sopraffino e sionista, e trova mille modi raffinati e pirotecnici e spettacolari e intelligenti e sionisti per far fuori la preda come uno chef del genocidio marino con moltissime stelle. 

E poi succede che tre orche adulte e una nidiata di orchini e orchine inseguono una madre di balenottera azzurra con il cucciolo, e il mare diventa rosso, e la gente sulle barche vomita macchiando il mare rosso di sangue con il ,loro junk food parzialmente digestato – che siamo in America – e gli umani presenti decidono nelle interviste ai presenti che è una crudeltà simbolica perché era la festa della mamma quel giorno, come se le orche avessero il calendario appeso alla scogliera e scegliessero la data con cattiveria teatrale. 

E tutto questo si chiama “Quella splendida puntata documentario di Net Geo di una gita in barca a vedere le balenottere azzurre che si trasformò comunque in Animali Assassini che il girato di una cosa del genere è come un porco non si butta via niente”.(cfr.) 

Ma gli umani sono così, ci infilano sempre una morale nei buchi comunisti di uomini e animali. 

Più di uomini. 

E alla fine, nonostante tutto questo zoo storto e rumoroso che mi porto dietro, temo che la cosa più vicina a me resti quel famoso’ippopotamo di Fantasia con il tutù, enorme, goffo, convinto per qualche secondo di poter fare la ballerina, e invece visto da fuori come un pachiderma equivoco che prova a fare la grazia e finisce per sembrare solo una cosa sbagliata, troppo grande per la musica e troppo impacciata per la leggerezza.

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16 risposte

  1. Avatar Celia

    Chapeu.
    In pratica il tuo mantra dovrebbe essere “Non imitare a casa”.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Alla fine si, più o meno.

  2. Avatar gattapazza

    Ma l’orca in fondo è una grande mamma ! Fa paura ma protegge, poi a me non fa paura in genere mi piacciono i predatori ( solo quelli animali non quelli umani), sono i più belli in effetti e i più affascinanti, dallo squalo al falco dalla tigre al lupo dal barbagianni al cobra.
    Trump no non mi piace i predatori umani sono nauseabondi 🤢

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Sì perché sono terribilmente banali. Tipo ‘ungimi signore ungimi’ e poi a casa le peggio zozzerie.

      1. Avatar gattapazza

        Sono molto “unti”.

  3. Avatar @desire760

    Vorrei essere un’ aquila, libera e capace di badare a sé stessa… Comunque non farei male a nessuno.
    Credo che il mondo animale forse è meglio del mondo umano che spesso per denaro vende se stesso , l’ onestà e i principi fondamentali dell’ etica…Sono atea, ma ho libertà di pensiero , non giudico e non ho pregiudizi.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Vola alto, dunque

      1. Avatar @desire760

        Assolutamente sì!
        Credo nella libertà che può dare un cielo immenso dove poter spaziare senza incontrare nessuno che rompe ,tu sai cosa… Ciao !👍🏻
        PS : comunque l’ ippopotamo in tutu’ è un ‘immagine stupenda la leggerezza in una figura un po’ cafuncella.😊

  4. Avatar luisa zambrotta

    Bellissima l’immagine di quell’ippopotamo in tutù

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      s’è muà

      1. Avatar luisa zambrotta

        Ohhh 🦛🩰°˖𓍢ִ໋🌷͙֒✧°.🎀༘⋆

  5. Avatar Fabio Iozzi

    Allora forse ti si addice un orco, anziché un’orca, tipo Shrek, che somiglia anche a un ippopotamo di Fantasia

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      No Shrek è troppo calato nel suo personaggio. Non ci riuscirei, io che mi saboto sempre.

  6. Avatar Antonio Gaggera

    Alla fine credo che gli animali siano migliori degli uomini. Di tanti, tra quelli che popolano (e comandano) il mondo.

  7. […] Era un ippopotamo sudato con il tutù rosa e un perizoma infilato tra le chiappe monumentali. […]

Rispondi a NON MI VESTO DA DONNA. (E L’IPPOPOTAMO COL PERIZOMA NON SONO IO) – quindi, sì, nudo e crudeleAnnulla risposta

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