Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

]
]
]

Catalogo minimo per un romanzetto osceno di fantascienza distopica

Immagina un pianeta lontano e costruisci il mondo secondo i seguenti elementi indispensabili.

1. La Diaspora Originaria

Una civiltà minoritaria viene perseguitata per secoli da poteri religiosi e razziali dominanti.
Alla fine viene dispersa e costretta a migrare per tutto il sistema stellare.
Per generazioni vive come popolo errante, ospite tollerato o sgradito nelle corti dei pianeti dei potenti.
Dove comunque viene ancora vessata.

2. Il Senso di Colpa delle Corti

Col passare dei secoli le élite del pianeta accumulano un duplice atteggiamento verso quel popolo:

  • da un lato stanchezza morale per la lunga sequenza di persecuzioni inflitte;
  • dall’altro tornaconti inconfessabili, economici e geopolitici, che rendono conveniente “risolvere” la questione.

3. Il Ritorno Promesso

Una piccola fazione di quella civiltà formula un progetto: tornare alla terra ancestrale degli avi.
Le corti planetarie acconsentono, perché la soluzione appare politicamente utile. Viene inventata una narrativa espiatoria, per giustificazione.

4. Il Problema Inconveniente

Quando i coloni arrivano scoprono che la terra non è vuota.
Un altro popolo la abita da secoli.

5. Lo Slogan

Per legittimare il ritorno viene coniato un motto semplice e seducente:
“Un popolo senza terra per una terra senza popolo.”

Le corti lontane non chiariscono mai davvero.
Finché possibile silenziano o minimizzano l’esistenza della popolazione già presente.

6. La Convivenza Mancata

Invece di convivere, i nuovi arrivati costruiscono progressivamente un sistema di dominio territoriale basato su:

  • espropri legali
  • colonie protette
  • espansione graduale dello spazio controllato
  • guerre periodiche
  • espulsioni forzate della popolazione originaria

7. Il Problema Demografico

Dopo decenni emerge una paura strategica:
la popolazione originaria cresce molto più rapidamente.

Le proiezioni demografiche indicano che nel giro di mezzo secolo diventerà largamente maggioritaria.

8. La Guerra Necessaria

Per mantenere il controllo territoriale viene concepita una guerra permanente.

9. L’Algoritmo dei Bersagli

Gli occupanti perfezionano nei decenni di guerra una IA militare capace di generare migliaia di obiettivi all’ora.

Il sistema ottimizza tre parametri:

  • densità prevista di vittime
  • valore simbolico del luogo
  • probabilità demografica di presenza di donne e bambini, che costituiscono la parte più ampia della popolazione nemica.

Per questo vengono privilegiati luoghi densamente civili: quartieri urbani, scuole, ospedali, rifugi.

10. L’Infrastruttura Narrativa

Per giustificare la distruzione viene costruito un apparato narrativo:
ogni luogo civile è dichiarato copertura per infrastrutture sotterranee del nemico.

Le prove emergono quasi sempre dopo i bombardamenti.

11. L’Algoritmo delle Persone

Un secondo sistema analizza banche dati civili: telefoni, indirizzi, professioni.

Seleziona bersagli umani strategici:

  • insegnanti
  • medici
  • infermieri
  • giornalisti
  • ricercatori

Lo scopo è erodere lentamente la struttura culturale e sanitaria del popolo nemico.

12. I Droni dell’Inganno

Alleati potenti forniscono droni dotati di altoparlanti e armi automatiche.

Gli altoparlanti trasmettono richieste di aiuto con voce infantile.
Chi accorre viene colpito.

Qualcuno potrebbe pensare che sia un plagio di Valerio Evangelisti e del suo romanzo Mater Terribilis.

In realtà è più probabile il contrario: Evangelisti era un autore che leggeva moltissima letteratura militare e strategica.
Un buon autore di fantascienza studia sempre con attenzione la realtà da cui le sue distopie prendono forma.

13. L’Occupazione Quotidiana

Nei periodi di apparente pace viene costruito un sistema amministrativo che restringe lentamente lo spazio vitale della popolazione originaria:

  • rete di check-point
  • permessi di movimento revocabili
  • ore di attesa per ogni spostamento
  • espropri legali per mancanza di documenti
  • restrizioni arbitrarie su beni quotidiani

La geografia stessa diventa uno strumento di dominio.

14. Il Paradosso Finale

Il risultato è una situazione storica paradossale:
una civiltà nata dalla persecuzione costruisce un sistema permanente di controllo per evitare di essere numericamente superata.


Nota finale (metanarrativa)

Questo catalogo potrebbe sembrare l’ossatura di un romanzo di fantascienza distopica.

In realtà è la struttura di un ragionamento politico e morale: il cuore di un intervento pubblico pensato per ricordare che di Palestina non si può smettere di parlare e che le crisi umanitarie richiedono attenzione, memoria e responsabilità civile. E scelgo questo catalogo perchè ogni volta che ne ho parlato, forte di consapevolezze che a me sono state trasmesse non da geostrateghi dell’ultima ora ma nel corso di un lungo cammino di studi in cui sono stato formato da specialisti di Ministero di Interni e Difesa, la reazione che ho avuto dal pubblico è sempre stata una: stai parlando di fantascienza.

Dunque, usiamola provocatoriamente, questa impressione errata ma comprensibile.

Questa sera questa lista diventerà LA traccia di un intervento a Gioia del Colle, in un’iniziativa a sostegno della popolazione palestinese e del lavoro umanitario di Emergency. Perchè di Palestina non dobbiamo mai smettere di parlare e perchè Emergency è una delle poche VERE eccellenze italiane – altro che taralli, olio e borsette milionarie cucite negli scantinati di Napoli da manovalanza cinese.

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13 risposte

  1. Avatar Antonio Gaggera

    Bellissima iniziativa. Complimenti!
    Teniamo gli occhi sempre aperti sulla Palestina.

  2. […] di persone per accaparrarsi la terra, come fanno oggi certe configurazioni ideologiche moderne — per esempio i sionisti tipo l’essere mitologico incrocio suino-uomo Ben Gvir o il nipote di un gra… — gente che semplicemente applica il principio di stare più larghi di uno coi baffi che si andò […]

  3. […] “Il diritto internazionale?” […]

  4. Avatar re

    Linea ininterrota fino ad oggi…
    Chiedo scusa se mi cito, con un filo di vergogna, davanti all’evento di Gioia del Colle, per ricordare (molto citato da diversi storici) quanto affermò Aharon Zizling nel 1948… https://reamdotcom.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=1230&action=edit A gioia del Colle sarà stata una serata indimenticabile. Grande approvazione. Donne di Gaza… https://reamdotcom.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=973&action=edit
    Un saluto.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Purtroppo i link non mi permettono di visualizzare.

    2. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      E quelle cose sostenute da AZ sono lo specchio preciso di ogni governo coloniale, zionizmo incluso

  5. […] fa qualche marachella, qualsiasi essa sia, si premura sempre bene di non lasciare testimoni. E tipo inserisce un tag specifico dentro una IA per istruirla al fatto che se sto per fare qualcosa di brutto per la morale comune, è bene prima […]

  6. […] scrivere a Wael Abu Louli, mio “fratello” di Gaza, chiedergli come stanno lui, Mohammed, i suoi fratellini e sorelline, la signora Abu Louli, sapere […]

  7. […] Perchè tu in mezzo alla strada non ti avvicini a me toccando la kefiah che porto ORGOGLIOSAMENTE AL COLLO DAL 1996 dicendo parole come Amas e Adolfo. Perchè ti mollo una pezza e ti prendi del zionista di merda […]

Rispondi a 5, 3, 69: diamo i numeri – quindi, sì, nudo e crudeleAnnulla risposta

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