Io scrivo spesso referti: se non li scrivi sembra che le cose che provi non siano successe mica per davvero. Se non le metto in ordine le cose loro tornano tutte insieme, come sacchetti della spesa lasciati in macchina d’estate che quando li apri puzzano e non sai più cosa buttare e cosa no. I referti servono a numerare, dire questo è successo prima e questo dopo, pure se non è vero, pure se dentro è tutto mescolato. Questo referto è saltato fuori mentre mettevo a posto scatoloni del passato remoto, delle persone di una vita fa, gente che quando vedo il nome scritto mi chiedo se è mai esistita davvero. Questo fascicolo ha undici anni, l’ho letto e non mi ricordavo. Ho deciso di riproporlo perché mi sono accorto che non è cambiato niente, queste cose tra persone continuano a succedere uguali uguali, adesso sono più rumorose, più veloci, più forti, e mille messaggi, e mille foto, e mille possibilità di fraintendere. All’epoca faceva male piano, adesso fa male forte. Il meccanismo è lo stesso. Non cambia la confusione. Io mi referto per non impazzire e rileggo perché ho ancora le stesse paure. E perchè lì fuori c è ancora gente che crede che viversi la vita così stramba sia tipo viversi in un film e questo dia fama imperitura e tante, troppe esperienze definitive. Invece, a me mi mette solo tristezza. A pacchi.
REFERTI EMOTIVI
Auto-referto n. 12 – Dicembre 22 2015
Oggetto: spaiamento affettivo acuto con precipitazione da frase non detta bene e capita peggio
Soggetti coinvolti
Soggetto refertante: io.
Maschio. Capace di intendere e incline a dire troppo e con pochi filtri.
Tendenza a spiegare pure quando non richiesto.
Altro soggetto: lei. Soprannome erroneo: amore.
Femminile. Età stimata ventisette/ventotto.
Presenza sociale elevata. Tono generalmente sereno.
Capace di dichiarazioni che sanno di esserlo però fingono di no.
Evento di innesco (registrato fedelmente)
Lei dice:
“Guarda, davvero, credimi… io sono davvero convinta in questo mese di aver completamente perso la testa per te…”
La frase viene pronunciata senza alzare la voce.
Non contiene richieste o condizioni.
Il soggetto refertante registra immediatamente aumento dell’ansia.
Senso di responsabilità non richiesto. Percezione di dover rispondere bene. Prima di subito.
Risposta iniziale del soggetto refertante
Io abbasso gli occhi.
Li rialzo. Sorrido male.
Dico cose laterali. Provo a spostare. Lei osserva.
Evento di peggioramento
Lei dice, come se niente fosse:
“Ok, mi è scoppiato il follicolo destro, adesso…”
La frase non è collegata logicamente.
Non serve al discorso. Non consola. Non chiarisce.
Il soggetto refertante io risponde:
“Ah, e mi dispiace.”
La risposta è clinicamente inutile. Non cambia nulla.
Tanto il danno è già avvenuto. Tanto sono maschio e non so di che parlo.
Effetto del follicolo
La battuta sul follicolo produce:
– sensazione di fuori asse
– interruzione del flusso emotivo
– sono nel posto sbagliato
– aumento della distanza
Il soggetto refertante registra che poi tutto peggiora.
Non subito. Progressivamente.
Anamnesi recente ricostruita
Frequenza di incontri precedenti con lei: quotidiana.
Modalità: caffè, chiacchiere, fotografie.
Esposizione pubblica: nulla.
Scelta condivisa o subita: non determinabile.
Lei parla. Racconta. Io ascolto.
Archivio troppo.
Lei usa soprannomi. Io li accolgo. Io uso amore.
Non dovrei.
Osservazioni su di lei
Lei ha molte foto di lei.
Molte persone attorno a lei.
Molti riferimenti per lei.
Un centro stabile, lei.
Lei sembra naturale mentre è osservata.
Io no.
Lei ride. Io conto.
Sintomi progressivi del soggetto refertante
– sudorazione delle mani
– bisogno di chiarire prima di agire
– paura delle foto profilo di lei
– paura dei cambi repentini con lei
– paura di non reggere il sistema attorno a lei
Comparsa di pensiero ossessivo:
non abbastanza.
Evento verbale disfunzionale
Il soggetto refertante formula una teoria.
La formula come spiegazione.
A difesa.
“Per stare con una Antidiva servono qualitativamente e quantitativamente gli stessi attributi che servono a stare con una star.”
Lei ascolta. Lei alza le spalle. Lei sorride poco.
Il soggetto refertante aggiunge:
“E io non li ho.”
La frase viene detta tutta insieme. Non è una richiesta di aiuto.
Chiusura.
Reazione dell’altro soggetto
Lei dice che vorrebbe restare sola.
Lo dice con calma. Non litiga. Non ride.
Il soggetto refertante registra il proprio silenzio.
Eventi successivi censiti
Camminata di ritorno più lunga.
Canto in automobile a volume eccessivo mentre lui torna solo a casa da casa di lei.
Sensazione iniziale di correttezza. Successiva ricomparsa del dubbio.
Evento secondario (controra)
Lei ricompare alle 15:12 di alcuni giorni dopo. A casa di lui.
Non attesa.
Motivo dichiarato: restituzione di oggetto non utile da lui dimenticato a casa di lei.
Durata prevista: quindici minuti.
Ambiente: corridoio buio di casa di lui.
Parquet.
Spazio non idoneo.
Avviene contatto.
Sessuale completo e non protetto.
Non discusso. Non preparato.
Subìto.
Lei se ne va velocemente.
Dice solo tre parole sorridendo.
“Ci faremo sentire.”
Il soggetto refertante resta fermo. Riabbottona.
Capisce dopo che ha paura.
Anche delle parole completo e non protetto.
Evento terziario (progettazione)
Lei propone a telefono un preciso futuro minimo.
Intrufolarsi non invitata in casa di lui.
Portare due iPod carichi con playlist divergenti.
Ballare separati ciascuno con proprie cuffiette e ciascuno con propria musica.
Musica diversa. Regole chiare.
Bacio minimo eventuale dopo.
Cuscini separati per il dormire nelle due notti in cui dormirà da lui.
Lei parla molto.
Io annuisco troppo.
Vengono introdotte festività.
Il futuro minimo deve aspettare.
Rinvii. Attese.
Quanto proposto dovrà avvenire dopo Natale. Dopo tre settimane e due giorni dalla telefonata in cui propone.
Stato attuale
Lei continua a essere presente nel pensiero.
Io continuo a chiamarla amore.
Anche quando non c’è.
Il follicolo destro resta il punto di svolta.
Da lì in poi niente torna lineare.
Scrivo due giorni prima che termini il conto alla rovescia per la proposta di lei.
Lei ha confermato che il piano diventerà operativo tra 47 ore e 28 minuti.
Lei ama essere puntuale, soprattutto quando non attesa o invitata – dice.
Diagnosi
Spaiamento affettivo con sovra-interpretazione.
Desiderio attivato da dichiarazione velata.
Rinuncia praticata per eccesso di spiegazione.
Prognosi
Il soggetto refertante continuerà a rivedere la frase iniziale.
La frase sul follicolo.
La teoria sugli attributi.
Non sa se desidera rivedere lei.
Non è previsto miglioramento rapido.
Solo archiviazione lenta.
Nota finale
Questo referto non serve a capire lei.
Serve a certificare me.
Il fascicolo resta aperto.
Lei probabilmente no.
***
Romualdo Mesecorto ha trentotto anni e da sempre vaga dentro storie sentimentali che non sono mai del tutto lineari. Non perché esplodano, ma perché inciampano. Urti piccoli, mai drammatici, che lui però assolutizza con la vita, come se ogni volta fosse definitivo.
Cammina molto, soprattutto con un anziano maltese che non è suo ma che ormai lo accompagna ovunque, lento, testardo, sempre sugli stessi marciapiedi.
Fa l’OSS, una professione a bassa intensità solo in apparenza, perché certi corpi e certe fragilità restano addosso anche dopo il turno.
Colleziona Playmobil, soprattutto quelli vecchi, perché gli piace che ogni cosa abbia un posto e una funzione chiara.
Colleziona anche profumi anni Ottanta, troppo forti, troppo finti, che usa a casa per sentire l’odore di un tempo che prometteva altro.
Ha pubblicato un solo libro, Registro delle mie reazioni quando guardo la pubblicità, perché anche lì, davanti a uno spot, continua a sentire che qualcuno gli sta parlando senza sapere bene come.
