Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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NOTA PER GLI ABBONATI

Esercizi pratici di scrittura immersiva applicata

Questa newsletter esiste per un motivo semplice: la maggior parte dei consigli di scrittura non funziona mai davvero in ambienti protetti. Aule, workshop, gruppi di lettura. Luoghi dove l’errore viene spiegato, giustificato, assorbito. E noi, qui, preferiamo esercizi che non concedano scuse.

Ogni tanto proponiamo pratiche senza consenso che non possono essere simulate. Test che non passano dalla pagina, ma lì tornano. Con prove concrete. Questo è uno di quelli. Non è obbligatorio. Soprattutto non ha alcuna pretesa di apparirti morale. E non è pensato per essere discusso; certo non da te. Serve solo a verificare se la voce che credi di avere regge quando nessuno sa che sei tu quello che sta scrivendo.

Se non ti interessa misurarti, puoi saltare questo numero. Se continui, sappi questo: l’esercizio funziona soprattutto se mette a disagio.
Soprattutto allora.


CAPITOLO OPERATIVO

Scrivere come una donna e convincere tutti che sia vero
(verifica empirica di credibilità)

Questo non è un esercizio di stile; chiamala prova sul campo. Serve agli uomini che scrivono e vogliono capire se quella che chiamano “voce femminile” è davvero tale o è solo una variazione abbastanza sterile e fastidiosa del proprio narcisismo, declinata con pronomi diversi.
Se sei donna, non funzionerà al contrario.
Se sei donna, non è difficile scrivere da maschio.
Basta effettuare un downgrade della tua versione attuale e cimentarti.
Di solito funziona.

Il metodo è semplice. Proprio per questo fallisce spesso. L’obiettivo non è imitare una donna, né costruire una caricatura funzionante.
L’obiettivo è passare da donna.
Restare credibili abbastanza a lungo da non essere messi in discussione.
Potresti addirittura cominciare a chiederti se la parte femminile del tuo io complesso non sia preponderante. Tranquillo, capita a tutti. E se hai problemi con l’idea stessa di gender come luogo sindacabile, ti consiglio di non ragionare con te stesso di sperimentazioni sul campo: i due campi sono divergenti, ma non te lo dicono.
Torniamo all’esercizio.
Se ci riesci, scrivi meglio.
Se non ci riesci, stavi solo parlando da solo.

Per prima cosa, scegli un’identità che non chieda all’altro attenzione.
Un nick normale, un’età che tu possa abitare senza inciampare, un contesto coerente.
Evita le incongruenze grossolane come menopausa sotto i cinquanta, feste da cheerleader sopra i trenta, qualunque riferimento sotto i diciotto se non vuoi scoprire quanto velocemente la scrittura diventi prova a tuo carico.
L’identità deve reggere nel tempo, non serve brilli nel primo messaggio.

Dove essere quella donna?
Chat online.
Meglio se per adulti, meglio se esplicitamente a contenuto pornografico.
Non perché il sesso sia il punto, ma perché lì nessuno è paziente.
Nessuno ti aiuta a sembrare credibile.
Se restano, è perché qualcosa funziona.
Ti sto chiedendo di fingerti donna in una chat porno?
Esatto.

Arrivaci con una storia, però.
Non una scusa, una storia.
La noia non è mai un’ottima scusa: è pigra e si sente.
Serve un contesto narrativo che continui a produrre senso.
Suggerimento: la storia non deve essere dannatamente semplice né eccessivamente complessa. Una storia troppo piatta annoia. Una troppo articolata intimorisce. E molti uomini tendono a liquidare in fretta le donne che li fanno sentire stupidi. Non perché lo siano per forza; banalmente il disagio cognitivo viene scambiato in autotutela per falsità.

La storia deve essere abbastanza densa da sembrare vissuta. Anche porosa, però: da lasciare spazio all’altro. Devi poterla raccontare a pezzi, senza spiegare tutto. Stimolando implicitamente domande altrui che ti obblighino anche a improvvisare.
Se l’interlocutore resta, fa domande, ritorna, forse non sta cercando sesso. Sta seguendo una voce.
Questo è il primo segnale che stai scrivendo bene.

All’inizio, se ci riesci, tieni lontano il sesso. Più di quanto credi necessario. L’urgenza sessuale precoce è una firma fin troppo maschile. La trattenuta, invece, crea ascolto.
Dove c’è ascolto, c’è testo. Dove c’è testo, c’è verifica.

Se restano nonostante l’assenza di escalation, stai costruendo autorità narrativa. E forse anche aspettative differenti dalla narrativa e molto più legate a parole come sentimento, incontro, futuro, ma questo non è un tuo problema.

Gli scivolamenti arriveranno comunque.
Il sexting non sarà mai un’eccezione, ma una fase sempre proposta dall’interlocutore.

Quando ci arrivi, la regola è una sola: non cambiare firma.
Il comportamento erotico deve essere congruo alla storia che hai raccontato prima. Il patto di incredulità funziona nella fiction dichiarata, non quando si entra in camera da letto. Lì le incongruenze vengono punite, di solito. E mai in modo piacevole per uno che sia in una chat erotica solo per imparare a scrivere.
Sappilo, comunque: se diventi improvvisamente qualcun’altra, crolla tutto.

La qualità delle risposte che ricevi è il tuo metro di giudizio.
Più sei credibile, più l’altro diventa diretto, sbilanciato, talvolta volgare. Non è faccenda morale, è un dato.
Eventuali messaggi o sedimenti corporei, eccessivi, perfino documentati, non vanno interpretati come successo personale. E nemmeno come richiesta di contatto personale.
Chiamali feedback sul testo. Vivilo come prova che la voce regge.

Che dall’altra parte si generino aspettative, ricordalo bene, non è rilevante. Qui non stai coltivando relazioni.
Stai testando una competenza.
Scrivere bene è il fine superiore.
Pentirsi, un lusso che non vuoi permetterti.

Alla fine, confessa.
Una frase secca. Nessuna spiegazione.

Scusa, sono un uomo.”

Se la risposta è incredula, ostile, respingente.
Se ti dicono che non è possibile.
Se non ti credono.

Allora sei pronto.
Puoi scrivere da donna.

***

Se hai fatto l’esercizio, non spiegare.
Non giustificarti.
Non raccontare il contesto.

Scrivi nei commenti solo questo: cosa è successo quando ti hanno creduto o quando non ti hanno creduto. Una frase basta. Non vogliamo la storia, ma l’effetto collaterale. La voce reggeva o la voce si è spezzata: tutto qui.

***

Marcus Paladino

Nato nel 1976, Marcus Paladino scrive narrativa da quando ha capito che il problema non era cosa raccontare, ma quanto il lettore fosse disposto a sopportare. Vive tra Europa e Stati Uniti, spostandosi abbastanza spesso da non dover spiegare perché non resti mai fermo troppo a lungo.

Autore di diversi bestseller internazionali, tra cui Corpi che non tornanoIl rumore delle mascelle e Quello che succede quando smetti di fingere, tradotti in oltre venti lingue. I suoi libri sono noti più per le immagini che disturbano che per le trame che le contengono.

Oltre a vivere di diritti d’autore, Paladino tiene corsi di scrittura intensivi che gli studenti descrivono come un incrocio raramente sostenibile tra un Survivor particolarmente umiliante e un’esperienza di autocoscienza senza filtri né zone sicure.
La scrittura non serva a esprimersi – dice lui – ma a esporsi.

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10 risposte

  1. Avatar Marco Delrio

    Da provare.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Ci farai sapere

  2. Avatar gattapazza

    Ci proverò quando inviterai a scrivere da uomo.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Cara amica, scrivere da uomo per una donna è facile e immediato, non servono esercizi. Marcus sostiene che un semplice downgrade della tua versione attuale vada più che bene. Non sporcare troppo i concetti, banalmente semplificali.

      1. Avatar gattapazza

        In effetti dovrebbe essere più semplice hai ragione ci ho riflettuto 🙂

      2. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        visto?

  3. Avatar guido arci camalli "hurriya"

    Grazie mille per il consiglio

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Poi facci sapere com’è andata!

  4. […] Frequentate inizialmente per un obiettivo che ben conoscete: imparare a scrivere “da donna”. E sì, esercizio riuscito. Pare anche bene, a giudicare da quanto risultassi credibile come leggerete dopo. Solo che nessuno ti prepara alla fatica, quando ti dicono vai, scrivi da donna. […]

  5. […] Non con il mio nome, ovviamente. Con un’identità alternativa che tuti voi conoscete perfettamente: Casalinga44, provincia Pavia, per dare alla menzogna una struttura amministrativa credibile e congrua con la narrativa della mia vita. Anche perchè, andiamo, torna utile anche ad un certo esercizio. […]

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