Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Impulso di scrittura giornaliero
In quali attività ti perdi?

Allora. Il prompt dice: in quale attività spesso ti perdi.

E io potrei dire cose rispettabili tipo leggere un libro russo con la faccia seria, oppure guardare le nuvole come facevano i santi, oppure fare stretching dell’anima. Che sono le cose a forma di pene che ho chiesto di elencarmi allo stupido artificiale alla voce “Cose che fanno quelli che vogliono farsi credere intellettualmente fighi come passatempo, ma scritti con lo stile di Elena Ferrante”.

Invece mi perdo in una cosa molto più cretina e anche un poco scientifica.

Io per rilassarmi guardo film porno vintage tedeschi doppiati in italiano ma con i sottotitoli in tedesco.
E già qui uno dice ma perché? Oltre all’evidente cit. di Villaggio.
Ma bisogna andare piano: ci arriviamo.
Perchè oggi voglio fare cose fighe.

Prima devo dire una parola che adesso lascio qui come quando nei film si vede qualcuno che sotterra una pistola nel giardino e tutti sanno che prima o poi qualcuno la dissotterrerà.
Io sto seppellendo la pistola di Cechov.
La pistola si chiama Trimone.
Non la spiego subito. La seppellisco qui sotto terra nel testo.
Voi sapete che esiste.
Io so che esiste.
A un certo punto tornerà.
E forse sparerà.

Detto questo torniamo al motivo scientifico per cui io guardo questi film.
Non lo faccio per fare cose vietate secondo l’articolo 6 della Costituzione di Mosè edizione Bignami, tipo come disse un vero Apostolo che ha scritto un Vangelo bellissimo che si chiama La Buona Novella, cioè Fabrizio De André, quando diceva più o meno: “cioè non disperdere il seme, feconda una donna ogni volta che l’ami così sarai uomo di fede”.
Il problema è che io una donna ce l’ho ed è mia moglie e le voglio anche bene ma se applico alla lettera il Vangelo secondo De André la matematica familiare diventa complicata perché dopo una certa età di padri e madri 1+1 in termini di figli non fa 2 ma fa 11, che è un numero che contiene mutui, psicologi, mense scolastiche e discussioni sull’uso del motorino e dei preservativi per non fare figli e dei telefonini che non sono cinema porno nel cesso.
Quindi io per senso di responsabilità reprimo.
Reprimo con disciplina.

E per rilassarmi senza disperdere il seme faccio questa cosa inutile ma bellissima che è guardare film porno tedeschi vecchi, doppiati in italiano ma sottotitolati in tedesco, perché sto verificando una teoria linguistica sugli uomini.
E sto vedendo uomini che disperdono il seme senza paura di Mosè.
Gli uomini sono strani.
Io lo dico con cognizione perché come sapete appartengo alla categoria.
Gli uomini quando arrivano al momento in cui stanno chiaramente arrivando — e si vede, è evidente come un semaforo rosso o come un motorino nelle vetrine dopo una bestemmia (cit.) — sentono il bisogno di annunciarlo.
Non basta che succeda.
Lo devono dire!
Lo devono dichiarare come se stessero leggendo il bollettino meteo del loro corpo.

E nei porno tedeschi doppiati in italiano ma con sottotitoli in tedesco succede una cosa bellissima: il doppiaggio italiano dice varie cose confuse e sporchissime tipo “adesso vedi che succede brutta maiala che sei!” ma il sottotitolo tedesco è sempre lo stesso.
Sempre.
Una parola sola.

Spritz!
Col punto esclamativo.
Come al bancone.

E lì tu capisci che la storia europea è un grande cerchio.
Perché lo spritz che bevi all’aperitivo arriva da quelle parti lì, zona austro-germanica, che noi chiamiamo Alto Adige facendo gli italiani fieri mentre la geografia ride sotto i baffi.
Ma è Sud Tirolo e basta.
E da lì arrivano pure campioni di sport della neve e campioni del tennis che si vede lontano un miglio — anzi per la precisione 6515 cazzi di Rocco Siffredi e mezzo — unità di misura complessa ottenuta trasformando il miglio in metri e dividendo per 24,7 che è, a quanto pare, la misura dell’attrezzo professionale di Rocco a pieno regime.
E spritzen in tedesco significa spruzzare.
Fare uno spruzzo.
Uno schizzo.

E lo Spritz come cocktail si chiama così perché dentro ci metti proprio uno spruzzo di acqua frizzante o soda dal sifone, giusto per allungare.

Quindi io sono lì che guardo questi film e mi chiedo perché il maschio umano sente il bisogno di spiegare ciò che è già perfettamente visibile.
Il contrario della grande regola narrativa che è show don’t tell.

Nel porno invece è tutto tell tell tell, spiegone continuo. Come se l’umanità avesse paura del silenzio e dovesse commentare la propria stessa evidenza.

E questa cosa mi rilassa molto perché mentre succede io penso alla linguistica, alla geografia dell’aperitivo, alla storia dell’impero austro-ungarico e a Rocco Siffredi che in termini di distanza visiva è una unità di misura molto precisa per capire quando uno non è davvero italiano anche se gioca a tennis sotto la bandiera italiana.

E mentre penso a tutto questo mi ricordo della pistola sotterrata.

Trimone.

Trimone è una parola barese che non c’entra niente con Germania, cocktail internazionali e Jannick Sinner.
Come “Sinner e Pasta Voiello n’azzecca proprio nu cazz signò!”

Significa la masturbazione, il trimone. La sega.
Il gesto supplente.
La soluzione di riserva quando la vita non ti mette davanti le cose belle ma ti lascia un piano B un po’ triste e un po’ buffo.
Quello che io non mi faccio guardando il porno perchè voglio solo verificare questa storia dello spritz, dell’infodump e dell’oscena banalità dell’uomo e della sua storia sul pianeta, quella raccontata.
Ed è una parola che sembra italianissima, trimone, ma in realtà arriva quasi pari pari dal francese autrement, cioè “altrimenti”.
Fare altrimenti.
Fare da soli.
Risolvere la questione con un piccolo gesto di autosufficienza.

Ed è per questo che quando guardo quei film tedeschi doppiati in italiano e sottotitolati in tedesco io non sto facendo niente di proibito, sto facendo una ricerca antropologica sull’essere umano che annuncia le cose che sono già successe.
E lo fa chiedendo un aperitivo nel momento stesso in cui produce quello che per le colleghe del et sembra un aperitivo.
Ed è anche un modo infantile e un po’ stupido di stare nel mondo, come quando uno gira in tondo dentro una ruota colorata pensando di andare da qualche parte e invece è sempre nello stesso punto.
Però dentro quella ruota uno respira, pensa, ride un poco della propria specie. E ogni tanto si ricorda che sotto terra nel giardino del testo c’è ancora quella pistola che si chiama Trimone.
E che la letteratura funziona così: prima o poi qualcuno scava.
E quando scava, di solito, qualcosa parte.
Forse uno sparo.
Forse una sega.
Forse solo una risata.

Ma intanto il mondo continua a girare come se niente fosse successo.
E anche noi, dentro.
Sì, se avete letto, avete girato in una ruota.
E io, almeno un poco, sono stato bravino a tenervi qui.

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19 risposte

  1. Avatar La Manu

    Questa è la miglior supercazzo(la) con o senza spritz di sempre… Fottuto genio del male 😉

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Ma no, non è una supercazzola. è l’etimologia del nome di un cocktail e dell’aka di sega come offesa – di solito diminuita per dividendi di due ossia “mezza”

      1. Avatar La Manu

        Offesa … Ti pare che nn conosca lo spritz?! Stasera mi pavoneggio con amici illustrandone pure i vari usi e consumi… Giuro che ti pago la proprietà intellettuale

      2. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        Tu puoi!

  2. Avatar guido arci camalli "hurriya"

    Hai ragione…😉 Cmq anche nei bar chiudono un occhio… almeno qui si

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Meglio chiuderlo, anche chiuderli entrambi, se davanti qualcuno schizza o spruzza certe robe.

  3. Avatar @desire760

    I cocktail a casa vanno bene, ma con poche gocce di alcool mentre fuori dovrebbero essere vietati perché ci sono casi che li inquinano con altri intrugli che fanno perdere disinibizione e controllo.Poi girano certe sostanze ( chiamate sostanze dello stupro)
    Sono quei casi in cui anche il cocktail è letale come conclusione.Mai consumato un cocktail, una volta però avevo circa 5 anni e mi sono attaccata al beccuccio della botte a casa della vicina che mi aveva in affido per averne cura e non ho potuto quantificare quanto ne abbia bevuto, ma ho vomitato tanto e sono stata malissimo. 🙋🏻👍🏻

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Eh ma qui si parla di altro…
      Mannaggia agli affidatari!

  4. Avatar @desire760

    Non ero in affido , solo temporaneamente ,un paio di giorni… Avevo una nonna e una zia , ma si facevano i c@**i propri.

  5. Avatar gattapazza

    Io sta cosa dello spritz me la rivendo al
    prossimo aperitivo🤣 farò un figurone.
    Sei un mito!!!

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Anche tu puoi. Siete in due.
      Sto acquisendo una evidente egemonia culturale.

      1. Avatar gattapazza

        Giuro ho consumato tre fazzoletti per raccontarlo a mio marito non ci riuscivo per le risate e le lacrime!
        Domani abbiamo un aperitivo davvero.
        Ma lo dovrò dire prima che lo
        portino o sputeranno tutti gli Spritz.
        Aaaaahhhhhhhh!!!!

      2. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        Forse dirlo dopo è più creativo, però!

      3. Avatar gattapazza

        Lo dico dopo che hanno anche mangiato l’olivetta non vorrei dover fare la manovra anti soffocamento!

      4. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        cosa buona e giusta!

      5. Avatar gattapazza

        Sì, anche perché finire al P.S. è crudele.

  6. Avatar unallegropessimista

    Più che bravo

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Più che gentile

  7. […] conclusione in inglese è END) è lieta. Happy ending. Lo spruzzo, che i tedeschi chiamano Spritz (se non ci credete aprite su xhamster un qualsiasi porno tedesco e chiedete la generazione dei sottot…) E in tutto questo, l’altro — l’essere umano che non doveva essere mezzo — diventa […]

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