Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Impulso di scrittura giornaliero
Credi nel fato/destino?

1. Le coincidenze straordinarie, ovvero: l’analfabetismo statistico che si mette il mantello del supereroe col buttplug e la coda pelosa e fucsia del gatto.
Le coincidenze non dimostrano il destino.
Dimostrano che non sai fare due conti, BESTIA – che il Piccolo Galateo per le Elementari (Chiavarino, 1938, Edizioni SEI Libro) dice che è una superparolaccia da non usare mai, nemmeno con i sottoposti, soprattutto se accoppiata a pezzo d’asino o animale – ma in quel libro non sono insite e quindi consentite parolacce peggiori tipo Grandissimo cornuto, Figlio di marciapiede, invertito, comunista, latrina. Il Destino non è occultismo. Non è spiritualità. Non è “sincronicità junghiana”, che già detta così sembra una malattia di quelli che fanno le zozzerie a pagamento e senza barriere di gomma. Si chiama solo probabilità.
Quella roba che doveva stare tra le tabelline e il congiuntivo e che tu hai saltato perché “tanto nella vita non serve e quelli che studiano li bullizzo; tanto mi laureo all’università della strada e della vita”.

Negli ultimi anni è pieno di gente che vede “segni”. Stranamente coincide con il fatto che nessuno sa più distinguere un evento raro da un miracolo. Un Miracolo vero, non il miracolo minuscolo che secondo il filosofo Massimo Troisi sarebbe un evento bello, difficile, che porta gioia in famiglia, ma che, vabbè, dai ogni tanto comunque agli sfortunati può capitare e quelli dicono, “uah, che miracolo”.

Se non capisci come funzionano gli eventi rari, inizi a vedere intenzione ovunque. Lo stesso cervello che porta uno a rovinarsi alle slot.
Il banco vince. Sempre. Non perché lo vuole il destino.
Perchè serve all’Erario.
Perché è costruito così ed è più comodo e indolore di combattere l’evasione fiscale. Eppure c’è chi si gioca la pensione, la macchina, la casa — e metaforicamente (?) pure il sedere della moglie — convinto che l’universo prima o poi debba “riequilibrare”.
Non riequilibra niente.
Non ti deve niente.
Soprattutto lo Stato.
Soprattutto io che pago le tasse anche per gli evasori fiscali.

E qui entra il proverbio da bar: “fortunato nel gioco, sfortunato in amore” e viceversa. Non è poesia, BESTIA. Si tratta appena di un tentativo proto-antropologico di dire a una BESTIA illetterata come te una cosa semplicissima: non puoi essere l’eccezione statistica su tutto.
E ha duecento anni perchè prima mica esisteva la scuola dell’obbligo quando è stato inventato e certe cose a un povero stronzo – meglio, così sono in regola col Piccolo Galateo – bisognava spiegarle facili per provare a non farlo finire in malora.
Non puoi vincere alla lotteria, trovare l’anima gemella, scampare a ogni incidente e avere sempre la combinazione miracolosa.
Non funziona così.
Se pensi che tutte le coincidenze improbabili convergano su di te, non hai scoperto il destino. Abbiamo scoperto che hai un problema profondo di troppo spazio immotivato tra le orecchie.

2. Profezie, centurie, lunari, oroscopi e guru delle cripto ovvero: l’arte di raccontartela dopo.
Ma è destino, eh!
Le quartine di Nostradamus funzionano perché sono fatte per funzionare sempre. Non predicono. Assorbono.
Il giovane leone contro il vecchio? Perfetto per un re del 1500. Perfetto per un politico di oggi. Perfetto per un generale morto. Perfetto per un incidente in macchina.
“Hister”? Hitler – o Hipster.
Peccato fosse il Danubio.
Ma dettagli, dai.
“Re del terrore nel 1999”? Fine del mondo.
Poi non succede niente.
Allora eclissi. Allora guerra. Allora 11 settembre retroattivo.

Quando la previsione non funziona, non la butti. La pieghi.
Lo stesso meccanismo dell’oroscopo che leggi mentre ti lavi il culo, se sai cos’è un bidet. “Giornata complicata.” E tu parti già vittima cosmica mode ON. Il capo ti palpa il culo? Urano dietro Venere, proprio dietro, a farle robe. Prendi una multa? Mercurio tra i piedi a Giove.
Coda quando sei in ritardo? Quel figlio di puttana dello scorpione!
Senza considerare che sei in ritardo da quando avevi quindici anni, che guidi come uno che pensa di essere immortale e che il capo è sempre stato un viscido. Non è destino.
Sei tu che filtri tutto per far tornare la storia.
Poi muori dopo una serie di incidenti scampati e dici: Vabbè, avevo finito le vite, le palle, e pure le continue.
E oggi non ci sono solo Nostradamus e i lunari medievali.
Ci sono i guru del bitcoin. Quelli che oggi ti spiegano con aria di quelli che ne sanno perché ieri il mercato è sceso. E domani ti spiegano perché oggi è salito. E nel frattempo alludono a “movimenti già previsti”, a “segnali evidenti”, a “pattern che solo chi studia vede”.
Che cazzo ci vuole a spiegare il movimento di ieri oggi?
Domani ti diranno che oggi il Bitcoin è sceso perchè ieri hanno ammazzato Khamenei. Lo sa fare pure mio figlio, che peraltro non ha nemmeno fatto mai in turbopascal if-than-else e non ne avrà bagno perchè non si programma più così.
Gli spieghi facile a mio figlio: tesoro di papà, fuori stanno tanti poveri imbecilli, divertiti. E lui capisce che se le cose vanno male oggi, domani deve fare un video e prima deve chiedere a catgut cosa dire nel video, ossia quali cose bruttissime su scala planetaria sono successe ieri. Possibilmente non troppo mainstream così il complotto è più credibile
Lui monetizza visualizzazioni, tu che guardi credi di essere un genio e vendi pensando di essere l’unico genio, tutti vendono, tu vedi che scende ancora come sicuramente mio figlio aveva spiegato e BAM – cazzo è un genio, cazzo era destino che io dovessi ascoltare quel bambino geniale delle cripto…È
Come fare il meteorologo dopo il temporale. “Ve l’avevo detto.”
Certo. Dopo.
Dopo che hai buttato 12500 euro in Luna perchè, “To the Moon!” significherà qualcosa.
Funziona sempre così: evento vago, interpretazione postuma, pubblico BESTIA e credulone. Non è profezia. Si chiama narrativa retroattiva venduta a chi ha bisogno di sentirsi dentro un disegno.
Dante Alighieri almeno lo faceva consapevolmente. La gente come te la premeva all’inferno, coi venditori di almanacchi per dar loro qualcosa di cui continuare a campare.
Scriveva un poema allegorico. Un fantasy teologico gigantesco.
Lì ci sta il fuoco eterno, le gerarchie celesti, le punizioni, mica il Destino. Provava a spiegarti certe punizioni per quelli che credono nel Destino. Quelle che meriteresti.
Se un testo vale per: un re del Cinquecento, un dittatore del Novecento, un attentato del Duemila, una candela rossa su Binance, tuo cugino che si sputtana la casa a carte, non è una previsione. Si chiama contenitore della merenda del giorno dopo.

3. “Capita sempre a me” ovvero: il destino come rollstick per l’ego.
Adesso la parte che ti dà fastidio.
Sì, lo so.
Se in ogni posto trovi incapaci, traditori, manipolatori e pazzi, c’è una variabile che non cambia mai e però tu non vuoi mai guardare bene.
Tu.
Se l’intera razza umana ti sembra difettosa, forse il difetto non è distribuito su miliardi di persone. Forse è concentrato. Su di te. Ma no. Meglio dire: “Questo è destino. Sono destinato a incontrare sempre pazzi, ad avere una vita grama.”
Meglio dire: il mondo è pazzo, ce l’ha con me, tutti sono disfunzionali. Millenaristi rivolti verso sé stessi.
Vivono l’apocalisse come persecuzione personale.
Però, una cosa buona l’hanno fatta: hanno fatto scolpire i soffioni delle Cattedrali gotiche come mostri trionfali e con un sacco di pene enorme per incutere il dovuto e giusto timore verso quello che non ti spieghi. E io ora c’ho la collezione di cartoline dei soffioni e voi no.
Tranquillo: non sei tu che generi attriti. Si tratta solo del cosmo che ti mette alla prova.
Non sei tu che ripeti relazioni tossiche perchè a questo sei destinato. Non è uno schema scritto. BESTIA, poveraccio/a. Guarda che è che non metti mai in discussione te stesso e quanto sei malamente guasto e difettato e senza garanzia del produttore, cioè tuo padre e tua madre, gli stessi che non ti hanno preso a palate quando a scuola andavi a cazzo.
E ancora oggi chiami quella ripetizione “destino”.

4. La fisica non è il tuo oroscopo 7.4
E adesso arriva la ciliegina.
Quelli che tirano fuori la scienza come se fosse un santino. “La fisica dimostra che è tutto scritto nel Destino.”
Ma dove?!
La fisica descrive cause. Non organizza il tuo appuntamento al sushi.
Un fisico vero — uno come Michio Kaku e non come il nostro Nobel Parisi che si è messo in un casino planetario sui social per quella faccenda della pasta — usa le equazioni per spiegarti quanto sei irrilevante su scala cosmica.
Non per dirti che l’universo stava orchestrando il tuo colpo di fulmine o che il cotechino lesso si fa così.
Ma è più comodo dire “era destino”.
Così non ti prendi colpe.
Non per quello che distruggi.
Non per quello che sbagli.
Non per le conseguenze delle tue scelte assolutamente improvvide per il posto dove stiamo e per i tuoi vicini di casa.
Non serve misticismo. Serve disciplina mentale.
E quella, lo so, è meno sexy di una profezia.

Il destino è una favola per adulti che non vogliono crescere. Molto più facile credere che tutto sia scritto che accettare che molto è casuale e il resto dipende da te.
Ci vorrebbe un campo di rieducazione BDSM gestito da Michio Kaku che ti spiega, con gli shibari fatti di filo spinato e lamette da barba come funzionano i video porno in cui tu pensi che una donna sia legata e stia sostenendo dolori e patimenti incredibili, ma è solo un gioco di corde e fisica e lei è una ottima screaming Queen – ma su questo giuro che un giorno ci torniamo.
Ci vorrebbe quello per cominciare a spiegarti la fisica quantistica.

Se questa cosa ti irrita, questa roba che l’universo intero ha leggi solidissime ma basate su una profonda e finissima casualità che ha fatto sì che per il verificarsi concatenato di tutta una serie di piccole variabili c’è stato il botto universale e alla fine siamo usciti fuori noi, nell’ultimo quarto d’ora del pianeta… non è destino. È

Ti stai solo riconoscendo per il poveraccio che sei.
BESTIA!

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5 risposte

  1. Avatar unallegropessimista

    Tutto è destino, fatalità, caso chiamalo come vuoi . Noi possiamo poco o nulla. Prima lo capiamo e meglio.
    è. La differenza la fa nostra reazione agli avvenimenti che capitano addosso.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Questo è il pensiero che massimamente rifiuto.
      Se tutto è scritto, non è solo scritto come una cosa ti arriverà addosso, ma anche come reagirai.
      Perchè se così non fosse, se ogni tua azione facesse la differenza, ogni giorno il destino cambierebbe, quindi non sarebbe più tale.
      Logica.

  2. Avatar MalavenaEdizioni

    Da incorniciare ! L’antropocentrismo e l’egotismo sclerotizzato su dinamiche psicopatiche e new age hanno fatto piu danni del napalm.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      E chi cita il napalm qui ha un posto in prima fila!

  3. Avatar guido arci camalli "hurriya"

    Grazie mille molto interessante

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