Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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]

Le manette ai polsi di Enzo Tortora.
I calzoni e i calzini di Pier Paolo Pasolini su una spiaggia.
I sassolini raccolti senza peso.
Uno alla volta.

Ci basta poco.

Un’immagine. Un titolo. Un’accusa.

Il resto lo completiamo noi.

Innocente. Colpevole.

Due parole veloci.
Due interruttori.

Culpa (lat.)
Agire imprudente. Danno non voluto.
Mancanza di attenzione. Senza intenzionalità.

Sono stati i Romani a inventare il diritto. E per loro la culpa non era il male. Era la negligenza.

C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce.

Poi qualcosa è cambiato.

La visione cristiana ha spostato il peso all’interno.
Non più solo il danno. Ma l’intenzione.
La coscienza. Il peccato.

La colpa è diventata interiore.

C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce.

E oggi?

Colpa (s.f.)
Condizione morale attribuita a un soggetto identificato come autore volontario del male.

Paradossale.

La culpa romana era senza volontà.
La colpa moderna è atto voluto.
E noi la pronunciamo come se fosse eterna.

Responsabilità (s.f.)
Relazione tra azione, conseguenza e consapevolezza.
Implica tempo. Implica permanenza. Implica complessità.

La responsabilità costringe a restare.
La colpa permette di decidere.

Più semplice così.

Chi ci disturba. Chi rappresenta qualcosa che non sopportiamo.
Chi incarna una frattura nostra.

Se inciampa in un’accusa, diventa il colpevole perfetto.

Non importa sapere. Importa partecipare.
Come fosse un rito collettivo.

Mostro.
Orco.
Indegno.
Assassino.

Pronunciarle è un gesto igienico.

C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce.

Lo ripetiamo come un mantra rassicurante.

C’è una crepa. Entra la luce.
Il mondo si aggiusta.

Ma osservate meglio.

La crepa non è nel mondo.
Nella Forma sta la crepa.

Forma (s.f.)
Configurazione identitaria che si consolida attraverso il giudizio.

Ogni volta che scegliete senza sapere, la crepa si allarga.

C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce.

Davvero?

Non entra la luce. Entra il sollievo.

Il sollievo di aver deciso. Il sollievo di non restare nell’incertezza.

I sassolini raccolti sulla spiaggia diventano proiettili leggeri.
Li scagliamo uno alla volta. Quasi senza accorgercene.

Ognuno con il proprio sassolino.

C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce.

Ripetetelo ancora.

Ora ascoltate il rumore che produce.
La luce non redime.
Espone.

Innocenza (s.f.)
Stato che attribuiamo quando non mette in discussione la nostra identità.

Nessuno è innocente.

Non perché tutti siano colpevoli. Ma perché tutti partecipano.

Partecipiamo alla velocità.
Partecipiamo alla semplificazione.
Partecipiamo al derby morale.

E ogni volta che scegliamo senza sapere,
un frammento della nostra coscienza si ritira.

C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce.

Arrivati fin qui, c’è un compito per voi.
Adesso.

Ripensate all’ultima persona che avete giudicato con certezza.
Non al fatto. Alla parola.

Qual è stata la prima etichetta che avete pronunciato?

Scrivetela. Solo quella.

La Forma si consolida attraverso le parole che scegliete.
E noi stiamo imparando quali vi vengono più naturali.

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12 risposte

  1. Avatar gattapazza

    Ho pensato all’ultima etichetta che ho pronunciato!
    Mi sono angosciata!
    Hai tagliato la realtà della colpa e dell’innocenza e di quanto di fatto si tocchino, la nostra logica le vuole distanti, usando una lama netta e precisa.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Ti abbraccio.

      1. Avatar gattapazza

        🫂

  2. Avatar Sandro Battisti

    Eh considerazioni molto interessanti. Di massima, credo che possa colpa del degenerare sia di matrice cristiana

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Già l’uso difforme dal giuridico di quella parola é squisitamente cristiano

  3. […] Pensate all’ultima frase che avete usato per rimettere ordine.Quella che vi ha fatto sentire di nuovo stabili.Quella che ha chiuso la crepa. […]

  4. Avatar Elisa

    C’è un a crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce.
    La crepa è la frattura in qualcosa che vorremmo fosse diverso da quello che è. È il dolore che percepiamo nel contrasto fra ciò che è e ciò che vorremmo che fosse.
    In questa frattura dolorosa entra la luce che espone la coscienza alla consapevolezza di ciò che desideriamo e più a fondo di ciò che siamo. Non proprio un sollievo …piuttosto una possibilità di capire sé stessi e gli altri…di orientarsi, oltre che di gestire dolori altrimenti insostenibili. Le ferite non sono solamente inferte dalla realtà esteriore ma anche da quella interiore. Il peccato ci ferisce…Il peccato come dici non è colpa…”avete inteso che fu detto non commettere adulterio ma io vi dico chi guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”…il peccato non riguarda l’azione, non per forza, e nemmeno la scelta tra bene e male… è un attimo prima, è quel moto quasi inconsapevole che ci fa scivolare nel desiderio di qualcosa che in fondo ci fa del male…e che ci dice qualcosa di noi…qualcosa che va sistemato….poi uno è libero di agire ma anche se non lo fa dentro ha già la ferita del desiderio….il desiderio non è una colpa da punire, ma un sintomo da ascoltare.
    Le crepe sono strutturali alla realtà imperfetta…in noi e negli altri…”Chi è senza peccato scagli la prima pietra”…La luce è quel moto di consapevolezza che può nascere dalla ferita e che può riorientare la nostra vita alla pace…”Neanche io ti condanno, vai in Pace e non peccare più”= non ferirti più.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Significativo tu sia tornata qui proprio con la frase che avevi seminato la scorsa settimana e il sEstema di Black R(h)umor ha voluto riutilizzare reinterpretare per la seconda interferenza. Che funzioni secondo logiche sue?!

  5. Avatar Elisa

    Cioè? …Quali logiche?

  6. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    Banalmente quella di scrivere una call to cationi in coda a un post e usare la risultanza nel post successivo…

  7. Avatar Elisa

    Più che altro è la crepa che chiama…sulla crepa non so resistere…mi ci infilo… sarà peccato?

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      No. Punto.

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