Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

[
[
[

Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

]
]
]

Scrivi del tuo approccio alla pianificazione delle spese.

Nota interna redatta alle 3:19 con le gengive che pulsano e il Wi-Fi come unico testimone

Lo so che ti avevo promesso e che mi ero ripromesso di non farlo più, che avevamo stabilito un tetto, una soglia, una parola adulta come “disciplina”, ma non avevamo previsto che la notte gli oggetti si organizzano e ti vengono a cercare. 

Le mail di eBay non arrivano: ti fiutano, ti si siedono sul petto come gatti elettronici e ti sussurrano “solo per te”, “ultimi pezzi”, “chiudi il cerchio”, e non è marketing, è pressione psicologica con layout responsive. 

Poi compare lui, il contatto fidatissimo, feedback solo positivi, spacciatore di fumetti vintage, faccia da diacono della carta stampata, uno che non vende albi ma redenzione. Quattro numeri Marvel, solo quattro, la chiusura di un ciclo laterale che nessuno considera fondamentale ma che per me è rimasto aperto come piaga purulenta. Alle 00:41 ho preso il telefono non per debolezza ma per coerenza archivistica, perché un uomo deve finire ciò che ha iniziato, anche se ha iniziato a tredici anni e ora ne ha molti di più e dovrebbe avere altre priorità. 

Il sistema, sentendo l’odore del sangue, ha suggerito. 

“Corna Vissute”. 

“Supersex”. 

La scritta “trovanumero”. 

Trovanumero non è una funzione, è una bestemmia sussurrata. Vuol dire che manca qualcosa e che tu lo sai. Mi sono alzato dal letto come uno chiamato alla leva, ho aperto l’armadio delle cose che ufficialmente non esistono, ho tirato fuori le collezioni nascoste a mia moglie e a mio figlio come si estraggono prove da una scena del crimine domestico. Mancavano dei numeri! Ho provato gioia, una gioia sporca, infantile, quasi commovente nella sua miseria. 

Il ricordo delle giornate tra amici. E tra pagine appiccicaticce.

E quelle trame scritte da gente anche brava che non faceva compromessi con lo stile e dunque si accomodava a vivere tra una sceneggiatura porno e una battuta per un fotoromanzo supersexy con la carta lucida che ti resta sulle dita. Professionisti dell’enfasi, artigiani del climax, autori capaci di infilare una frase memorabile in mezzo a un amplesso disegnato male. 

Ifix Tchen Tchen gridava lui, soprattutto lui, con quel nome che sembra una posata caduta ma invece è un marchio. 

Ifix Tchen Tchen nel momento del documentato e abbondante orgasmo scritto con gravità quasi liturgica, come se stesse chiudendo un capitolo della storia dell’uomo e non un fotoromanzo dove l’idraulico entra senza citofonare e ne esce illuminato. 

E io lì a difendere quella roba come patrimonio UNESCO dell’eccesso, a raccontarmi che non stavo spendendo ma preservando memoria culturale a bassa reputazione.

Poi AliExpress, che non notifica ma evoca. 

“I pupazzi Lego indispensabili alla chiusura della tua collezione sono di nuovo disponibili.” Indispensabili, la parola che rovina le persone con tendenze completiste. 

Se non li compri oggi, quando, quando sarai finalmente adulto e quindi morto dentro? 

E visto che sotto i cento euro quei pezzi di merda del Governo ladro c’hanno messo la tassa sui pacchi, ho deciso di essere intelligente, di caricare altre cose per evitare l’ingiustizia fiscale: gadget USB per la scrivania, orologi in plastica color radica, altoparlanti molto meno performanti delle casse del pc ma così vintage nel design di plastica color radica, lampadine Edison a filamento LED da 3 Watt che fanno una luce così malinconica che per illuminare una stanza devi trasformarla in una veglia permanente, trenta pezzi, più il cavo con gli allacci in serie perché l’estetica è una cosa seria. 

Mi dicevo che stavo ottimizzando, in realtà dentro quel pacco ci stava tutto un altare elettrico alla mia incapacità di dire basta.

Poi la pagina delle ricerche più frequenti, così, per arrivare a cento e ho scoperto che anche se non era Capodanno la query più cliccata restava ancora “Intimo femminile da vera zoccola”, e io mi sono detto regalo, gesto generoso, investimento nella coppia, due anzi, perché l’amore è anche pianificazione strategica. 

E mentre pianificavo, ho sentito quella porta interna che conosco troppo bene. 

Quel profilo lo apro e lo chiudo da anni, lo cancello con solennità, lo riattivo con la stessa mano. 

Hai capito quale: quello delle cam-girl.

Alle 2:12 ero in bagno, luce al neon, faccia da imputato, mi sono collegato a quel portale, iscrizione rifatta, nome utente riesumato, sempre l’ultima volta. C’era uno sconto, ho caricato 1000 crediti per prudenza, come se la prudenza potesse convivere con l’assurdo. C’erano solo donne annoiate e assonnate e io pure lo ero, ma sempre meglio di connetterti alle 13:28 e c’è lei che ti parla mezza nuda dalla cucina mentre tira il ragù. 

Così ho improvvisato una fantasia ridicola, io consulente attitudinale per le spese e lei spendacciona patologica, una seduta di educazione finanziaria degenerata, ed è finita male, non in modo epico, in modo piccolo, come finiscono le cose che non avrebbero dovuto cominciare e con le parolacce gridate con l’asciugamano del bidet sulla bocca per non far troppo casino.

Alle 3:19 ho chiuso tutto e ho fatto il conto mentale. 

Un crampo leggero, niente di irreparabile. 

Le tasse le pago tutte, un fondo emergenze c’è, se si rompe il frigo non dobbiamo vendere la macchina, non sono un criminale finanziario, sono solo un uomo con deviazioni narrative. 

Potevo avere cinquecento euro in più oggi, è vero, ma la vita non è un foglio Excel e il risparmio non ha trama, non ha climax, non ha Ifix Tchen Tchen che chiude il capitolo con solennità e schizzi pirotecnici. 

Da domani pianifico, da domani controllo, da domani sobrietà, stanotte no, stanotte ero posseduto dai fumetti incompleti, dalle lampadine anemiche, dai Lego indispensabili con addosso’intimo da zoccola, dalla parola “trovanumero”.

E onestamente non mi sento tanto in colpa, perché ogni tanto bisogna essere indulgenti con se stessi, no? 

Al massimo troverò un sistema punitivo, qualcuno che mi addebita l’equivalente in umiliazione finanziaria controllata, un piano di risparmio disciplinato. Un consulente psicoattitudinale per le spese che se lo rifaccio mi fa quello che ho fatto alla signora in cam.

Ma da domani. 

Sempre da domani. 

Stanotte archivio le mail di ricevuta e mi assolvo con interessi.

Morris Ventrella, 37 anni, sposato, un figlio, mutuo regolare e reputazione impeccabile. È Responsabile Risk Management in una società di consulenza finanziaria: di giorno misura il rischio degli altri, di notte ignora il proprio. Guadagna bene, non ostenta, paga tutto, ma non riesce a risparmiare. Non sono grandi eccessi, sono microspese continue, oggetti “necessari”, abbonamenti strategici, dettagli da completare. Non spende: giustifica. Ogni acquisto ha un alibi, ogni clic una narrazione. Se gli chiedono della pornografia dice che è un laterale: non lo eccita guardare, lo eccita spendere. Non ha debiti, solo una perdita costante e spiegabile. Ogni mese promette disciplina. Ogni mese trova un’eccezione. È un uomo serio, appena incrinato.

,
4

4 risposte

  1. Avatar gattapazza

    E’ roba buona ! Si’ roba di quella che poi ti serve un Ser.D( Servizio per le Dipendenze),perdona l’ironia ma leggendo mi è venuto spontaneo il paragone con le dipendenze di qualsiasi tipo.
    Grazie anche alla tua scrittura che a me piace molto, ritmo serrato, che lega un periodo all’altro velocemente e devo farti i doverosi complimenti.

    1. Avatar Domenico Mortellaro
      Domenico Mortellaro

      Tu sei gentilissima davvero

      1. Avatar gattapazza

        🙂Non ho motivi per non dire quello che penso sei molto bravo, scrivi benissimo o almeno a me piace molto.

      2. Avatar Domenico Mortellaro
        Domenico Mortellaro

        Questo mi porta a dirti ancora grazie di cuore!

Rispondi

Scopri di più da quindi, sì, nudo e crudele

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere