Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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Niente produzioni originali.
Solo realtà prelevata.
La montiamo qui.
E resta in primo piano.
Esplicita? Cazzo, che credevi?!

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Impulso di scrittura giornaliero
Qual è la cosa che hai più paura di fare? Cosa ci vorrebbe per convincerti a farlo?

Ho paura delle persone che sui social si mettono il mi piace da sole e lo scrivo qui perché se non lo scrivo poi mi sembra che succede davvero qualcosa, come quando da piccola dovevo dire ad alta voce una parola per non farmi prendere dal buio. Niente mi convincerà mai ad avere a che fare con certe persone. Se ci hai a che fare, loro poi ti conoscono, ti cercano, vogliono avere a che fare pure loro con te.

Non so quando è cominciata ma so che la riconosco subito quella paura, nel momento preciso in cui vedo il post col nome della persona e sotto lo stesso nome che ha messo il mi piace, e allora mi viene una stretta allo stomaco che non è forte ma è continua. Tante volte quel mi piace è il primo. Tante volte c’è solo quel mi piace.

Io me lo segno. Sempre, quando la paura arriva e comincio a sentirla più forte prendo il calendario di Frate Indovino che tengo in cucina appeso vicino al frigo e sulla casella del giorno scrivo il nome e il cognome della persona, senza commenti, solo il nome e il cognome, come se fosse una cosa ufficiale, e aggiungo anche dove è successo, tipo “Facebook” o “Instagram”, così sembra più ordinato. Frate Indovino mi fa sentire tranquilla perché ci sono i santi e le lune e le frasi brevi che spiegano il tempo, e mi sembra che se lo scrivo lì allora non entra in casa.

La paura viene di più la sera. Quando c’è il telegiornale acceso in sottofondo e io non lo guardo davvero ma lo ascolto mentre faccio finta di sistemare o sto seduta sul divano. Dicono parole come allarme, emergenza, escalation, e io intanto scorro il telefono e vedo un post con sotto un mi piace messo dalla stessa persona che l’ha scritto e le due cose si mischiano, come se fosse lo stesso tipo di pericolo, e penso che se una persona si mette il mi piace da sola allora può succedere di tutto. Una persona che lo fa, può fare di tutto.

In quei momenti mi vengono pensieri strani, tipo che quella persona sa dove abito o che prima o poi mi scrive e io non rispondo nel modo giusto e succede qualcosa che non so spiegare, come quando al telegiornale dicono che una cosa è successa per un motivo piccolo che nessuno aveva considerato. Io lo so che non è vero, lo so mentre lo penso, però il corpo non lo sa e allora mi viene caldo e mi batte il cuore.

A volte spengo il telefono ma non serve perché la paura resta e allora controllo il calendario per vedere se l’ho scritto e se non l’ho scritto lo scrivo dopo, anche a distanza di giorni, perché mi sembra che così si chiude. So che è una paura inutile e sproporzionata e che potrei liberarmene facilmente, me lo dicono anche, ma io non voglio liberarmene, voglio solo che stia al suo posto.

Quando mi allontano da quelle persone mi sento meglio e resto sola e il telegiornale continua ma io non lo ascolto più. Forse sono matta, penso, ma almeno così so dove mettere le cose e non devo avere paura di sbagliare.

Patrizia Marinelli, ha 43 anni ed è una commessa nel reparto surgelati di un grande magazzino italiano alla periferia di Jesi, dove lavora da più di quindici anni con mansioni che definisce “sempre uguali ma rassicuranti”. Vive da sola in un bilocale al secondo piano senza ascensore, nello stesso quartiere in cui è cresciuta.

Ha frequentato l’Istituto Tecnico Commerciale, senza particolari risultati né traumi memorabili, e dopo il diploma ha iniziato a lavorare quasi subito. Non ha mai cambiato città. Non ha mai convissuto. Single da sempre, dice senza ironia e senza recriminazioni, come un dato climatico.

Tra i suoi hobby e interessi, in ordine non coerente:
– compilare liste su quaderni a quadretti
– ascoltare il telegiornale mentre fa altro
– leggere il calendario di Frate Indovino
– fare cruciverba facili
– camminare nei corridoi lunghi dei supermercati
– sistemare oggetti per colore
– ricordarsi cose inutili

Non ama i social ma li usa. Non ama le persone invadenti ma è educata. Ha poche amicizie stabili, nessuna relazione sentimentale alle spalle e una grande capacità di preoccuparsi per cose piccole, una forma di attenzione al mondo.

Scrive brevi testi per tenere le paure in un posto preciso, dove non crescono. Non si definisce scrittrice. Dice che scrivere “aiuta a non far succedere le cose”.

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2 risposte

  1. […] parola per parola. Fideistico.Lei è in ospedale, reparto osservazione.Intossicazione alimentare da ingestione di prodotti scaduti, […]

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